LEEK Handmade Jewellery: distinguersi senza farsi notare

Ve lo confesso: sono in un momento in cui non riesco a riconoscere grandi lati positivi nel tempo che passa. Eppure, ammetto una cosa: diventare grandi consente di avere più consapevolezza di sé stessi. Cerco di ascoltarmi di più, soprattutto per quanto riguarda impressioni e sensazioni: mi concedo il lusso di fidarmi di me stessa e mi regalo il coraggio di scegliere. Cerco di farlo nella sfera personale e sul lavoro e mi è successo qualche settimana fa, a una mostra della quale vi ho già parlato qui sul blog: giunta allo Spazio Buttafava per Frammenti sul gioiello contemporaneo, in mezzo a tante meraviglie che riempivano quel luogo, ho scelto lei, Francesca Porro, e il suo brand, LEEK Handmade Jewellery.

Dovete sapere che, considerato che mi muovo tra due grandi passioni, la moda e il bijou, ultimamente sto sviluppando un forte interesse verso tutti quei designer che usano materiali di origine tessile per dare vita ai cosiddetti gioielli contemporanei. Trovo stimolante che tali materiali siano usati non per produrre abiti ma monili, esplorando nuove strade, dimensioni, forme e tecniche. Leggi tutto

Roberto Ferrari e le maschere che (talvolta) portiamo

Ho deciso fin da subito quale sarebbe stata la linea di questo blog: la sincerità, esattamente come in un diario, esattamente come nelle Smemoranda che riempivo da ragazzina e che facevo diventare monumentali tanto le riempivo di ricordi e cose raccolte. Non voglio avere bisogno di indossare una maschera o di mettermi il mio vestito migliore per mostrarmi a voi: voglio solo essere me stessa.
Per questo non ho paura di confessarvi di aver avuto un macigno sul cuore: negli ultimi giorni, avevo dei brutti pensieri in testa, cose che riguardano il lavoro e che mi lasciano l’amaro in bocca, tanto da appannare perfino la voglia di scrivere.
Poi, ieri ho partecipato a un workshop su comunicazione e giornalismo di moda: una persona speciale ha detto cose che mi hanno profondamente colpita. Per esempio, che dobbiamo essere i primi sostenitori di noi stessi. E che la cultura deve essere il primo amore di chi fa moda con un’apertura a 360° verso tutto ciò che ci circonda. Condivido questi concetti, profondamente, e riascoltarli ha riacceso in me la voglia di lottare, quella voglia che per un paio di giorni si era un po’ appannata esattamente come un vetro sopra al quale qualcuno aliti.
In omaggio a quella persona speciale nonché contro coloro che tentano di distruggere la fiducia in noi stessi, riparto oggi da un post che non parla né di abiti né di accessori ma che tenta di abbattere – ancora una volta – quegli stupidi compartimenti stagni che tanto detesto. Leggi tutto

Parfum Divin: all Caudalie touches turns to gold

Non c’è due senza tre, dice un noto proverbio e – si sa – la saggezza popolare difficilmente sbaglia. Infatti, torno a parlare per la terza volta di Caudalie, cosa che ha un significato ben preciso: la maison de beauté mi ha conquistata e, come faccio con tutto ciò che apprezzo, mi fa piacere seguirla.

Stavolta, Caudalie mi ha coinvolta in una prima davvero assoluta: il lancio di Parfum Divin. Grazie alla guida piena di passione dei due fondatori, Mathilde e Bertrand Thomas, il marchio è cresciuto giorno dopo giorno e le fragranze, tanto amate da Mathilde, sono progressivamente entrate nei trattamenti, per esempio nelle Eaux Fraîches e nel magico Huile Divine: non esisteva però un vero e proprio profumo firmato Caudalie. Ed evidentemente, a Mathilde questa mancanza stava stretta. Leggi tutto

Personal Shoes e Alessia Foglia: una limited edition… unlimited

Oggi è venerdì. Ma brava Manu, direte voi, complimenti, sai che giorno è. Aspettate, inizio il post con questa affermazione ovvia perché voglio parlarvi di una cosa collegata, il Casual FridayFriday Wear. Mi è capitato di lavorare in grandi aziende dove era di rigore un abbigliamento non rigido ma comunque piuttosto formale, mentre il venerdì erano concessi degli strappi alla regola, il Casual Friday, appunto. Chiaramente, da buon bastian contrario quale sono nonché persona allergica a luoghi comuni, convenzioni, cose comandate e regole per me insensate, detestavo cordialmente tale consuetudine. Figuratevi, l’omologazione mascherata da non omologazione: il massimo dell’orrore! Visto che oggi molti saranno soggetti a un Friday Wear che, magari, a loro volta detestano, voglio parlarvi di qualcosa che potrebbe tornarvi utile: le sneaker frutto di una collaborazione tra Alessia Foglia e il brand Personal Shoes.

