Les Georgettes by Altesse e i suoi gioielli intercambiabili e reversibili

Mi piacciono le novità e, possibilmente, le belle sorprese.

Ho bisogno di progetti che stuzzichino costantemente il mio amore per il bello, il talento, l’originalità, il coraggio; mi piace che un brand sappia sorprendermi, in positivo, dimostrandomi di saper giocare con tali elementi per dare luogo a novità, cambiamenti, evoluzioni.

E sono profondamente convinta del fatto che tutto ciò possa essere offerto da nomi freschi ed emergenti quanto da brand storici e già affermati: credo che l’innovazione possa arrivare da un nome nascente ma anche da uno consolidato poiché credo nella concretezza e credo invece ben poco (per niente, in verità) nei luoghi comuni e negli stereotipi.

Ed è solo un luogo comune che giovane (di età o di fondazione, di persona o di brand) sia sinonimo di innovazione quanto non è vero che storico sia sinonimo di una qualità maggiore: è vero, la freschezza della gioventù e l’esperienza della maturità sono (quasi sempre) dati di fatto, ma è comunque tutto da dimostrare all’atto pratico e concreto e io, allora, do uguali chance a tutti e mi baso esclusivamente sul risultato di un lavoro o di un percorso.

È proprio alla luce di tutto ciò che, oggi, vi parlo di un brand francese che possiamo considerare storico ma che ha uno spirito estremamente giovane quanto cosmopolita: il nome di tale brand è Les Georgettes by Altesse.

È nel 1905 a Parigi, precisamente nel cuore del Marais (il quartiere che è sempre stato il più anticonformista della città), che Marius Legros, giovane e talentuoso artigiano, decide di creare una propria linea di bijou: nel 1912, il gioielliere raggiunge la sua famiglia a Saint-Martin-De-Valamas (comune francese situato nel dipartimento dell’Ardèche della regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi) e qui apre il suo stabilimento.

Nel 1917, suo fratello Georges apre degli atelier a cui dà il nome di Bijoux GL (dalle iniziali del suo nome) nel vicino comune di Cheylard: per tutto il secolo, le due aziende dei fratelli Legros si sviluppano parallelamente diventando leader indiscussi del gioiello placcato oro e finiscono con il fondersi per dare vita alla Maison Altesse.

Oggi, la Maison Altesse è l’ultima grande manifattura di bigiotteria in Francia e impiega più di 150 artigiani: crea e commercializza in tutto il mondo (in più di 60 Paesi) gioielli accessibili e moderni, rinomati per la loro alta qualità.

Il marchio Les Georgettes è una creazione della Maison Altesse ed è stato battezzato così in onore di Georges Legros.

Nasce in collaborazione con Texier, marchio di pelletteria bretone, un altro nome storico nato nel 1951 a Vitré in Bretagna, nel nord della Francia: entrambe le Maison, Altesse e Texier, godono dell’appellativo legale EPV, acronimo di Entreprise du Patrimoine Vivant, ovvero Aziende Manifatturiere del Patrimonio Vivente.

Les Georgettes propone gioielli in metallo placcato argento, oro giallo oppure oro rosa secondo un concept che io trovo originale e divertente, depositato e brevettato, che li rende bijou personalizzabili in quanto rifiniti in cuoio (e in alcuni casi in vinile) intercambiabile e reversibile.

Come funziona l’intercambiabilità?

Si sceglie la base in metallo, con tante possibilità di disegno (o motivo) e di una delle tre finiture; poi, in qualche secondo e con estrema facilità, attraverso dei piccoli perni, è possibile cambiare o invertire la banda di cuoio o di vinile.

Il risultato?

Un gioiello personalizzato e sempre diverso, da abbinare al proprio outfit o – ancora meglio – al proprio umore.

L’insieme dei gioielli, dal metallo alla pelle, è di intera fabbricazione manuale francese e le lavorazioni avvengono ancora negli stabilimenti in Ardèche e Bretagna sulla base di un savoir-faire storico e garantito dal riconoscimento EPV.

Due bracciali Les Georgettes by Altesse
Due bracciali Les Georgettes by Altesse

Il lancio del marchio Les Georgettes è avvenuto in Francia nel novembre del 2015: pensate che, dopo soli sei mesi, il brand è diventato leader nel mercato dei gioielli personalizzabili, indossato da vip e celebrità d’Oltralpe.

Un esempio su tutti è quello di Brigitte Macron, moglie del presidente Emmanuel Macron e Première Dame di Francia.

Il marchio è presente nei principali department store francesi (Galeries Lafayette, Printemps, Le Bon Marché): dopo il successo legato all’apertura della prima boutique monomarca a Parigi (indovinate un po’ dove? mais oui, ancora una volta nel Marais), Les Georgettes ha deciso di aprire il suo primo monomarca anche in Italia, scegliendo Milano ed esattamente inaugurando un corner all’interno di Brian&Barry Building, in via Durini 28, nel cuore della città.

È lì che sono stata invitata lo scorso 28 febbraio per toccare con mano: posso dunque testimoniare la qualità dei prodotti del marchio e la loro attitudine giovane, moderna e ancora in evoluzione dopo quasi 115 anni di storia, un’attitudine ottimamente rappresentata da Filippo Mercaldo, Direttore Commerciale Italia di Les Georgettes.

A me sono piaciuti in particolare i bracciali e apprezzo l’idea di indossarli da soli o in serie, due, tre o anche più, mischiando le misure disponibili (alta, media, bassa – rispettivamente 40, 25 e 14 mm) nonché i colori della pelle, in nuance o a contrasto o per tinte complementari.

Ecco il nuovo corner Les Georgettes nella foto qui sopra e… posso dirvi cosa penso?

Penso che la Maison Altesse abbia fatto bene ad aprire un monomarca Les Georgettes a Milano, perché Francia e Italia sono legate da una lunga tradizione manifatturiera ancora presente nei due Paesi nonché dallo stesso amore per il bello e il ben fatto.

Chi – più di noi italiani – può quindi apprezzare un prodotto di qualità e originale, un gioiello con la marcia in più del continuo cambiamento?

E allora non mi resta che lasciarvi il sito, la pagina Facebook e l’account Instagram.

Il sito comprende l’e-shop, ma mi lancio in un piccolo consiglio: se potete, fate un salto al Brian&Barry Building.

Toccare un gioiello, provarlo, indossarlo, sentirlo… è tutta un’altra cosa.

E poi il personale Les Georgettes è gentilissimo e constaterete quando sia semplice cambiare le fascette.

Buon divertimento 🙂

Manu

 

 

Qualche mio scatto alla presentazione dello scorso 28 febbraio:
il primo e il terzo sono mini album sfogliabili con le frecce laterali
e poi c’è una foto che mi immortala con Filippo Mercaldo,
Direttore Commerciale Italia di Les Georgettes 🙂

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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