Landscape Festival 2024, Facing the crisis: a Bergamo si parla di paesaggio e soluzioni
Esistono parole alle quali diamo connotazioni non del tutto corrette.
Penso, per esempio, alla parola crisi alla quale diamo un’accezione fortemente negativa. La usiamo per indicare una condizione traumatica o stressante per un individuo. Oppure per indicare il deterioramento di una situazione che si trasforma in qualcosa che provoca inquietudine e smarrimento. E, ancora, per indicare l’improvviso passaggio dalla prosperità alla depressione.
Eppure, se si va a scavare nell’etimologia, si scopre che kρίσις (krìsis) deriva da kρίνω (krìno) che, in origine, aveva un significato un po’ diverso. Il verbo greco κρίνειν (krìnein) aveva principalmente il significato di separare ed era connesso alla trebbiatura. In pratica, indicava l’attività di separare la granella del frumento dalla paglia e dalla pula; poi, per traslazione, il lemma è passato all’atto dello scegliere.
Crisi, dunque, contiene in sé una scelta fatta dopo una separazione, un taglio. Ho anche scoperto che la semantica del sostantivo kρίσις (krìsis) fu poi ampliata. Fu lo storico Tucidide a ricorrere al significato di soluzione. Si sono poi susseguite ulteriori evoluzioni nell’uso del termine.
A ogni modo, possiamo affermare che crisi dovrebbe indicare un momento non necessariamente o esclusivamente negativo. E potrebbe essere vista, invece, come un momento di passaggio, di cambiamento, di trasformazione. Un’occasione per trovare nuove soluzioni.
È (anche) da questi pensieri che nasce il titolo della XIV edizione di Landscape Festival. Il titolo è Facing the crisis ovvero affrontare la crisi.
Landscape Festival è la manifestazione dedicata alla promozione della cultura e della progettazione del paesaggio. L’affascinante cornice di Bergamo Alta ospita, dal 6 al 22 settembre 2024, la kermesse internazionale promossa dall’associazione Arketipos e dal Comune di Bergamo.
Come dicevo, Facing the crisis è il tema scelto dalla Commissione scientifica internazionale per connotare questa edizione del Festival. Di fronte a pandemie, guerre ed emergenze ambientali, è fondamentale trovare soluzioni innovative (vedere Tucidide…) e percorrere strade inesplorate per affrontare positivamente le diverse crisi e favorire la rigenerazione delle nostre società. Ripensare le città e il nostro modo di viverle può contribuire significativamente a migliorare la salute del Pianeta.
Il Landscape Festival invita studi di architettura e progettazione paesaggistica, filosofi, scrittori, fotografi, ricercatori e botanici di tutto il mondo a condividere le proprie visioni su come affrontare la crisi ambientale e sociale attuale. I temi più urgenti includono l’urbanizzazione e l’integrazione della natura nel nostro sistema di vita, oltre al ruolo olistico dell’architettura del paesaggio. La capacità dei paesaggisti di interpretare e rispondere ai cambiamenti ambientali, sociali ed economici è infatti cruciale per creare spazi funzionali, estetici e benefici per le comunità.
Eventi come dissesto idrogeologico, inondazioni e terremoti sottolineano l’importanza di comprendere il rischio climatico per lo sviluppo urbano futuro. Uno sviluppo sostenibile deve avere come priorità la rigenerazione ambientale, la biodiversità, la conservazione delle risorse, la crescita economica stabile, il valore sociale. In questo contesto, l’architettura del paesaggio gioca un ruolo fondamentale nel creare città più vivibili.
Il calendario della manifestazione è ricco di eventi e iniziative rivolte al grande pubblico e ai professionisti del settore.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è la Green Square ovvero l’allestimento di Piazza Vecchia e la sua trasformazione in uno spazio verde che potete vedere qui sopra.
A occuparsene quest’anno è Catherine Mosbach, fondatrice dello studio di design parigino Mosbach paysagistes, della rivista Pages Paysages e Cavaliere della Legion d’onore con la nomina del Presidente della Repubblica Francois Hollande nel 2016. L’installazione della Green Square 2024 si ispira naturalmente al tema Facing the crisis e invita i visitatori a esplorare uno spazio in cui la materia minerale si fonde con quella vegetale.