Alessia è una collega con la quale mi interfaccio spesso ed è una persona che stimo. Questi, per quanto mi riguarda, non sarebbero comunque motivi sufficienti per convincermi a parlare di lei: se parlo della sua capsule collection è perché la trovo realmente interessante. Magari vi sembrerò brusca, ma in realtà voglio sgombrare il campo da ogni possibile equivoco: non confondo amicizia e lavoro, proprio perché ho grande rispetto di entrambi. E ho rispetto di voi, di Alessia e anche di me stessa. Leggi tutto

NewYorkIndustrie, ovvero come l’eredità di un brand diventa moderna

Mi piacerebbe porre una domanda a tutti voi: quanto conta l’eredità di un brand? Mi spiego meglio: mi sembra che tutti quanti diventiamo sempre più coscienti e preparati rispetto a ciò che compriamo e quindi non conta più solo l’oggetto che acquistiamo, ma anche ciò che c’è dietro in termini di storia e percorso. Spesso è proprio questo bagaglio a influenzare le nostre scelte: non per nulla, tornano oggi in auge nomi storici, dalla tecnologia all’alimentare passando per la moda. Inutile dire quanto tutto ciò mi renda felice, visto che sono da sempre una convinta sostenitrice delle scelte consapevoli: proprio in quest’ottica, mi fa piacere raccontarvi il mio incontro con NewYorkIndustrie.

NewYorkIndustrie nasce nel 1976: dopo quasi 40 anni di storia e il successo raggiunto negli anni ’80 – ’90, il brand riparte oggi grazie a Fabrizio Lenzi, titolare dell’azienda Paci Brands (licenziataria, per esempio, delle collezioni Cividini e Giò Guerreri). Per dare nuovo slancio alle collezioni, l’imprenditore (lungimirante, aggiungo io) ha voluto un team creativo giovane, guidato da Marta Martino, stilista con precedenti esperienze da Ann Demeulemeester. E scusate se è poco, come si suol dire: Ann Demeulemeester fa parte degli Antwerp Six, ovvero un gruppo di stilisti usciti dalla Royal Academy of Fine Arts di Anversa e diventati particolarmente influenti nel campo della moda (faccio altri due nomi, Dries Van Noten e Dirk Bikkembergs). Credo che aver lavorato con lei sia un’esperienza significativa e altamente formativa, una di quelle che lasciano un’impronta stilistica di grande carattere. Leggi tutto

Camogli, il mare e il mio amore per le piccole cose un po’ ruvide

Finalmente, dopo aver a lungo sospirato sulle foto condivise da amici e da persone che seguo su Instagram e su Facebook, è toccato anche a me: due-giorni-due di mare. Una toccata e fuga, dunque, ma quando serve so accontentarmi.
Moltissimi lombardi amano la Romagna e la sua Riviera e hanno ragione: è una terra bellissima, solare e generosa. Io, però, faccio parte di coloro i quali preferiscono la Liguria.
Sarà che ci sono sempre andata, fin da piccola, e che dunque a questa regione collego tanti ricordi, quelli più cari, incluso il primo bacio da adolescente: lo ricordo benissimo, fu a Bordighera, in una sera d’estate.
Sarà che la Liguria è più vicina al mio sentire: è un po’ ruvida e possiede quella bellezza particolare, graffiata e graffiante, a tratti aspra e mai perfetta. Credo che sia proprio per questo che mi è entrata dentro rubandomi l’anima.
Amo le imprecisioni, le sbavature, i muri con gli intonaci un po’ scrostati: esattamente come mi sento io a questo punto della mia vita.
Amo il mare in qualsiasi stagione, in qualsiasi condizione, a qualsiasi latitudine. Più che i panorami a perdita d’occhio, amo soprattutto i dettagli, le piccole cose. Leggi tutto

