Nasce il Milano Film Fest e l’appuntamento è per il 3 giugno 2025
C’è una novità importante per le arti audiovisive. Mi riferisco alla prima edizione di Milano Film Fest, il festival che intende celebrare i diversi volti di questo mondo, dal cinema alle serie tv fino ad arrivare alla fotografia.
Vi do subito tutti i principali dettagli.
Le date: si terrà dal 3 all’8 giugno 2025.
Il luoghi: è un festival diffuso. Avrà quindi luogo nei cinema, teatri, piazze e vie di tutta Milano.
Cosa offrirà: un programma di proiezioni, concorsi internazionali, eventi speciali, anteprime, focus su serie tv e fotografia.
Chi lo organizza: la manifestazione è ideata dalla Fondazione Milano Film Fest che unisce ben quattro realtà cittadine. Si tratta di Il Cinemino, Esterni, Fondazione Dude e Perimetro.
Mercoledì 2 ottobre sono stata alla conferenza stampa della rassegna, evento che si è tenuto al Museo Novecento di Milano. Al tavolo erano presenti Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Laura Boy, presidente della Fondazione Milano Film Fest, Agata De Laurentiis, socia e fondatrice del Cinemino nonché responsabile della programmazione del festival e infine – last but not least – l’attore Claudio Santamaria che è il direttore artistico della manifestazione.
Ora, probabilmente, state facendo due conti: tra ottobre 2024 e giugno 2025 ci sono in mezzo parecchi mesi. Ebbene sì, se ne parla con un grande, anzi, grandissimo anticipo. Prima di tutto, perché è il modo giusto per affermare ufficialmente la propria esistenza. E poi, perché il progetto è importante. E ambizioso – com’è giusto che sia e nel miglior senso del termine.
Il Milano Film Fest si propone, infatti, l’obiettivo di creare un’esperienza che promuova la diversità e l’innovazione del settore audiovisivo. Lo farà spaziando dal mainstream alla sperimentazione e coinvolgendo attivamente la città di Milano e le sue comunità. E si impegna (insieme al Comune di Milano – Cultura) a raggiungere e coinvolgere le numerose realtà presenti nel territorio.
Il programma della prima edizione è molto ricco. C’è un concorso internazionale per lungometraggi e uno dedicato ai cortometraggi e va segnalato che la call per le produzioni sarà online nelle prossime settimane.
C’è una sezione rivolta alle anteprime internazionali e due focus, uno sulle serie tv con il ritorno dei Serial Awards e uno sulla fotografia. La galassia Milano Film Fest si completerà poi con retrospettive, eventi di piazza e un occhio particolare al rapporto con l’industria alla quale sarà dedicata una sezione speciale.
Come ho già scritto, sarà un festival diffuso. Proiezioni, red carpet, mostre ed eventi speciali avranno luogo in tutta la città e faranno vivere piazze, giardini, spazi ibridi, musei, luoghi non convenzionali.
La manifestazione sarà uno spazio aperto ad associazioni, imprese, istituzioni, liberi professionisti, gruppi spontanei, singoli cittadini che abbiano idee e progetti in linea con le tematiche e i valori del festival. All’inizio del 2025 sarà lanciata una call indirizzata a tutte le realtà cittadine che potranno iscrivere il loro evento all’interno del palinsesto del Milano Film Fest.
È doveroso segnalare come Milano Film Fest nasca con un background solido. Raccoglie l’esperienza ventennale del Milano Film Festival, adattandola ai cambiamenti e alle trasformazioni che hanno investito la città e il pubblico in questi ultimi anni. La settima arte lavora oggi, infatti, con maggiore ibridazione, tale da inondare tutto il mondo dell’immagine, in dialogo costante tra diversi generi, come le serie tv, le animazioni, la fotografia.
Non a caso, nell’entourage della rassegna, sono presenti anime diverse che la città di Milano ha saputo esprimere in questi anni, raccogliendo tante realtà ed esperienze in un unico contenitore.
Si va dalla community fotografica Perimetro al Cinemino, da Dude (che ha organizzato FeST – Il Festival delle Serie Tv con la direzione artistica di Marina Pierri) a Esterni (che ha ideato spazi culturali come Cascina Cuccagna e Base Milano). Queste quattro realtà cittadine, che hanno un’importante esperienza nell’ambito culturale e dell’audiovisivo nello specifico, si contraddistinguono per essere una risposta al bisogno di luoghi di vita quotidiana, accessibili da un punto di vista economico, territoriale e ambientale.

Torno anche alla direzione artistica e alla scelta di Claudio Santamaria, attore e doppiatore italiano dalla caratura internazionale.
Romano di nascita e milanese di adozione, Santamaria ha da subito colto i valori del progetto e ha sposato l’iniziativa con grande entusiasmo. Sarà affiancato da un tavolo composto da professionisti con grande esperienza nel settore audiovisivo e cinematografico.
«Ho ricevuto la proposta di essere direttore artistico – racconta Santamaria – e visto che amo profondamente il cinema e amo la città di Milano, non potevo che accettare questa sfida e immergermi anche nei territori dell’organizzazione di un festival. Milano è una città in cui c’è un gran consumo culturale, tra mostre, teatri e librerie: ho accettato subito con grande entusiasmo un incarico sul mondo cinema. Sarà un festival trasversale, inserito nella città, dall’ambizione internazionale. Milano è una città con eventi che attirano persone da tutto il mondo e pensiamo che anche il cinema debba essere celebrato in tutte le sue forme.»
