Degustando in Bottega 2019, Cremona mette in scena il suo ‘saper fare’
La Welcome Card Special Edition per Degustando in Bottega 2019
Dovete sapere, miei cari amici, che non sono solo orgogliosamente milanese, come scrivo spesso, ma sono anche orgogliosamente lombarda; dunque, quando sento dire che la Lombardia è una regione ‘piatta’ anche nel senso di ‘noiosa’… beh, ho un sussulto di sdegno.
La Lombardia piatta e noiosa? Niente affatto!
Prima di tutto, geograficamente parlando (ed escludendo il mare, ahimè), la Lombardia offre una gran varietà tra campagna e città, pianura e montagne, laghi e fiumi.
Poi, parlando in senso metaforico, la Lombardia offre lavoro attraverso le sue numerose attività ma offre anche cultura, arte, svago, intrattenimento. Ed eccellenze enogastronomiche.
Insomma, la Lombardia è anche turismo e non solo business e affari: Milano ha avuto l’opportunità di dimostrarlo grazie all’Expo 2015 (di Expo parlai anch’io nel blog a più riprese, per esempio qui) e ora (finalmente!) è anche una meta turistica – mai visti così tanti turisti come negli ultimi anni! – e spero che lo stesso accada sempre più a tutte le città della mia regione in un’ottica di sistema che a me piace molto.
Perché, pur adorandola, non mi fermo certo a Milano: a una distanza breve, entro i confini regionali, ci sono tante meraviglie da scoprire.
Per esempio, oggi desidero parlare di una città che amo molto: Cremona, la città dei violini e dei liutai, del torrone e del salame, del bollito e della mostarda…
Io l’ho scelta lo scorso anno per festeggiare la Festa dei Lavoratori, condividendo un po’ di miei scatti tra eccellenze culinarie (qui), bellezze architettoniche (per esempio qui) ed eccellenza musicale (qui).
E oggi Cremona offre a tutti gli estimatori del bello e del buono una nuova opportunità: la manifestazione Degustando in Bottega che mette al centro il ‘saper fare’ della città.
Barbara Manfredini (Assessore al Turismo del Comune di Cremona), Virginia Villa (Direttore del Museo del Violino), Cesare Baldrighi (Presidente del Consorzio Fattorie Cremona) e Stefano Conia (maestro liutaio) hanno presentato Degustando in Bottega lo scorso 29 ottobre attraverso un evento si è tenuto al Ristorante Savini Milano 1867, locale storico e palcoscenico ideale per il lancio di questa importante iniziativa: ho avuto il piacere di essere tra gli invitati e oggi, con altrettanto piacere, condivido tutti i dettagli.
Degustando in Bottega, che partirà tra pochi giorni, precisamente il 30 novembre, per terminare il 5 gennaio, metterà insieme tutto il ‘saper fare’ della tradizione cremonese perché Cremona è una città che sa accogliere (e ne sono testimonianza gli oltre centomila visitatori al museo del violino nel solo 2018) ed è una città che sa stupire, con le sue botteghe di liutai aperte e ospitali, che sa raccontare le proprie tradizioni artigiane ed enogastronomiche, che le sa mettere in rete tra loro e le sa offrire ai suoi visitatori.



Degustando in Bottega è tutto questo: è la presentazione di una cultura artigianale e imprenditoriale nonché di una ricca cultura musicale e gastronomica, una commistione meravigliosa capace di meravigliare e affascinare attraverso tutti e cinque i sensi in una rappresentazione armonica.
«Continuiamo a promuovere Cremona puntando sulla nostra identità e sulle nostre eccellenze – ci ha detto l’assessore Barbara Manfredini durante l’incontro al Savini – in un intreccio di segmenti quali turismo, artigianato, gastronomia e commercio che presentano la città non come un insieme di peculiarità lontane le une dalle altre, ma come una realtà ricca di eccellenze, che meritano di essere considerate e vissute insieme.»
Ed è stato proprio questo ad affascinarmi e conquistarmi tanto da decidere di parlarne qui nel blog, perché (e anche questo lo ripeto spesso… sono noiosa, lo so) detesto i compartimenti stagni e amo invece le contaminazioni fertili.
Come si concretizzerà Degustando in Bottega?
Nei weekend compresi dal 30 novembre 2019 fino al 5 gennaio 2020 le botteghe dei liutai di Cremona saranno le dirette protagoniste: come scrigni che contengono i segreti di un mestiere antico e insieme ai prodotti gastronomici locali, saranno luogo di incontro per promuovere e insegnare un nuovo modo di consumare, facendo conoscere tante storie di artigiani e produttori attraverso una esperienza diretta e carica di tante emozioni.
Degustando in Bottega permette dunque di accedere ai luoghi dove quotidianamente si rinnova la tradizione che rende Cremona famosa e unica nel mondo, assistendo a parte del processo di lavorazione di uno strumento ad arco e ascoltando le parole sapienti del maestro liutaio: a conclusione della visita, vi sarà una degustazione di prodotti tipici come torrone, mostarde, formaggi e altre ghiottonerie, per gustare con il palato oltre che con gli occhi altre eccellenze del territorio cremonese.




L’accesso alle esperienze di Degustando in Bottega avverrà grazie all’acquisto di una Welcome Card in edizione speciale.
La Welcome Card è una tessera acquistabile presso l’Infopoint del Comune di Cremona: offre ai turisti la visita guidata alla città oltre a una serie di sconti per l’ingresso ai musei, a teatro, nei ristoranti, hotel e per lo shopping nei negozi convenzionati.
La Welcome Card Special Edition, realizzata in occasione di Degustando in Bottega, si arricchisce di alcune esperienze uniche: oltre alla visita di una bottega di liuteria e alla degustazione, la card offrirà l’audizione di un violino Stradivari presso l’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino, la visita al Teatro A. Ponchielli e il tour presso la produzione di formaggi Fattorie Cremona.
Questa edizione speciale della Welcome Card è disponibile – lo ripeto – per tutti i weekend compresi dal 30 novembre 2019 fino al 5 gennaio 2020 al costo invariato di 10 euro: è dunque un’occasione davvero imperdibile.
Per ogni ulteriore informazione, vi invito a consultare il sito cremonaturismo.it.
Potete anche chiamare l’Infopoint al numero 0372 407081 tutti i giorni dalle 10 alle 16:30 oppure scrivere all’indirizzo e-mail info.turismo@comune.cremona.
Ci vediamo a Cremona?
Io ne approfitterò sicuramente per tornarci e coccolarmi un po’ anche perché, dopo essere stata al Museo del Violino lo scorso anno e dopo aver ascoltato Aurelia Macovei lo scorso 29 ottobre al Savini commovendomi fino alle lacrime, ora sono curiosa di poter sentire un’audizione all’Auditorium Giovanni Arvedi (del quale mi hanno detto meraviglie) e di poter visitare il mitico Teatro Ponchielli.
Manu
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.