A glittering woman fa un anno e il grazie va a tutti voi

Chiacchiero sempre troppo, lo so.
Dai, stavolta concedetemelo: festeggio il primo anniversario di A glittering woman. Sì, è già passato un anno.
Non ho parole adatte per spiegare quanto io tenga a questo progetto, cosa esso significhi per me e quanta gioia provi di fronte a tanti gesti di incoraggiamento e attestati di stima ricevuti in 12 mesi.
Tra tanti, ho scelto quattro episodi che hanno avuto grande significato per la sottoscritta. E vi racconto perché. Leggi tutto

Non riesco ad aspettare l’autunno: Giuliette Brown by Giulia Bruni

Oggi sento il bisogno di leggerezza. Per una come me (che pensa sempre troppo, diciamolo pure) la leggerezza è un gran dono: uso questa parola con enorme rispetto, nel suo senso più puro, ovvero come sinonimo di scioltezza, immediatezza, spontaneità. Ho bisogno di un momento di piacevole bellezza che arrivi dritta al cuore tanto da rendere superflue le parole. E così mi è venuta in mente Giuliette Brown.

Chi come me fa il redattore moda vive un po’ fuori tempo: a settembre (quando ormai la prospettiva è la stagione fredda) pretenderemmo di parlarvi della moda primavera / estate dell’anno dopo, mentre tra febbraio e aprile (quando finalmente si dovrebbe pensare alla bella stagione) vorremmo propinarvi i capi del prossimo autunno / inverno. Qui sul blog tendo a seguire la stagione e faccio un’eccezione solo nei periodi delle sfilate, tuttavia ci sono scoperte così belle che mi risulta impossibile tenerle per me: ecco perché ho deciso di intitolare questo articolo “non riesco ad aspettare l’autunno”. E poi la collezione che sto per presentarvi è perfetta per lo stato d’animo in cui mi trovo oggi, quel bisogno di una bellezza leggera e spontanea. Leggi tutto

Sicis Jewels e il fascino senza tempo del micro-mosaico

Qualche settimana fa sono stata invitata all’apertura della nuova boutique milanese di Sicis Jewels.

Recentemente mi era capitato di scrivere in un altro post che, in occasione di presentazioni e lanci di nuovi progetti, chiedo di essere sorpresa, stupita, istruita, incantata, incuriosita, affascinata: nel caso di Sicis Jewels sono stata accontentata, perché ho visto qualcosa di davvero speciale, unico e diverso.
Non per nulla il brand è molto corteggiato anche da altre maison di gioielleria: perché?
Perché i gioielli Sicis brillano non solo grazie a materiali e pietre preziose, ma anche attraverso una tecnica raffinatissima che profuma di storia.

Forse il nome Sicis vi è familiare per quanto riguarda l’architettura e il design d’interni: siete sulla strada giusta, il brand si occupa di mosaico artistico e oggi porta la sua maestria nel mondo del gioiello.
Il giorno dell’inaugurazione della nuova boutique di via della Spiga, sono stata condotta in un modo affascinante, quello del micro e del nano-mosaico: mi fa piacere condividere con voi la storia e le tecniche che rendono questi gioielli affascinanti non solo nel risultato finale, ma anche nel percorso da intraprendere per crearli. Leggi tutto

A Belgioioso per il vintage: curiosità e la mostra su Gianfranco Ferré

Next Vintage Belgioioso: provate a dire queste tre parole a chiunque sia appassionato di moda e di vintage e verrete ricompensati con un ampio sorriso. La mostra-mercato che si svolge tutti gli anni, in aprile e in ottobre, è un importante punto di riferimento per tutti coloro che amano la moda intesa come storia del costume e dunque come linguaggio carico di significati: io non manco mai, è un appuntamento fisso ed è la terza volta che ne parlo qui sul blog.

