Transitions, ic! berlin e i miei talenti (molto) nascosti

Quando posso scegliere, do precedenza a brand e eventi nei quali ci sia un valore aggiunto. Mi piace scoprire cose interessanti, possibilmente trasversali, che coinvolgano diversi campi e diversi sensi, per poterle poi condividere con voi e mi piace mettermi un po’ alla prova: ecco perché ho accettato l’invito a partecipare a un evento organizzato da Transitions e dal brand tedesco ic! berlin.

Credo che Transitions non abbia bisogno di grandi presentazioni: è il leader mondiale nella produzione di lenti dinamiche. La luce entra nel nostro occhio, viene raccolta dalla retina ed elaborata dal cervello per ottenere immagini, tuttavia un suo eccesso provoca riverbero e può causare mancanza di comfort o può perfino impedire una visione corretta: le lenti dinamiche utilizzano la tecnologia per filtrare la quantità di luce, scurendosi e schiarendosi automaticamente, in modo tale che la visione risulti sempre ottimale.

Il brand ic! berlin produce montature famose grazie al tocco originale del suo eclettico stilista e fondatore, Ralph Anderl: la loro particolarità è il fatto di essere realizzate interamente a mano senza viti o saldature, in quanto utilizzano una particolare clip removibile che consente di smontare e rimontare l’occhiale con estrema facilità. Leggi tutto

Origin Passion and Beliefs: a Vicenza si punta sul talento

Uno dei motivi per i quali ho fondato questo blog è il mio amore verso il talento: non possiedo, purtroppo, la meravigliosa capacità di creare, quindi la ammiro negli altri. Visto, però, che ho tanta passione e che con le parole qualcosa riesco a combinare, ho pensato che il mio talento potesse essere (forse) quello di raccontare le capacità altrui: sono affascinata dalle mille forme che il talento può assumere e sono ammirata davanti ai risultati estremamente diversi ai quali può giungere. Sono stata dunque molto felice quando la direzione della Fiera di Vicenza mi ha invitata a prendere parte alla prima edizione di Origin Passion and Beliefs, manifestazione che si è svolta in maggio in concomitanza con VicenzaOro.

Origin Passion and Beliefs è prima di tutto un’idea: si concretizza in un innovativo laboratorio espositivo dedicato all’universo dell’accessorio moda. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con Not Just A Label (NJAL), una piattaforma inglese di scouting di talenti internazionali nata nel 2008 da un’idea di Stefan Siegel.

Ma qual è l’idea di base, secondo me innovativa e vincente? Quella di mettere in mostra non solo il talento, ma anche di dargli possibilità concrete e strumenti effettivi. All’interno di Origin, i 100 designer selezionati, provenienti da 38 paesi, hanno incontrato il saper fare made in Italy, cogliendo opportunità commerciali e di networking: accanto ai designer emergenti e ai brand indipendenti, il salone ha infatti ospitato i super supplier, ossia fornitori specializzati, produttori, fondazioni che promuovono arte e artigianato, istituti di formazione. Origin è diventata così una piattaforma di interconnessione che ha unito in maniera sinergica tutte le diverse competenze e i diversi aspetti del mondo della moda e dell’accessorio: idee, creatività, tecnica, materiali, diffusione. Leggi tutto

L’arte di Giovanni Bellini e il desiderio di trasparenza di Civicum

Sono la prima a sostenere il fatto che non si possa essere competenti in ogni campo, tuttavia rifiuto i compartimenti stagni e faccio volentieri incursioni in campi diversi dalla moda. Rifiuto, insomma, di avere i paraocchi: dovrei forse fingere di non vedere né sentire ciò che accade solo perché ho grande passione per la moda?

Non credo: questo non è certo il momento giusto per chiudersi dentro alla propria piccola gabbia, che sia più o meno dorata. Non si può non guardarsi attorno, non si può ignorare la necessità che si respira oggi nel nostro Paese, quella di un cambiamento e di una svolta.

