I bracciali Keep Out tra solidarietà e la nuova collezione Shot
La collezione SHOT di Keep Out
Considerare i post (scritti per il blog) e gli articoli (scritti per i vari magazine con i quali lavoro oppure ho lavorato) un po’ come dei ‘figli’: ebbene sì, ammetto di averlo fatto in varie occasioni, ma non perché io sia impazzita.
Conosco bene la differenza e quando ho accennato a un vago paragone desideravo semplicemente sottolineare quanto uno scritto possa essere ‘figlio’ della nostra creatività e quanto possa rappresentarci profondamente per l’argomento o per il lavoro e l’impegno che ha comportato.
In ogni post o articolo metto una parte di me, cuore e passione, così come tutto ciò che conosco e che cerco di far crescere studiando incessantemente.
Possiamo esprimere creatività in tanti modi e io cerco di esprimerla proprio così, raccontando pezzi del nostro passato (come nei post che narrano piccoli frammenti di storia della moda e del costume) oppure raccontando storie di creatività altrui perché il talento è il mio più grande amore ed è un argomento che mi sta molto a cuore.
Amo raccontare il talento di stilisti che sanno creare abiti e accessori, ma anche il talento di vari artisti (orafi, pittori, veri scrittori) e poi amo narrare le storie degli imprenditori che, partendo da idee geniali, riescono a mettere in piedi realtà che danno lavoro ad altre persone.
A glittering woman, questo mio blog, è pieno di storie di talento ed è come se ogni stilista, artista, imprenditore mi affidasse un pezzo del suo lavoro e della sua passione: mi piace prendermene cura e dimostrarmi all’altezza della fiducia che ripongono in me raccontandosi e spesso accogliendomi in casa loro, aprendo le porte delle loro attività e ospitandomi nel luogo più sacro che hanno.
Segno di questa mia cura nei loro confronti è fare ciò che si farebbe proprio con un figlio: seguire la loro crescita, il loro sviluppo, la loro evoluzione, le loro successive realizzazioni.
Quando è possibile, mi piace infatti continuare a seguire una persona o un brand ed è per me una grande gioia tornare a parlare di un progetto dopo anni: è un po’ come vedere un figlio che va all’università o firma il suo primo contratto o vince un premio in qualsiasi campo.
È per questo che oggi sono felice di tornare a parlare di Keep Out, un marchio che ho molto amato: torno a parlarne dopo quattro anni per raccontare due novità che mi piacciono tanto, ovvero una nuova collezione che si chiama SHOT e una bella iniziativa di solidarietà sociale.
Come avevo raccontato nel 2015, il marchio Keep Out ha saputo trasformare il ditale da cucito in una linea di monili, attraverso un’idea riconducibile a un’antica usanza: pare infatti che, in America Latina, le donne anziane regalassero un ditale in argento a figlie e nipoti pronte a lasciare la sicurezza del focolare domestico.
Il ditale era un amuleto, una protezione contro “tutto ciò che punge nella vita”: veniva anche tramandato di generazione in generazione, portando avanti il suo potere protettivo e diventando un simbolo di continuità, tradizione, famiglia e amore.
Rivisitato ai giorni nostri, il ditale di Keep Out vuole essere proprio questo: un piccolo e gioioso portafortuna, un oggetto piacevole da indossare e capace di regalare sorriso e buonumore – cose che in effetti non bastano mai.
Non sono affatto superstiziosa, eppure credo fermamente nel potere del sorriso e del pensiero positivo, dunque ho sposato con piacere la filosofia Keep Out: i loro monili sono interamente realizzati a mano, in Italia, e il progetto nasce da un’azienda che vanta una solida tradizione orafa, cosa che ben traspare osservando la manifattura dei bracciali, delicata e precisa.
Dopo averne parlato e dopo essere stata ospite presso la loro sede, ho anche aggiunto un paio di bracciali Keep Out alla mia nutrita e amata collezione di bijou.
E allora vi racconto le novità alle quali ho accennato, partendo dal lancio della collezione SHOT, ovvero una linea di bracciali in silicone super soft e ipoallergenico, declinati in 10 colori che definirei vitaminici.

Keep Out è pronta a colorare l’estate con le energizzanti e morbidissime versioni del suo classico bracciale portafortuna: la maglia a pallini e il ditale che ciondola al polso sono stati perfettamente riprodotti in morbidissimo silicone in una palette cromatica che sa di estate e che promette di accontentare un po’ tutti.
