The Gentleman – Stile e Gioielli al maschile: è uscito il libro scritto da Mara Cappelletti

A Milano, precisamente a Palazzo Morando, è in corso una mostra intitolata The Gentleman – Stile e gioielli al maschile, aperta fino a domenica 27 settembre 2026.

Attraverso pezzi originali e documenti, i due curatori, la storica del gioiello Mara Cappelletti e Gian Luca Bovenzi per la parte moda, invitano a riflettere sul significato culturale e simbolico dell’ornamento maschile. Sono esposti oggetti iconici firmati da brand del calibro di Buccellati, Bvlgari, Cartier, Damiani. Non mancano realtà creative e artigianali tra cui Cusi di Corso Monforte, Grimoldi, James Rivière, Margherita Burgener, Milano Jewels e Lucilla Giovanninetti.

L’ornamento maschile è un ambito talvolta trascurato nonostante rappresenti un importante capitolo della costante evoluzione del costume. La mostra (ne ho scritto in dettaglio qui) è dunque particolarmente rilevante. Tuttavia, per chi amerebbe visitarla ma non può farlo, c’è un volume curato da Mara Cappelletti, edito da White Star e che porta lo stesso titolo della mostra.

La pubblicazione è composta da 192 pagine ricche di immagini e approfondimenti. Propone una rilettura del ruolo del gioiello nell’universo maschile lungo oltre tre secoli di storia, dal XVIII secolo ai giorni nostri, intrecciando estetica, costume, evoluzione dello stile.

Proprio come fa la mostra, anche il volume esplora il significato dell’ornamento prezioso nel mondo dell’uomo. Viene messo in luce come gioielli e accessori abbiano rappresentato nel tempo simboli di potere, eleganza, appartenenza sociale e anche espressione personale. Dalle spille ottocentesche ai gemelli, dagli anelli sigillo agli accessori contemporanei, il percorso narrativo documenta la continua trasformazione del gioiello maschile tra tradizione, artigianalità e innovazione.

La copertina di <em><strong>The Gentleman – Stile e gioielli al maschile</strong></em> di Mara Cappelletti, editore White Star
La copertina di The Gentleman – Stile e gioielli al maschile di Mara Cappelletti, editore White Star

Lo scorso 7 maggio, ho avuto l’opportunità di partecipare alla presentazione del libro a Milano, naturalmente nello stesso Palazzo Morando che ospita la mostra. L’incontro è stato condotto da Andrea Pasquino, amministratore delegato della casa editrice White Star, che ha aperto il dialogo tra Mara Cappelletti e il filosofo Beppe Vicenti su un tema accattivante: il legame tra il gioiello maschile e la teoria dei codici affettivi elaborata da Franco Fornari negli anni Ottanta (ci ritorno a breve).

Il volume si arricchisce infatti proprio del contributo di Beppe Vicenti che, da oltre trent’anni, studia l’evoluzione dei mercati e dei sistemi di scambio complessi. Vicenti offre una lettura contemporanea del gioiello maschile legata ai processi di significazione, comunicazione e consumo.

Le schede dedicate ai brand sono invece affidate a Diletta Sordi, esperta in comunicazione, che analizza le identità di marca con uno sguardo attuale e mirato, contribuendo a costruire un dialogo tra heritage, linguaggi contemporanei e posizionamento estetico.

Tra i contributi presenti nel volume, figura anche quello di Rachel Church, storica del gioiello di rilievo internazionale ed ex curatrice del Victoria and Albert Museum. Church ha seguito importanti riallestimenti e collezioni per il museo londinese, tra cui la William and Judith Bollinger Jewellery Gallery.

THE GENTLEMAN – STILE E GIOIELLI AL MASCHILE: COSA ASPETTARSI DAL VOLUME

L’obiettivo è offrire uno sguardo approfondito sul rapporto tra uomo, estetica e identità attraverso il linguaggio dell’ornamento.

Il racconto segue il percorso espositivo della mostra. Mara Cappelletti ha scelto di adottare una struttura cronologica, volta a raccontare l’evoluzione del gioiello e dell’ornamento nella moda maschile dal Settecento fino alla contemporaneità.

Si apre con il XVIII secolo, epoca in cui l’uomo europeo delle classi aristocratiche indossa con naturalezza gioielli elaborati, accessori decorativi e abiti riccamente ornati. Anelli, pendenti, fibbie non sono soltanto oggetti di lusso, ma strumenti di comunicazione sociale e simbolica. L’ornamento diventa parte integrante dell’auto-rappresentazione maschile.

Il percorso prosegue nel XIX secolo, segnato da un progressivo contenimento dell’esuberanza decorativa. L’ideale borghese impone un’immagine dell’uomo più sobria, misurata e razionale: il gioiello resiste, ma cambia forma e significato. Compaiono oggetti discreti e funzionali, come gemelli, spille da cravatta e catene da orologio. Viene mantenuto il gusto per il dettaglio nel rispetto delle convenzioni sociali.

Pagina del volume <em><strong>The Gentleman – Stile e gioielli al maschile</strong></em> di Mara Cappelletti, editore White Star
Pagina del volume The Gentleman – Stile e gioielli al maschile di Mara Cappelletti, editore White Star

Nel corso del XX secolo, il Novecento, il rapporto tra uomo e ornamento attraversa fasi contrastanti. Se da un lato la modernità spinge verso la semplificazione e la standardizzazione dell’abbigliamento, dall’altro emergono figure maschili – artisti, intellettuali, icone della musica e del cinema – che riportano l’ornamento al centro dell’espressione individuale. La mostra e il libro mettono in luce questi momenti di rottura e sperimentazione, sottolineando come il gioiello torni a essere simbolo di carisma, potere e appartenenza culturale.