Credo che, in questo frangente, a ognuno di noi tocchi la propria parte, per quanto possiamo e nella misura in cui siamo in grado di offrire il nostro contributo. Amo molto l’arte e ho quindi risposto con gioia a un invito speciale: sono felice di raccontare questa esperienza, perché mi consente di condividere bellezza ma anche di porre l’accento su un progetto che riguarda la trasparenza nell’ambito dei conti pubblici, argomento sicuramente di gran moda (perdonate il piccolo gioco auto-ironico).

Mercoledì ho partecipato a Brera Special Project, una serata interamente dedicata alla Pinacoteca. Abbiamo avuto l’opportunità di visitare la mostra dedicata a Giovanni Bellini, privatamente e con una guida molto brava; poi ci siamo spostati a Palazzo Cusani per la presentazione di un progetto intitolato Conti Trasparenti. Leggi tutto

Corti Milano: ho portato Emmina nel (mio) Paese dei Balocchi

Stamattina mi sono svegliata con un pensiero in testa. Come al solito, era un pensiero arzigogolato e conteneva almeno tre idee: parlare di borse (è un po’ che non lo faccio), sostenere nuovi talenti (come mi piace fare ogni volta che posso) e abbattere un mio limite (sapete che li detesto in generale e soprattutto che detesto i miei). Ho quindi deciso che è il giorno perfetto per parlarvi di Corti Milano e della borsa Emmina Killer.

Corti Milano è un brand di borse e foulard nato nel capoluogo meneghino nel 2013. L’idea nasce da un incontro, quello tra Yusun Jang e Alessandro Corti, dall’unione delle loro personalità e diverse culture: nasce dalle esplorazioni dei due designer fatte durante viaggi avventurosi, loro grande passione. Le loro creazioni sono contemporanee, glamour e giocose. Leggi tutto

Nuovo Istituto Design: quando l’autoritratto diventa utile

Tempo fa, avevo dedicato qualche parola al fenomeno dei selfie, “fotografie fatte a sé stessi, solitamente scattate con uno smartphone o una webcam e poi condivise sui social network”: è questa la definizione dell’autorevole Oxford English Dictionary per descrivere il tormentone mediatico degli ultimi anni, ovvero l’autoritratto ai tempi di Facebook, Instagram e Twitter. La moda è ormai così diffusa da aver convinto i redattori del dizionario circa il fatto che selfie sia stata la parola più utilizzata nel 2013, tanto da nominarla Oxford Dictionaries Word of Year.

Sociologi, psicologi, massmediologi e altri esperti si sono lanciati in studi e interpretazioni del fenomeno selfie, bollandolo come tipico dei nostri tempi e figlio della smania di avere quei 15 minuti di celebrità dei quali parlava anche Andy Warhol: secondo gli studiosi, insomma, siamo tutti un po’ disturbati o – nella migliore delle ipotesi – ammalati di protagonismo. Sinceramente, non adotterei la stessa severità: sarà che i selfie ogni tanto me li sparo anch’io, ma non ci vedo dietro motivazioni tanto gravi. Secondo me, c’è la tendenza a dare ragioni troppo profonde anche per cose che, alla fine, sono piuttosto innocue o insignificanti. Non capisco questo bisogno di fornire spiegazioni assolutiste e di individuare segni di un fenomeno per forza preoccupante: un po’ di leggerezza, un sorriso, suvvia! Anche perché più si dà enfasi a una cosa e più questa in effetti diventa gigante. Leggi tutto

Sine Modus, i turbanti vintage lontani dalle tendenze passeggere

Diversi anni fa, intercettai un paio di leggings in un negozietto: da brava figlia degli anni ’80 che li ricordava col nome di pantacollant, non me li feci scappare.
Un giorno me li vide un’amica forse troppo giovane (beata lei) e, sgranando gli occhi, mi chiese “hai tagliato i piedi a un paio di collant?”: chissà se si è ricordata di questo episodio quando i leggings sono poi tornati prepotentemente in tutti i negozi qualche stagione dopo.
La stessa cosa mi accadde con i turbanti: li amo da sempre e parecchie stagioni fa ne trovai uno nero, semplicissimo e in jersey, da H&M, precisamente nella linea Divided. Divenne un fedele compagno.
Sapete meglio di me che, adesso, il turbante è il copricapo più desiderato.
Insomma, ciò che voglio dire è che, proprio io che detesto i trend, riesco spesso a captare – in modo assolutamente casuale o forse istintivo – capi che poi diventano must have, come piace scrivere a molti.
Ve lo confesso: è a quel punto che mi vien voglia di escludere il capo in questione dal mio armadio e non perché io sia una snob, ma perché vorrei che non si adottasse pedissequamente tutto ciò che la moda ci propina e si pensasse di più a ciò che i capi raccontano di noi. Pretendo che un capo mi rappresenti e credo che questa pretesa dovrebbe appartenere a tutti noi. Leggi tutto