Black Olive, Ultra Violet, After Midnight Blue sono colori perfetti per i nottambuli amanti di feste e discoteche; Bad Boy Blue, Cactus Green e Pepper Green sono dedicati agli amanti delle avventure on the road.
Hello Yellow, Eletric Tomato e Infra Red sono pensati per chi sogna il sole, la spiaggia e il mare.
Hot Pink, infine, mette d’accordo tutti all’insegna dell’ottimismo e della positività che da sempre caratterizzano questa vivace tinta.
I bracciali della collezione SHOT sono stati ideati in un’unica misura, da personalizzare al polso con un anellino in silicone oppure con un’ovalina in argento, per regalare un ulteriore tocco glamour.

Dopo il lancio di SHOT, la seconda novità profuma invece di solidarietà e di impegno sociale: pochi giorni fa, precisamente il 1° luglio, è iniziato l’anno scolastico nella nuovissima scuola di Keep Out in India.
Grazie alla raccolta fondi derivata dalla vendita dei bracciali della collezione Jaipur (quella che vedete qui sopra), Keep Out ha infatti costruito una scuola in India e più precisamente nello stato del Rajasthan.
Sono stati necessari un anno e mezzo di lavori, molte braccia e altrettanta passione e tenacia per costruire, mattone su mattone, una scuola elementare: ora 36 bambini divisi in 3 classi hanno iniziato un nuovo capitolo della loro vita grazie all’istruzione primaria.
Oltre alle tre classi sono state realizzate anche una cucina e i servizi, così da poter accogliere al meglio bambini dal futuro difficile.
«È un grande sogno che si realizza – afferma Stefania Gagliardone, fondatrice del brand – e abbiamo scelto un villaggio tra i più poveri del Rajasthan, dove l’istruzione era negata ai bambini orfani, con l’obiettivo di dar loro la possibilità di cambiare le proprie sorti. Un traguardo che mi rende molto orgogliosa della mia azienda e che dedico a mio padre Bruno che non c’è più.»
«Devo dire molti grazie per questo importante risultato. In primo luogo ai tanti fan di Keep Out che, acquistando un bracciale Jaipur realizzato con delle meravigliose sete indiane, hanno fatto sì che potessimo devolvere alla causa 2 euro per ogni bracciale venduto. Un grazie di cuore va al nostro socio e amico Gaetano Giuffrè che ha contribuito in maniera sostanziale. Grazie a Raju che, con la sua presenza costante e con la sua attenzione in cantiere, ha reso possibile tutto questo. Grazie a tutti coloro che hanno fatto donazioni spontanee e che hanno creduto in noi e infine grazie anche alla mia testardaggine che mi obbliga a non fermarmi mai.»
Così aggiunge Stefania (che ho avuto il piacere di incontrare in azienda nel 2015) e, d’altro canto, occuparsi di solidarietà non è una novità in casa Keep Out, così come avevo avuto modo di constatare proprio quand’ero stata loro ospite (e in fondo trovate un piccolo appunto in merito…).
A questo punto, devo farvi una confessione: ho un debole per chi, oltre a fare bei prodotti, è in grado di pensare ad allargare il benessere che deriva dal lavoro includendo nel cerchio persone meno fortunate.
È un bel modo di fare business e dimostra qualcosa in cui credo: si può fare affari e produrre reddito rispettando le persone e restando umani.
Keep Out offre pertanto un esempio da seguire, offre la consapevolezza di quanto un piccolo gesto possa contribuire a un risultato più grande: sono tante piccole gocce tutte insieme a formare il mare.
Brava Stefania, sono felice del fatto che le nostre strade si siano di nuovo incrociate.
Anche perché, attraverso ciò che tu e Keep Out avete fatto per quei 36 bimbi nel Rajasthan, ho la dimostrazione che in fondo non è così folle pensare a un post o a un articolo come a un ‘figlio’ se racconta di realtà belle come la vostra.
Manu
Vi lascio volentieri i link al sito, alla pagina Facebook e al profilo Instagram di Keep Out.
Qui trovate la collezione SHOT.
Per inciso: solidarietà e impegno sociale trovano sempre posto in casa Keep Out e per ogni bracciale venduto 1 € viene devoluto a Vitas Onlus.
I miei precedenti post su Keep Out: qui il primo e qui il secondo con l’esperienza in azienda.
A glittering woman è anche su Facebook | Twitter | Instagram
Sharing is caring: se vi va, qui sotto trovate alcuni pulsanti di condivisione ♥
Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.