Il percorso si conclude con una sezione dedicata alla contemporaneità.

«Oggi molti gioielli hanno superato la suddivisione tra maschile e femminile – racconta Mara Cappelletti – sia in termini di forma che di dimensioni e materiali, diventando genderfluid. Si ampliano così gli orizzonti dello stile attraverso nuovi codici. Ornamenti moderni e contemporanei sono creati dai designer nell’intento di celebrare l’autenticità delle persone che li indossano, superando convenzioni, pregiudizi e trend. Sono pensati per tutti, senza barriere di genere o età».

Come ben sottolineato da Cappelletti, gli uomini stanno riscoprendo la libertà di ornarsi senza condizionamenti. Designer, stilisti e artigiani ridefiniscono i confini tra maschile e femminile, tra funzione e decorazione, proponendo gioielli audaci, concettuali e spesso portatori di messaggi personali.

DUE PICCOLE ANTICIPAZIONI DALLA MOSTRA E DAL VOLUME THE GENTLEMAN

Ho menzionato il contributo di Beppe Vicenti e come, in qualità di filosofo, offra una lettura del gioiello maschile legata ai processi di significazione, comunicazione e consumo. E ho raccontato che Vicenti e Cappelletti hanno in particolare messo in relazione i gioielli maschili e la teoria dei codici affettivi di Franco Fornari.

In breve: negli anni Ottanta del Novecento, Fornari ha elaborato una teoria secondo la quale ogni comunicazione umana implica l’attivazione di strutture affettive innate che ha definito coinemi. Fornari ha poi sviluppato ulteriormente la teoria coinemica articolandola in una teoria dei codici affettivi, ovvero dei valori che inconsciamente guidano gli individui nelle loro scelte e che presiedono alla sopravvivenza della specie. Anche gli ornamenti possono essere ricondotti a questi codici affettivi, fornendo così una ulteriore e interessante chiave di lettura.

In occasione della conferenza stampa, Vicenti e Cappelletti hanno dato un’anticipazione della relazione codici affettivi – gioielli maschili che è ampiamente raccontata e documentata nel volume. A mia volta, offro qui un assaggio agli amici lettori di A glittering magazine.

Pagina del volume <em><strong>The Gentleman – Stile e gioielli al maschile</strong></em> di Mara Cappelletti, editore White Star
Pagina del volume The Gentleman – Stile e gioielli al maschile di Mara Cappelletti, editore White Star

La seconda anticipazione è una delle tantissime curiosità raccontate dalla mostra e dal volume.

Riguarda la tassa sul celibato, ovvero un’imposta istituita dal regime fascista per contrastare il calo demografico e spingere gli uomini a sposarsi e procreare. Entrata in vigore il 13 febbraio 1927, la legge obbligava i celibi tra i 25 e i 65 anni a pagare un tributo. Il ricavato finanziava l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia. Le donne ne erano esentate poiché, secondo la mentalità del regime, non erano nubili per scelta (no comment).

La tassa sul celibato ha influito anche sul gioiello colpendo la fantasia dell’industria bigiottiera. Sono stati prodotti gemelli da polsino, ciondoli e distintivi per gli scapoli, con messaggi espliciti. “Meglio la tassa che la suocera”, “100 tasse ma non una moglie”, “Se la tassa pagherai questo emblema non porterai”. I messaggi erano rafforzati da simboli, come per esempio la serpe (la suocera).

Naturalmente, la misura non ha portato all’aumento demografico sperato (che sorpresa) ed è stata abolita nel 1943 per la parte economica. La legge istitutiva è stata invece abrogata completamente soltanto nel 2010 (!). Restano i gioielli e questa curiosità che entra a pieno titolo nella storia del costume. Ringrazio Mara Cappelletti per avermela fatta conoscere.

IN DEFINITIVA… A CHI È RIVOLTO THE GENTLEMAN?

È sicuramente un ottimo testo di riferimento per studiosi e professionisti del settore, ma è adatto anche per tutti gli appassionati. È un testo storico, tecnico e scientifico inappuntabile. Risulta anche avvincente poiché riesce a offrire una prospettiva originale e una chiave di lettura interessante dell’universo maschile e della sua evoluzione.

Non mi resta che menzionare il prezzo, ovvero 45 euro, e il codice ISBN, ovvero 9788854065161, per chi vuole cercarlo e acquistarlo anche online.

Emanuela Pirré

 

 

A proposito di Mara Cappelletti

Laureata in Lingue e letterature straniere allo IULM di Milano, ha studiato storia del gioiello e storia dell’arte orientale al Sotheby’s Institute of Art di Londra. Giornalista pubblicista, è autrice di diverse pubblicazioni sulla storia dei gioielli, dei gioielli etnici, dei bijou, dell’orologeria. Progetta e cura mostre dedicate al gioiello e alla moda, seguendo anche la realizzazione scientifica dei cataloghi.

Dal 2019 è professore a contratto all’Università degli Studi di Milano per il laboratorio didattico Moda e Gioielli: stili, significati e comunicazione, nell’ambito del Corso di Laurea in Editoria, Culture della Comunicazione e della Moda. È Presidente di Stile e Storia, associazione culturale che si dedica all’esplorazione del rapporto tra arte, moda e gioiello come espressione dell’identità culturale. È anche membro della British Society of Jewellery Historians.

Oltre a The Gentleman, con la casa editrice White Star, Cappelletti ha pubblicato Lo Stile del tempo, Rolex Philosophy, Hermès Philosophy e Chanel Philosophy.

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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