Endelea SS 2024 on demand, il perfetto connubio tra moda e sostenibilità

Quando un progetto è autentico e sincero, quando mantiene nel tempo le sue premesse e promesse; quando avviene tutto ciò, sono felice di tornare a parlarne.

Nel 2022 ho pubblicato un articolo intitolato “Endelea, bellezza e concretezza di un brand davvero etico e sostenibile”.

In quell’articolo raccontavo di Endelea e della sua moda veramente etica e sostenibile partendo dai pensieri, dai valori e dal coraggio della fondatrice Francesca De Gottardo.

Perché sottolineo così fortemente i concetti di moda etica e sostenibile? Beh, perché oggi queste parole sono diventate quasi un trend e non tutto ciò che viene spacciato come etico e sostenibile lo è veramente.

Come avevo raccontato, Endelea è un progetto di natura economica, certo, ma prima di tutto è un progetto sociale e culturale. Non priva un popolo (i Masaai della Tanzania) dei propri elementi identitari. Non depaupera, non spoglia, non si appropria. Rispetta, crea dialogo e crea vantaggio economico alla fonte. Per tutti questi motivi affermo che Endelea è un brand etico. Veramente.

Ma attenzione…

Endelea è ora orgogliosa di presentare la collezione Spring Summer 2024, interamente realizzata in cotone organico e lanciata con la formula on demand.

La scelta del pre-ordine, già sperimentata da molti brand sostenibili, è stata intrapresa da Endelea poiché riduce l’impatto ambientale ed evita sprechi e giacenze. Ogni capo verrà prodotto su richiesta, realizzato con cura dai sarti in Tanzania e spedito a metà maggio al cliente finale.

Un esercizio importante per tutti coloro che amano la moda ma che, forse, si sono disabituati ai suoi tempi lenti e alla preziosità di un prodotto 100% artigianale. Endelea (che come avevo detto ha ottenuto la certificazione B Corp) presenta dunque la collezione più ricca e più sostenibile di sempre.

Endelea SS 2024
Endelea SS 2024

Al centro della proposta Endelea SS 2024 c’è la capsule collection creata in collaborazione con il fashion designer Tiziano Guardini. Guardini è stato scelto per il suo approccio sostenibile alla moda e per la capacità di mixare sartorialità, innovazione, rispetto e sperimentazione.

Se avete letto il mio articolo precedente, ricorderete forse che Endelea è una parola Swahili che significa “andare avanti senza arrendersi alle difficoltà”. Guardini (ho parlato varie volte anche di lui) offre un’interpretazione inedita dei valori Endelea a partire da quelli insiti proprio nel significato del nome.

«Respiri, profumi, colori, battiti, sensazioni, desideri, movimenti: Endelea è tutto questo, è un ponte per tornare alla culla della vita – spiega Guardini – e io volevo enfatizzare i valori estetici di una donna libera, che danza tra le stelle e la terra».

Gli abiti diventano un portale da cui accedere ad altri luoghi e tempi. E se la stampa animalier multicolor esprime il legame che ci unisce a tutti gli esseri viventi, quella con le stelle ci mette in connessione con l’universo.

La core collection, realizzata dal team creativo di Endelea, celebra una donna “Bold Dreamer” (dream bold è lo slogan del marchio) in un tripudio di linee fluide, fiocchi e colori vibranti. Tornano, con nuove proporzioni e dettagli, la maxi gonna e i pantaloni. È invece interamente nuovo il design di top e abiti, declinati in varianti più strutturate (come lo chemisier, il gilet e la camicia maschile) o più femminili (come nel maxi abito con cut-out e fiocchi).

Le stampe audaci, per la prima volta disegnate da Francesco Gulina, illustratore e progettista di stampe tessili, ritraggono fiori che sbocciano su sfondi a pois, pantere che danzano sinuose, giraffe con corone e tacchi alti, mani che si incontrano. A ispirare le stampe sono valori come la comunione tra le persone, il legame con la madre terra, la bellezza della natura.