«Avrà la forza di un festival per tutti – aggiunge l’attore attualmente impegnato sul set del film Idols di Mat Whitecross – e offrirà eventi cinematografici in centro e anche nei quartieri e nelle periferie come “scintille” sparse per la città. Anche un festival glamour così come lo è Milano, che ha una bellezza discreta, nascosta, che sa di essere dirompente. Stiamo lavorando affinché ci siano questi elementi, e la mia presenza è anche un modo per richiamare l’attenzione di colleghi, amici, attori e registi. Sarà un festival capace di interrogarsi sui nuovi linguaggi, sui temi caldi del vivere contemporaneo, ma anche sui nuovi gusti del pubblico. Sarà al passo con il presente e rispecchierà la modernità unica di Milano, le sue tendenze, le sue contraddizioni e le sue potenzialità».
Attore poliedrico e trasformista, Claudio Santamaria ha sempre interpretato ruoli diversissimi, cimentandosi in tutti i generi cinematografici. A mio avviso, è la scelta perfetta per un festival che vuole essere aperto e multidisciplinare.
A me non resta che invitarvi a rimanere aggiornati in attesa del prossimo 3 giugno 2025.
Potete farlo seguendo il sito dedicato a Milano Film Fest e il profilo Instagram.
Emanuela Pirré
*** Aggiornamento novembre 2024:
sono aperte le iscrizioni per i concorsi – info qui ***
PER CHI HA VOGLIA DI APPROFONDIRE…
Fondazione Milano Film Fest
È il veicolo nato per realizzare un percorso aperto e multidisciplinare che vuole stimolare la città e coloro che la abitano e la vivono. Un percorso che vuole riportare l’attenzione al settore dell’audiovisivo a Milano, diffonderne il valore culturale, economico e sociale.
L’idea stessa di costituire una Fondazione porta con sé la creazione di un soggetto aperto, in grado di accogliere nuovi stimoli. E nuove realtà pronte a unirsi in questa avventura.
La partecipazione, la diffusione territoriale e temporale delle attività, la flessibilità degli strumenti e l’eterogeneità dei linguaggi, il valore storico e identitario dell’immagine. Sono queste alcune delle modalità impiegate per raggiungere più persone possibili.
Il Cinemino
Il Cinemino nasce nel 2018 per iniziativa di un gruppo di appassionati di cinema e grazie anche al sostegno di un crowdfunding. È uno spazio ibrido che ha al suo centro la sala cinematografica. Dà valore alla proiezione come momento di intrattenimento collettivo e al cinema come argomento di confronto. È diventato in poco tempo un punto di riferimento non solo per cinefili e appassionati di cinema, ma anche per attori, registi e professionisti dell’industria. L’attenzione al documentario, ai cortometraggi, ai film in lingua originale, alle opere prime e sperimentali e una programmazione sempre curata e ben comunicata sono i suoi punti di forza. Oltre a questo, il Cinemino promuove la cultura cinematografica attraverso proiezioni, incontri, lezioni, attività con le scuole. Collabora con diverse istituzioni sul territorio e porta il cinema anche in posti insoliti per coinvolgere un pubblico sempre più ampio.
Esterni
Esterni è nato nel 1995 dalla passione di un gruppo di studenti. È diventato negli anni un progetto socio-culturale che punta alla valorizzazione del ruolo culturale dello spazio pubblico, campo di azione privilegiato delle sue attività. Porta un’esperienza unica per sensibilità e competenze nel rigenerare il patrimonio immobiliare e lo spazio pubblico. Nei diversi progetti unisce pratiche innovative in più campi, per creare valore culturale, sociale ed economico per proprietari e comunità. Oltre a essere i fondatori del Milano Film Festival, a Milano hanno dato vita ai progetti di rigenerazione urbana Cascina Cuccagna (2012), in zona Porta Romana, e Base Milano (2014), in zona Tortona.
Dude
Fondazione Dude nasce da un’agenzia creativa che mette le sue competenze al servizio di un cambiamento più ampio, impegnandosi a contribuire positivamente alla vita delle persone e delle comunità. FeST – Il Festival delle Serie Tv è stato il primo grande progetto di entertainment-culturale firmato da Fondazione DUDE. Negli anni è diventato l’ecosistema di riferimento dell’intrattenimento seriale in Italia, un progetto culturale gratuito dedicato ai cittadini milanesi. Ha promosso il dialogo tra il pubblico e i professionisti del settore e ha formato nuovi professionisti.
Perimetro
Il progetto di Perimetro nasce da un bisogno di riconnessione con la città. In un momento storico in cui la gente vive un forte senso di alienazione, Perimetro ha dato vita a una realtà che va in direzione diametralmente opposta. Nato il 22 ottobre 2018, sforna novità, eventi, manifestazioni quasi quotidianamente. Perimetro è un disegno immaginario, uno spazio che racchiude tanti interessi e le persone che li alimentano, con novità che nascono in continuazione. Racconta la community e tutto quello che le gravita attorno. Ed è una storia che viene raccontata in una maniera differente attraverso l’immagine.
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.