Piazza Vecchia, con il suo il pavimento di antiche pietre solcato da linee diagonali e geometrie a losanghe, viene paragonata al terreno arso dalla siccità, ma trasmette un messaggio di speranza. Il suolo, apparentemente sterile, è segnato da fenditure in cui si innestano semi di nuova vita, permettendo alla vegetazione di rinascere. I 52 alberi presenti nell’installazione, e le oltre 3000 piante erbacee e perenni che si sforzano di crescere attraverso le fratture, mettono in scena un giardino ideale, incoraggiando gli individui a lottare per superare l’attuale crisi globale, non soltanto climatica, ma soprattutto sociale.
Altra location strategica è quella dell’Antico Lavatoio. Per affrontare le crisi globali, è fondamentale adottare soluzioni concrete come quelle orientate alla conservazione degli ecosistemi, alla gestione sostenibile delle risorse e allo sviluppo di infrastrutture verdi e blu – le reti, cioè, di aree naturali e semi naturali presenti sul territorio. Questa necessità ha ispirato il progetto dell’Antico Lavatoio di via Mario Lupo, curato da Michele Pezzoni, Greta Bianchi e Marco Togni. Seguendo una linea temporale simboleggiata da un fiume, si ripercorre il corso della vita umana. E si scopre come questo sia influenzato da ogni decisione, passata, presente e futura. Il progetto esplora quindi due scenari: uno negativo, con la natura sopraffatta dall’agire umano, e uno positivo, con un equilibrio tra uomo e natura. La scelta di quale futuro realizzare dipende da noi.
Nelle oltre due settimane di festival non mancheranno all’appello numerosi altri momenti.
Come i convegni internazionali, tra cui l’Université D’été (13 settembre) e l’International Seminar (19 settembre), i workshop pratici (Garden Masterclass – 18 settembre) e i seminari gratuiti (Landscape talk).
Tra i momenti topici figura il tradizionale International Meeting of Landscape and Garden che si terrà il 20 e 21 settembre. Evento conclusivo del festival, il meeting riunisce di anno in anno progettisti di fama mondiale, intenzionati a cogliere un’ottima opportunità di scambio e confronto con i colleghi.


Ma le attività portate avanti dall’Associazione Arketipos non si esauriscono con il Landscape Festival. Si sviluppano nel corso di tutto l’anno e prendono la forma di partnership di valore e occasioni di scambio e confronto con realtà terze.
Un esempio: la Fondazione Accademia Carrara ha invitato il prossimo 17 settembre l’Associazione Arketipos a partecipare a un momento di dialogo e confronto in occasione della presentazione del nuovo progetto di paesaggio dei suoi giardini. In questa occasione, per la prima volta, sarà svelato il progetto che l’architetto Leopold Pollack aveva concepito nel 1804 per l’Accademia Carrara a seguito del lascito del Conte Giacomo Carrara e che includeva un giardino di armoniosa composizione paesaggistica.
Possiamo affermare che la storia dell’arte e quella del paesaggio sono strettamente interconnesse, rappresentando due facce della stessa medaglia. La collaborazione fra Accademia Carrara e Landscape Festival ha l’intento di segnalare approcci originali nel coniugare arte e paesaggio, realtà e astrazione, creatività e tradizione.
In definitiva… se siete interessati a capire come affrontare positivamente alcune delle crisi del nostro tempo e a sapere di più circa le possibili soluzioni, fino al 22 settembre, a Bergamo, si può prendere parte alle attività e agli incontri proposti da Landscape Festival 2024.
Per maggiori informazioni e per iscrivervi agli incontri, potete dare un occhio qui. E qui trovate il programma completo.
Emanuela Pirré
A proposito di Landscape Festival e dell’Associazione Arketipos
Nelle prime 13 edizioni, Landscape Festival ha coinvolto oltre 2 milioni di visitatori. È diventato un polo nazionale e internazionale per il mondo del paesaggio e per tutti coloro che abbiano il desiderio di capire, scoprire, imparare, sperimentare.