La capsule collection disegnata da Tiziano Guardini e le stampe in esclusiva, ma anche il cotone organico e la modalità pre-ordine per ridurre gli sprechi: la nuova collezione Endelea SS 2024 è la prova che un nuovo modo di fare moda è davvero possibile.

Endelea SS 2024
Endelea SS 2024

Non mi resta che invitarvi a visionare la collezione Endelea SS 2024: qui trovate tutti i capi on demand, inclusi quelli disegnati da Tiziano Guardini.

Cliccando su ogni capo, è possibile accedere anche al dettagliatissimo report di trasparenza. Possiamo per esempio sapere quali persone e fornitori sono coinvolti oppure come sono suddivisi i costi di produzione.

«Crediamo che chi acquista abbigliamento abbia il diritto di sapere cosa c’è dietro – scrive lo staff Endelea – e per questo motivo abbiamo reso trasparente il costo di ogni nostro prodotto».

Chiaro e semplice. Fatti e non (solo) parole.

Ah, ultima cosa. Usando il codice POLEPOLE, si può avere il 10% di sconto sulla nuova collezione.

Non dovrebbe essere la discriminante fondamentale, però io per prima lo riconosco: la strada verso la virtù si percorre a piccoli passi. E allora perché non farci un regalo etico e sostenibile con una piccola agevolazione.

Emanuela Pirré

 

 

 

A proposito di Endelea

Endelea è un brand di moda etica nato a Milano nel 2018 con l’idea di creare collezioni di abiti e accessori in tessuti africani dal design made in Italy.

Il nome Endelea, che in lingua Swahili significa “andare avanti senza arrendersi alle difficoltà”, racconta la filosofia del brand ed è coerente con un approccio che mette al centro le persone, creando valore sia per i clienti sia per le comunità coinvolte nel progetto.

L’obiettivo di Endelea è duplice. Da un lato, l’azienda vuole contribuire allo sviluppo di un’industria della moda in Tanzania. A questo scopo, ha avviato un laboratorio di produzione a Dar es Salaam dove investe anche parte dei ricavi nella realizzazione di workshop e nella collaborazione con scuole e università. Dall’altro, Endelea punta a creare un dialogo tra Europa e Africa, facendo conoscere l’autentica cultura tessile africana e proponendosi come brand inclusivo.

Nata come start-up innovativa, Endelea è oggi una B Corp, parte di quel network di aziende che, a livello globale, concepisce l’impresa come una forza positiva e insegue uno scopo più alto del profitto: il benessere delle persone e del pianeta.

Il team è composto all’85% da donne, con un gender pay gap (la differenza di retribuzione tra uomini e donne) pari a zero. La retribuzione di sarte e sarti impiegati da Endelea in Tanzania è del 116% più alta della media e tutti godono di assicurazione sanitaria per sé e per le proprie famiglie.

Il mio precedente articolo: qui.

 

 

 

*** Tutte le immagini qui usate sono
proprietà © Endelea ***

 

 

 

 

Aggiornamento del 16 luglio 2024…

Questo è un aggiornamento che mai avrei voluto scrivere… Perché purtroppo, il 9 luglio, Francesca De Gottardo ha annunciato la fine del progetto Endelea.

Qui sotto trovate il post e, scorrendolo, potrete leggere le motivazioni che, ancora una volta, raccontano l’integrità morale di Francesca. Perché ci vuole coraggio, forza e grande correttezza anche per capire quando fermarsi.

Questa notizia mi ha fatto davvero male. E mi fa anche arrabbiare. Perché è la dimostrazione che c’è qualcosa di profondamente sbagliato non solo nel sistema moda, ma più in generale nel modello economico attuale.

Perché se un’azienda che opera in modo davvero trasparente ed etico, creando qualità e dando lavoro, è costretta a chiudere… beh, mi sembra evidente che vi sia qualcosa di profondamente sbagliato – lo ripeto.

Sono però certa che ciò che Francesca ha creato con Endelea non andrà perduto. L’energia bella non si distrugge, si trasforma.

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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