Ridefinire il Gioiello decima edizione, inaugurata la mostra a Casalmaggiore

Ci siamo: dopo la fase di selezione (che avevamo annunciato qui), Ridefinire il Gioiello entra ora nel vivo con la mostra che è stata aperta al Museo del Bijou di Casalmaggiore, in provincia di Cremona.

Ideato e diretto da Sonia Patrizia Catena e dedicato alla valorizzazione del gioiello contemporaneo, Ridefinire il Gioiello compie quindici anni e arriva alla sua decima edizione. Tale importante traguardo viene celebrato dedicando il tema 2026 a una riflessione profonda sul tema della montagna intesa non solo come paesaggio naturale, quanto piuttosto come luogo simbolico e come archetipo. La decima edizione si configura dunque come una nuova cima da raggiungere, un invito a guardare oltre e ad alzare lo sguardo, traducendo la montagna non come immagine da riprodurre, ma come energia e metafora da interpretare.

Il concorso ha individuato alcune macro aree di riflessione: tempo e stratificazione; cammino, scalata ed elevazione; anatomie del paesaggio e relazioni; forze arcaiche e potenza della natura. Non sono però state proposte come categorie rigide, bensì come campi entro cui muoversi liberamente. Ogni autore e ogni autrice ha potuto esplorare una categoria oppure intrecciarne più di una secondo la propria personale ricerca.

Sabato 7 marzo, la mostra di Ridefinire il Gioiello decima edizione è stata inaugurata e resterà aperta fino a domenica 27 settembre 2026 nel centro storico di Casalmaggiore, a pochi passi da Piazza Garibaldi. L’esposizione riunisce 47 gioielli d’artista nati dal dialogo tra memoria e contemporaneità, materia e visione. Alcuni sono ispirati anche ai bijou storici del Museo, tra sport, viaggio, paesaggi alpini.

<strong><em>Ridefinire il Gioiello</em> decima edizione</strong> (photo credit Ridefinire il Gioiello)
Ridefinire il Gioiello decima edizione (photo credit Ridefinire il Gioiello)

Anche per questa edizione, i vincitori decretati dalla giuria hanno ricevuto i premi speciali dai partner culturali di Ridefinire il Gioiello. I nomi sono stati proclamati in occasione dell’inaugurazione e i premi sono pensati per offrire concrete opportunità di visibilità, formazione e sviluppo professionale.

I premi comprendono alcune esposizioni dedicate, a partire dal Premio Museo del Bijou che va a Le Cernierine di Paola Cavalli con un punto espositivo temporaneo all’interno del museo in un periodo da concordare. Il Premio Galleria Rossini va a Simone Cipolla che sarà protagonista di una mostra dal 18 al 30 aprile 2026 a Milano in occasione del Fuorisalone 2026. Il Premio Microbo.net va a Cinzia Mauri con quattro segnalazioni speciali per Angela Favaro, Rosalba Rombolà, Elena DP Crea, Florencia Sedran. I gioielli di vincitrice e segnalate saranno esposti in piccole vetrine, wunderkammen effimere, in date da concordare nella sede di Circuiti Dinamici, sempre a Milano.

Il percorso di consulenza e mentorship con il Premio Dialoghi & Ricerca di Marina Chiocchetta va a Valentina Grotto. Il festival Bosco – Urban Art Project ha premiato Gaia Descovich con una residenza d’artista che si terrà alla Stazione degli Artisti a Gambettola (FC). La fotografa Giulia Vigo per il Premio Scatto d’Autore ha scelto il gioiello dell’autrice Patrizia Giachero che è diventata l’immagine ufficiale della comunicazione di questa edizione a partire dalla copertina del catalogo.

Ci sono poi i premi editoriali che vanno a mettere in luce la ricerca e la poetica degli artisti premiati. La rivista Alkimiya Mag ha scelto Paola Marzoli – Paolacreart alla quale sarà dedicato un articolo di approfondimento. Sonia Patrizia Catena ha premiato Gina Vasile alla quale dedicherà un articolo che sarà pubblicato dalla testata My Where.

E infine c’è il nostro A glittering magazine. Ho scelto di premiare Angela Favaro – 83 caratteri.

Come avviene ogni volta, anche Ridefinire il Gioiello decima edizione accoglie un artista proveniente dal mondo dell’arte contemporanea chiamato a dialogare con il tema 2026 e con i gioielli selezionati.

L’artista invitato in questo caso è Alex Sala che presenta il percorso espositivo Eremitaggio. Il suo progetto si sviluppa a partire dal ciclo di opere Eremi con il quale Sala costruisce un confronto essenziale tra materia e visione, tra peso e leggerezza, tra stabilità apparente e mutamento continuo. Porzioni di asfalto e cemento — frammenti di paesaggi urbani segnati dall’uso — si affiancano a stampe fotografiche di cieli attraversati da nuvole.

Le possibilità per chi desidera conoscere meglio i 47 gioielli selezionati sono dunque molteplici.

C’è la mostra a Casalmaggiore e ci sono le future mostre a Milano nonché gli articoli di Alkimiya Mag, My Where, A glittering magazine. Vi aspetto presto per rivelarvi perché ho scelto di premiare Angela Favaro e, soprattutto, per raccontarvi questa artista e il suo lavoro.

Emanuela Pirré

 

 

RIDEFINIRE IL GIOIELLO DECIMA EDIZIONE

Dal 7 marzo al 27 settembre 2026

Museo del Bijou
Via Porzio 9, Casalmaggiore CR

Orari: da martedì a sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18; domenica e festivi dalle 15 alle 19

Ingresso mostra e museo: intero € 3, ridotto € 2,50. Gratuito per le scolaresche, per i possessori dell’Abbonamento Musei Lombardia e ogni prima domenica del mese  grazie all’iniziativa #domenicalmuseo

IN MOSTRA:

Amàno – Cinzia Mauri; Angela Favaro – 83 caratteri; Anna Agati; Brigitta Petrovszki Lajszki; Christian Molin (IOSPAZIO); Cristina Anna Aldrighi; donidelmare gioielli di emily de vito e roberto coppola; Elena Ramparelli; Elenadp crea; Eleonora Monguzzi; Elisa Lanna; Elisa Scavazza – frankie fabrics textilejewelry; Fausta Bennani – Divina Crochetart Jewelry; Flavia Turone – Atelier Effetti; Florencia Sedran; Francesca Romana Sansoni – Segni di Terra; Gaia Descovich Jewelry; Gina Vasile; Giovanni Amadori; Giulia Vignetti GIOI; Giulia Villa – Outremer Jewellery; Gloria Forghieri – Almatelier; IN SIGNA di Lucia Angeloni e Claudia Biscarini; Le Cernierine di Paola Cavalli; LeMari Riciclano; Luisa Mucedola – Artegeniale; Maria Alessandra Filippelli; Maria Cristina Codecasa Conti; Melissa Signani; Monica Ungarelli; Oplà! Michela Deanesi; Paola Cisterni raku; Paola Marzoli – Paolacreart; Patrizia Giachero; Patrizia Panizzolo; Rosalba Rombolà Gioielli; RosaRomano Bijoux Arte da Indossare; Sabinamarinogioielli – Valentina Zottoli Odile Jewellery – Ilaria Di Giacomo Ilalab; Sabrina Salvioli; Sabrina Zorzan Zorzanjewels; Silvia De Nuccio Ventodiscirocco; Silvia Orani – SilverStrass; Simone Cipolla Golden Gallery 1870; Valentina Grotto; Valentina Romen; Valerio Salvadori – REDÒ FLORENCE 1989; Vanessa Kubach

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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