LEEK Handmade Jewellery: distinguersi senza farsi notare

Ve lo confesso: sono in un momento in cui non riesco a riconoscere grandi lati positivi nel tempo che passa. Eppure, ammetto una cosa: diventare grandi consente di avere più consapevolezza di sé stessi. Cerco di ascoltarmi di più, soprattutto per quanto riguarda impressioni e sensazioni: mi concedo il lusso di fidarmi di me stessa e mi regalo il coraggio di scegliere. Cerco di farlo nella sfera personale e sul lavoro e mi è successo qualche settimana fa, a una mostra della quale vi ho già parlato qui sul blog: giunta allo Spazio Buttafava per Frammenti sul gioiello contemporaneo, in mezzo a tante meraviglie che riempivano quel luogo, ho scelto lei, Francesca Porro, e il suo brand, LEEK Handmade Jewellery.

Dovete sapere che, considerato che mi muovo tra due grandi passioni, la moda e il bijou, ultimamente sto sviluppando un forte interesse verso tutti quei designer che usano materiali di origine tessile per dare vita ai cosiddetti gioielli contemporanei. Trovo stimolante che tali materiali siano usati non per produrre abiti ma monili, esplorando nuove strade, dimensioni, forme e tecniche. Leggi tutto

Roberto Ferrari e le maschere che (talvolta) portiamo

Ho deciso fin da subito quale sarebbe stata la linea di questo blog: la sincerità, esattamente come in un diario, esattamente come nelle Smemoranda che riempivo da ragazzina e che facevo diventare monumentali tanto le riempivo di ricordi e cose raccolte. Non voglio avere bisogno di indossare una maschera o di mettermi il mio vestito migliore per mostrarmi a voi: voglio solo essere me stessa.
Per questo non ho paura di confessarvi di aver avuto un macigno sul cuore: negli ultimi giorni, avevo dei brutti pensieri in testa, cose che riguardano il lavoro e che mi lasciano l’amaro in bocca, tanto da appannare perfino la voglia di scrivere.
Poi, ieri ho partecipato a un workshop su comunicazione e giornalismo di moda: una persona speciale ha detto cose che mi hanno profondamente colpita. Per esempio, che dobbiamo essere i primi sostenitori di noi stessi. E che la cultura deve essere il primo amore di chi fa moda con un’apertura a 360° verso tutto ciò che ci circonda. Condivido questi concetti, profondamente, e riascoltarli ha riacceso in me la voglia di lottare, quella voglia che per un paio di giorni si era un po’ appannata esattamente come un vetro sopra al quale qualcuno aliti.
In omaggio a quella persona speciale nonché contro coloro che tentano di distruggere la fiducia in noi stessi, riparto oggi da un post che non parla né di abiti né di accessori ma che tenta di abbattere – ancora una volta – quegli stupidi compartimenti stagni che tanto detesto. Leggi tutto

Parfum Divin: all Caudalie touches turns to gold

Non c’è due senza tre, dice un noto proverbio e – si sa – la saggezza popolare difficilmente sbaglia. Infatti, torno a parlare per la terza volta di Caudalie, cosa che ha un significato ben preciso: la maison de beauté mi ha conquistata e, come faccio con tutto ciò che apprezzo, mi fa piacere seguirla.

