Curieloves you, collezione Alta Moda FW 18-19 tra sogno e realtà

Magia, grazia, eleganza, poesia, sogno, incanto, creatività, capacità, maestria, qualità, bellezza: ecco cosa amo, ecco cosa cerco e perseguo nella Moda (quella con la M maiuscola), ecco cosa mi aspetto da lei.
In questa spasmodica ricerca, mai mi delude la Maison Curiel, la mia oasi di pace e bellezza e sogno in una moda (in questo caso in minuscolo…) che, troppo spesso, bada esclusivamente al soldo e non più al sogno.
Lo scorso 18 settembre, giusto all’inizio della più recente Milano Fashion Week, nella quiete e nella bellezza del giardino di Casa degli Atellani, splendida dimora quattrocentesca che è stata una cornice assolutamente perfetta e assolutamente in sintonia (qui e qui in due miei scatti proprio di quel giorno), la Maison Curiel mi ha permesso ancora una volta di volare: come per magia, grazie alla collezione Alta Moda autunno / inverno 2018-19, mi sono sentita sollevare e trasportare fino a una sfavillante Vienna con Gustav Klimt, Emilie Louise Flöge, Adele Bloch-Bauer…

Dal più profondo del cuore, sento dunque di dover dire un grande grazie, poiché Curiel mi aiuta a ricordare perché tanto amo la Moda.
Io vivo di questo e il resto… le polemiche, il clamore, certi show faraonici ed esagerati che talvolta nascondono una mancanza di idee stilistiche… ecco, tutto questo contorno resta per me solo pura chiacchiera (senza offesa per nessuno, per carità, visto che è detto da una che del chiacchierare ha fatto il proprio mestiere).
Mi sembra invece il minimo condividere bellezza e maestria con voi che state leggendo ora e che mi fate il dono di leggere le mie chiacchiere.
E allora vi lascio al racconto e alle immagini della collezione, sperando di poter estendere il piccolo miracolo che ho vissuto io stessa quel giorno, sollevandovi e trasportandovi fino a quella Vienna da sogno.

La collezione Haute Couture F/W 2018-19 presentata a Milano si intitola Curieloves you e – come ho già accennato e anticipato – si ispira a Gustav Klimt che, con la sua visione intessuta di sontuosi orientalismi e ori di bizantina memoria, è considerato l’artista più rappresentativo della Secessione Viennese.

La collezione è un viaggio onirico e miscela sinuosi segni d’arte, asciutte grafiche, ricerca stilistica, volontà di astrazione; intreccia pittura, architettura e musica, evocando echi letterari, decorativi ed emotivi.
È espressione di felice e autentica creatività grazie a un altissimo savoir faire sartoriale totalmente italiano e di lunga tradizione: l’ambito di riferimento è offerto da Gustav Klimt e dal movimento della Wiener Secession (Sezessionstil in tedesco, Secessione Viennese in italiano), ovvero la corrente artistica sviluppatasi fra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo in Germania, a Monaco e Berlino, e in Austria, a Vienna.

I principali fautori di questo movimento furono Gustav Klimt, Egon Schiele, Koloman Moser, Otto Wagner, Max Fabiani, Joseph Maria Olbrich, Carl Moll e Josef Hoffmann: nella collezione Curieloves you affiorano le sublimate geometrie di Hoffman, di Wagner e di Moser nonché il lato emotivo ed espressionista di Schiele.
La poetica di Klimt (che ho già descritto come sospesa tra orientalismi sontuosi e ori di bizantina memoria) viene liquefatta, dissolta e infine riletta grazie a un’inedita corrispondenza tra ornamento, simbolo e rigore formale: la materia tessile, secondo modi e tecniche innumerevoli e sapienti, abbraccia questa continua metamorfosi cosi come la palette declinata in mille e più sfumature distillate, sovrapposte e incrociate senza timore alcuno.