Il festival e il lavoro di Arketipos, lungo tutto l’anno, sono indirizzati a fornire al pubblico, esperto e non, più chiavi di lettura possibili per uno sviluppo sostenibile che possa anche consolidare e rendere ancora più attive le relazioni nazionali e internazionali intessute in questi anni di confronto.
Un impegno, quello di Bergamo come Città del Paesaggio, che nasce e si ispira anche grazie alla sua straordinaria conformazione, incontro virtuoso tra paesaggio e costruito – si pensi alla posizione geografica così come alla morfologia della Città Alta. E che prosegue anche grazie ad alcuni importanti riconoscimenti che confermano la giusta direzione. Per esempio, l’inserimento delle Mura Veneziane come Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2017 e, nel 2021, il Premio Nazionale del Paesaggio riconosciuto alla Valle d’Astino e promosso dal Ministero della Cultura.
Alla manifestazione è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica. E ha ricevuto il Patronato e il contributo con il riconoscimento della qualifica di rilevanza da Regione Lombardia.
Landscape Festival è ideato da Arketipos con il sostegno di Comune di Bergamo, Regione Lombardia e grazie a numerosi sponsor che da anni sostengono la manifestazione.
Arketipos è nata nel 2010 per promuovere a livello nazionale e internazionale i temi del paesaggio attraverso l’organizzazione di Landscape Festival – I Maestri del Paesaggio.
Il sogno e l’impegno di un gruppo di persone, anche grazie alla sensibilità e al sostegno dell’amministrazione comunale di Bergamo, sono diventati realtà. E si consolidano, anno dopo anno, come un progetto riconosciuto in Italia e nel mondo.
L’Associazione si pone come obiettivi la promozione, diffusione e valorizzazione della cultura e della progettazione del paesaggio naturale e antropizzato. Lo scopo è favorire uno sviluppo sostenibile e nel contempo la crescita delle potenzialità di ogni territorio, attraverso il coinvolgimento delle discipline dell’architettura del paesaggio, della tutela ambientale e del verde, della creatività e dell’arte e la formazione delle nuove generazioni di professionisti e cittadini.
Per raggiungere i suoi fini, Arketipos si impegna con enti, università, istituzioni, associazioni e società scientifiche nazionali e internazionali. Attiva collaborazioni con aziende e singole professionalità per favorire la ricerca.
Arketipos può contare sul patrocinio di Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori; Ordine Architetti PPeC Bergamo; Ordine Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Bergamo; Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio; Ordine degli Ingegneri della provincia di Bergamo; Università degli Studi di Bergamo; Club Alpino Italiano Sezione di Bergamo.
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.
Glittering comments
Progetto davvero interessante, soprattutto con i disagi climatici di questo periodo, urge prenderci cura del nostro ambiente, della natura.
Oggi vedo la natura come una mamma un po’ anziana e delicata che va protetta e comunque, nonostante la sua fragilità riesce a darmi una grandissima forza, non è un caso che le giornate no, le giornate di crisi, io mi rifugi in lunghe passeggiate nella natura o anche semplicemente per meditare o per il mio benessere, la natura è sempre il mio luogo preferito.
Tornando al tuo articolo, mi ha fatto molto riflettere il significato della parola crisi e ti ringrazio per averlo messo in evidenza. È bello che oltre alla moda tu scriva anche di altri argomenti, è sempre un piacere leggerti che a volte ho persino il dubbio che se iniziassi a scrivere di calcio (da me tanto odiato) ti leggerei comunque.😊
Un abbraccio e buon settembre, mia carissima.❤
Laura cara… ma che gentile che sei, i tuoi commenti mi strappano sempre un sorriso che viene direttamente dal cuore!
Grazie mille davvero, le tue parole sono un onore.
E che bello il paragone che fai tra la natura e una mamma un po’ anziana e delicata. Brava, mi piace molto, lo trovo perfettamente calzante.
E concordo con te anche circa il sollievo che si prova stando nella natura. Passeggiare, osservare e godere di tutto ciò è anche il mio rifugio. E trovo che sia una grande privilegio.
Ti abbraccio a mia volta e ricambio l’augurio per uno splendido settembre.
Manu