Stavolta, Caudalie mi ha coinvolta in una prima davvero assoluta: il lancio di Parfum Divin. Grazie alla guida piena di passione dei due fondatori, Mathilde e Bertrand Thomas, il marchio è cresciuto giorno dopo giorno e le fragranze, tanto amate da Mathilde, sono progressivamente entrate nei trattamenti, per esempio nelle Eaux Fraîches e nel magico Huile Divine: non esisteva però un vero e proprio profumo firmato Caudalie. Ed evidentemente, a Mathilde questa mancanza stava stretta. Leggi tutto

Personal Shoes e Alessia Foglia: una limited edition… unlimited

Oggi è venerdì. Ma brava Manu, direte voi, complimenti, sai che giorno è. Aspettate, inizio il post con questa affermazione ovvia perché voglio parlarvi di una cosa collegata, il Casual FridayFriday Wear. Mi è capitato di lavorare in grandi aziende dove era di rigore un abbigliamento non rigido ma comunque piuttosto formale, mentre il venerdì erano concessi degli strappi alla regola, il Casual Friday, appunto. Chiaramente, da buon bastian contrario quale sono nonché persona allergica a luoghi comuni, convenzioni, cose comandate e regole per me insensate, detestavo cordialmente tale consuetudine. Figuratevi, l’omologazione mascherata da non omologazione: il massimo dell’orrore! Visto che oggi molti saranno soggetti a un Friday Wear che, magari, a loro volta detestano, voglio parlarvi di qualcosa che potrebbe tornarvi utile: le sneaker frutto di una collaborazione tra Alessia Foglia e il brand Personal Shoes.

Alessia è una collega con la quale mi interfaccio spesso ed è una persona che stimo. Questi, per quanto mi riguarda, non sarebbero comunque motivi sufficienti per convincermi a parlare di lei: se parlo della sua capsule collection è perché la trovo realmente interessante. Magari vi sembrerò brusca, ma in realtà voglio sgombrare il campo da ogni possibile equivoco: non confondo amicizia e lavoro, proprio perché ho grande rispetto di entrambi. E ho rispetto di voi, di Alessia e anche di me stessa. Leggi tutto

NewYorkIndustrie, ovvero come l’eredità di un brand diventa moderna

Mi piacerebbe porre una domanda a tutti voi: quanto conta l’eredità di un brand? Mi spiego meglio: mi sembra che tutti quanti diventiamo sempre più coscienti e preparati rispetto a ciò che compriamo e quindi non conta più solo l’oggetto che acquistiamo, ma anche ciò che c’è dietro in termini di storia e percorso. Spesso è proprio questo bagaglio a influenzare le nostre scelte: non per nulla, tornano oggi in auge nomi storici, dalla tecnologia all’alimentare passando per la moda. Inutile dire quanto tutto ciò mi renda felice, visto che sono da sempre una convinta sostenitrice delle scelte consapevoli: proprio in quest’ottica, mi fa piacere raccontarvi il mio incontro con NewYorkIndustrie.

NewYorkIndustrie nasce nel 1976: dopo quasi 40 anni di storia e il successo raggiunto negli anni ’80 – ’90, il brand riparte oggi grazie a Fabrizio Lenzi, titolare dell’azienda Paci Brands (licenziataria, per esempio, delle collezioni Cividini e Giò Guerreri). Per dare nuovo slancio alle collezioni, l’imprenditore (lungimirante, aggiungo io) ha voluto un team creativo giovane, guidato da Marta Martino, stilista con precedenti esperienze da Ann Demeulemeester. E scusate se è poco, come si suol dire: Ann Demeulemeester fa parte degli Antwerp Six, ovvero un gruppo di stilisti usciti dalla Royal Academy of Fine Arts di Anversa e diventati particolarmente influenti nel campo della moda (faccio altri due nomi, Dries Van Noten e Dirk Bikkembergs). Credo che aver lavorato con lei sia un’esperienza significativa e altamente formativa, una di quelle che lasciano un’impronta stilistica di grande carattere. Leggi tutto