Quattro outfit dalla collezione<em><strong> Curieloves you</strong></em> Haute Couture FW 2018-19 dalla sfilata del 18 settembre 2019 presso la Casa degli Atellani a Milano <em>(photo courtesy ufficio stampa)</em>
Quattro outfit dalla collezione Curieloves you Haute Couture FW 2018-19 dalla sfilata del 18 settembre 2019 presso la Casa degli Atellani a Milano (photo courtesy ufficio stampa)

Il blu viene declinato in nuance infinite e cangianti – turchese, ottanio, lapislazzuli, pavone – e vira infine in un bouquet di verdi, dallo smeraldo e malachite fino al peridoto (qui, qui e qui in tre miei scatti di quel giorno).
Ecco poi aggiungersi il rosso lacca, il prugna (qui in un mio scatto) l’arancio d’oriente (esaltato da oculi ellittici di colori vividi posti a rilievo in cornici d’oro vecchio) e un delicato rosa début de siècle.
Fluttuano impalpabili trame di pizzo nero (come vi mostro qui) ma anche avorio, frammisto a cigno e visone candido, come nell’abito da sposa ispirato al celebre Ritratto di Sonja Knips dipinto da Klimt nel 1898 (che vedete nell’ultima foto qui sopra nonché ritratto da me qui).

Per i manteau dalle forme ampie e suggestive il riferimento è a donne quasi mitiche ritratte da Klimt come Johanna Staude, Adele Bloch-Bauer nonché Emilie Louise Flöge (musa e compagna dell’artista come ho raccontato qui in un articolo per ADL Mag): tali capi sono tutti reversibili, ricamati all’esterno mentre all’interno prendono vita magistrali concrezioni di plissé o broccati a contrasto e dallo splendore metallico.
Sono inoltre tutti siglati sul fondo da un’iscrizione programmatica e gioiosa: Curieloves You, una vera dichiarazione d’amore, ricamata a concrezioni di canutiglie o di minuscole perle, che si è rivelata soltanto nel finale del défilé.

Trionfano velluto e chiffon ricamati, lavorazioni mirabili alleggerite da fioriture fiabesche (qui e qui esempi nei miei scatti); altrove, abbaglianti damier (ovvero stoffe a scacchi) dialogano con arabeschi cinesi e neo-rinascimentali.
È pura poesia il cielo stellato e la sinfonia di verdi acquei e blu profondi di una notte estiva sul lago Attersee (luogo caro a Klimt) che si racconta attraverso microscopiche paillette sulla tunica aderente (qui e qui nei miei scatti) racchiusa da un manteau in velluto ton-sur-ton.

La pelle lavorata come filigrana aurea intrisa di bagliori si abbina a strati di chiffon bluette (qui nel mio scatto).
Vi sono tessuti antichi e preziosi e poi superfici dévoré (termine francese che letteralmente significa divorato e che descrive una tecnica il cui scopo è quello di eliminare, divorare appunto, una parte del tessuto in modo tale che il fondo risulti trasparente, favorendo la visualizzazione del disegno costituito dalle fibre non divorate, come si vede in questo mio scatto); non mancano bottoni e spille Jugendstil (il nome che presero in Germania e Svizzera le espressioni artistiche dell’Art Nouveau) nonché elementi metallici e applicazioni di pietre.

Non manca perfino il surreale optical e la cifra architettonica ipercromatica di Friedensreich Hundertwasser (1928 – 2000), genio contemporaneo austriaco a tutto tondo (pittore, scultore, architetto, ecologista) e figlio ideale dell’esperienza secessionista.

A completare la collezione – e mi fa piacere sottolinearlo – è stata la bellezza e la particolarità delle modelle chiamate a sfilare: le loro fisionomie mi hanno ricordato quelle di Emilie, Adele, Johanna, Sonja e il tutto è stato perfettamente sublimato dal make-up e dalle pettinature in grado di estrarre dai celebri dipinti volti e corpi di quelle muse ormai immortali, portandole redivive in passerella (guardate, per finire, questo mio piccolo video)…

Nella collezione Curieloves you si alternano dunque continui giochi di opposti, delicate trasparenze e ricchezza avvolgente, giochi che identificano un’estetica atemporale e favolosa.

Armonia che si nutre di eccesso, che si trasforma in miraggio e in pura sensazione di bellezza.
Una collezione che, magicamente, riesce ad annullare il tempo, sollevando e trasportando in una dimensione magica eppure allo stesso tempo così concreta.

Ecco perché in principio ho parlato di magia, grazia, eleganza, poesia, sogno, incanto, creatività, capacità, maestria, qualità, bellezza.

Manu

 

 

 

 

 

La Maison Curiel nel web: qui

I miei articoli precedenti su Curiel: collezione primavera / estate 2018 qui; collezione primavera / estate 2017 qui

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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