Camogli, il mare e il mio amore per le piccole cose un po’ ruvide

Finalmente, dopo aver a lungo sospirato sulle foto condivise da amici e da persone che seguo su Instagram e su Facebook, è toccato anche a me: due-giorni-due di mare. Una toccata e fuga, dunque, ma quando serve so accontentarmi.
Moltissimi lombardi amano la Romagna e la sua Riviera e hanno ragione: è una terra bellissima, solare e generosa. Io, però, faccio parte di coloro i quali preferiscono la Liguria.
Sarà che ci sono sempre andata, fin da piccola, e che dunque a questa regione collego tanti ricordi, quelli più cari, incluso il primo bacio da adolescente: lo ricordo benissimo, fu a Bordighera, in una sera d’estate.
Sarà che la Liguria è più vicina al mio sentire: è un po’ ruvida e possiede quella bellezza particolare, graffiata e graffiante, a tratti aspra e mai perfetta. Credo che sia proprio per questo che mi è entrata dentro rubandomi l’anima.
Amo le imprecisioni, le sbavature, i muri con gli intonaci un po’ scrostati: esattamente come mi sento io a questo punto della mia vita.
Amo il mare in qualsiasi stagione, in qualsiasi condizione, a qualsiasi latitudine. Più che i panorami a perdita d’occhio, amo soprattutto i dettagli, le piccole cose. Leggi tutto

A glittering woman fa un anno e il grazie va a tutti voi

Chiacchiero sempre troppo, lo so.
Dai, stavolta concedetemelo: festeggio il primo anniversario di A glittering woman. Sì, è già passato un anno.
Non ho parole adatte per spiegare quanto io tenga a questo progetto, cosa esso significhi per me e quanta gioia provi di fronte a tanti gesti di incoraggiamento e attestati di stima ricevuti in 12 mesi.
Tra tanti, ho scelto quattro episodi che hanno avuto grande significato per la sottoscritta. E vi racconto perché. Leggi tutto

Non riesco ad aspettare l’autunno: Giuliette Brown by Giulia Bruni

Oggi sento il bisogno di leggerezza. Per una come me (che pensa sempre troppo, diciamolo pure) la leggerezza è un gran dono: uso questa parola con enorme rispetto, nel suo senso più puro, ovvero come sinonimo di scioltezza, immediatezza, spontaneità. Ho bisogno di un momento di piacevole bellezza che arrivi dritta al cuore tanto da rendere superflue le parole. E così mi è venuta in mente Giuliette Brown.

Chi come me fa il redattore moda vive un po’ fuori tempo: a settembre (quando ormai la prospettiva è la stagione fredda) pretenderemmo di parlarvi della moda primavera / estate dell’anno dopo, mentre tra febbraio e aprile (quando finalmente si dovrebbe pensare alla bella stagione) vorremmo propinarvi i capi del prossimo autunno / inverno. Qui sul blog tendo a seguire la stagione e faccio un’eccezione solo nei periodi delle sfilate, tuttavia ci sono scoperte così belle che mi risulta impossibile tenerle per me: ecco perché ho deciso di intitolare questo articolo “non riesco ad aspettare l’autunno”. E poi la collezione che sto per presentarvi è perfetta per lo stato d’animo in cui mi trovo oggi, quel bisogno di una bellezza leggera e spontanea. Leggi tutto

Sicis Jewels e il fascino senza tempo del micro-mosaico

Qualche settimana fa sono stata invitata all’apertura della nuova boutique milanese di Sicis Jewels.

Recentemente mi era capitato di scrivere in un altro post che, in occasione di presentazioni e lanci di nuovi progetti, chiedo di essere sorpresa, stupita, istruita, incantata, incuriosita, affascinata: nel caso di Sicis Jewels sono stata accontentata, perché ho visto qualcosa di davvero speciale, unico e diverso.
Non per nulla il brand è molto corteggiato anche da altre maison di gioielleria: perché?
Perché i gioielli Sicis brillano non solo grazie a materiali e pietre preziose, ma anche attraverso una tecnica raffinatissima che profuma di storia.

Forse il nome Sicis vi è familiare per quanto riguarda l’architettura e il design d’interni: siete sulla strada giusta, il brand si occupa di mosaico artistico e oggi porta la sua maestria nel mondo del gioiello.
Il giorno dell’inaugurazione della nuova boutique di via della Spiga, sono stata condotta in un modo affascinante, quello del micro e del nano-mosaico: mi fa piacere condividere con voi la storia e le tecniche che rendono questi gioielli affascinanti non solo nel risultato finale, ma anche nel percorso da intraprendere per crearli. Leggi tutto

A Belgioioso per il vintage: curiosità e la mostra su Gianfranco Ferré

Next Vintage Belgioioso: provate a dire queste tre parole a chiunque sia appassionato di moda e di vintage e verrete ricompensati con un ampio sorriso. La mostra-mercato che si svolge tutti gli anni, in aprile e in ottobre, è un importante punto di riferimento per tutti coloro che amano la moda intesa come storia del costume e dunque come linguaggio carico di significati: io non manco mai, è un appuntamento fisso ed è la terza volta che ne parlo qui sul blog.

Mercoledì sono stata a Belgioioso per l’anteprima stampa della nuova edizione: ho deciso di prendermi i miei tempi e di farmi un regalo, dedicandomi essenzialmente a studiare e a chiacchierare. Mi sono concentrata su alcune persone che ormai sono diventate amiche e mi sono piacevolmente imbattuta in un paio di conoscenze novelle che spero possano diventare a loro volta amicizie. Sono affascinata dal fatto che tutte queste persone siano legate da un filo comune: sono appassionate di ricerca e sono instancabili nel loro lavoro. Mi sono anche deliziata con una mostra meravigliosa, dedicata al grandissimo Gianfranco Ferré. Leggi tutto

Ispirazioni: color power al press day Domingo

Le sfilate regalano momenti di grande emozione: la musica, le luci, le modelle che, capo dopo capo, interpretano una collezione e raccontano una storia. Eppure c’è un altro momento che amo molto: i press day, ovvero quando posso guardare da vicino e toccare. Amo poter accarezzare tessuti e pellami, osservare dettagli e cuciture, scoprire i segreti che portano al risultato finale. Oggi voglio condividere con voi alcune idee e ispirazioni: la fonte è il press day Domingo Communication al quale ho partecipato la scorsa settimana.

Domingo è un ufficio stampa e rappresenta molti clienti: l’agenzia è stata fondata nel 1999 da Enzo Domingo ed è fortemente specializzata nel settore moda. Mi piace molto collaborare con loro e il perché è presto detto: Enzo e il suo staff dimostrano di avere fiuto in quanto, accanto a marchi celebri, schierano nuovi nomi dotati di grande talento, autentiche promesse che – per parafrasare un titolo celebre – saranno famose. Leggi tutto

Yuliya, Michela, Marcella: Color Spots tra moda, arte e fotografia

Tu chiamale se vuoi emozioni, cantava Lucio Battisti in una sua famosissima canzone. Io mi emoziono quando scopro talento e bellezza, quando i luoghi comuni vengono infranti: mi emoziona vedere tre giovani donne piene di talento che si uniscono mescolando il loro entusiasmo e le loro capacità, dando luce a un bellissimo progetto che le fa brillare, tutte insieme, e che smentisce ancora una volta quello stupido luogo comune che vuole che le donne non sappiano fare gruppo. Mi riferisco a whYoU Art Project della stilista Yuliya Udod e alla collezione Color Spots che vede protagoniste lei stessa con la pittrice Michela Mombelli e la fotografa Marcella Rallo.

Martedì sera, 15 aprile, si è svolta l’inaugurazione della loro esposizione che sarà aperta al pubblico fino al 27 aprile presso PopUpDesignGallery in via Pontaccio 2: sono andata a curiosare e voglio raccontarvi un matrimonio decisamente riuscito, nato da tre personalità diverse e distinte, amalgamate alla perfezione in una comune visione e in un comune sentire.

Con whYoU Art Project, Yuliya ha voluto creare un laboratorio di sperimentazione nel quale talenti, personalità e discipline creative diverse si confrontano e lavorano insieme: la giovanissima promessa della moda ha dato il via al progetto con Marcella e Michela e insieme presentano Color Spots, 36 pezzi unici finiti a mano. Leggi tutto

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