Mercoledì sono stata a Belgioioso per l’anteprima stampa della nuova edizione: ho deciso di prendermi i miei tempi e di farmi un regalo, dedicandomi essenzialmente a studiare e a chiacchierare. Mi sono concentrata su alcune persone che ormai sono diventate amiche e mi sono piacevolmente imbattuta in un paio di conoscenze novelle che spero possano diventare a loro volta amicizie. Sono affascinata dal fatto che tutte queste persone siano legate da un filo comune: sono appassionate di ricerca e sono instancabili nel loro lavoro. Mi sono anche deliziata con una mostra meravigliosa, dedicata al grandissimo Gianfranco Ferré. Leggi tutto

Ispirazioni: color power al press day Domingo

Le sfilate regalano momenti di grande emozione: la musica, le luci, le modelle che, capo dopo capo, interpretano una collezione e raccontano una storia. Eppure c’è un altro momento che amo molto: i press day, ovvero quando posso guardare da vicino e toccare. Amo poter accarezzare tessuti e pellami, osservare dettagli e cuciture, scoprire i segreti che portano al risultato finale. Oggi voglio condividere con voi alcune idee e ispirazioni: la fonte è il press day Domingo Communication al quale ho partecipato la scorsa settimana.

Domingo è un ufficio stampa e rappresenta molti clienti: l’agenzia è stata fondata nel 1999 da Enzo Domingo ed è fortemente specializzata nel settore moda. Mi piace molto collaborare con loro e il perché è presto detto: Enzo e il suo staff dimostrano di avere fiuto in quanto, accanto a marchi celebri, schierano nuovi nomi dotati di grande talento, autentiche promesse che – per parafrasare un titolo celebre – saranno famose. Leggi tutto

Yuliya, Michela, Marcella: Color Spots tra moda, arte e fotografia

Tu chiamale se vuoi emozioni, cantava Lucio Battisti in una sua famosissima canzone. Io mi emoziono quando scopro talento e bellezza, quando i luoghi comuni vengono infranti: mi emoziona vedere tre giovani donne piene di talento che si uniscono mescolando il loro entusiasmo e le loro capacità, dando luce a un bellissimo progetto che le fa brillare, tutte insieme, e che smentisce ancora una volta quello stupido luogo comune che vuole che le donne non sappiano fare gruppo. Mi riferisco a whYoU Art Project della stilista Yuliya Udod e alla collezione Color Spots che vede protagoniste lei stessa con la pittrice Michela Mombelli e la fotografa Marcella Rallo.

Martedì sera, 15 aprile, si è svolta l’inaugurazione della loro esposizione che sarà aperta al pubblico fino al 27 aprile presso PopUpDesignGallery in via Pontaccio 2: sono andata a curiosare e voglio raccontarvi un matrimonio decisamente riuscito, nato da tre personalità diverse e distinte, amalgamate alla perfezione in una comune visione e in un comune sentire.

Con whYoU Art Project, Yuliya ha voluto creare un laboratorio di sperimentazione nel quale talenti, personalità e discipline creative diverse si confrontano e lavorano insieme: la giovanissima promessa della moda ha dato il via al progetto con Marcella e Michela e insieme presentano Color Spots, 36 pezzi unici finiti a mano. Leggi tutto

Milano Vintage Week: glittering experience tra foulard e spose d’antan

Da mercoledì 9 a domenica 13 aprile si è svolta la prima edizione di Milano Vintage Week, un evento organizzato da Francesca Zurlo e Andrea Franchi: un’occasione perfetta per acquistare capi e accessori d’annata, un tuffo nelle tappe più significative della storia del costume degli ultimi ultimi sessant’anni.

Il progetto di Francesca e Andrea è intrigante e ricco di contenuti: il loro format, infatti, ha visto protagonisti gli espositori, ovviamente, ma anche due mostre curate da A.N.G.E.L.O, lo storico marchio di Angelo Caroli, da sempre punto di riferimento del settore, nonché un ricco calendario di appuntamenti e incontri incentrati sullo stile, il make-up, la cucina, il bon ton.

Non è un mistero che il vintage sia una delle mie grandi passioni per il bagaglio di storia e significati che porta con sé e questa volta ho avuto anch’io un piccolo ruolo attivo: ho tenuto un incontro intitolato “Vintage con personalità”. Il pensiero di Francesca e Andrea è quello di riscoprire un sistema di valori senza tempo e di creare un fil rouge tra passato, presente e futuro: visto che concordo totalmente con questa visione, ho cercato di parlarne durante il mio incontro e di riaffermare quella che secondo me è una grande verità. Le scelte personali, quelle che vanno oltre i trend, raccontano chi siamo e restituiscono alla moda il suo giusto ruolo di formidabile mezzo di espressione e comunicazione. Leggi tutto

Design Week ’14: Print-à-Porter, dalla stampa alla moda con Brother

Oggi mi piacerebbe accompagnarvi in una dimensione molto particolare, fatta di carta, moda e design: ci metto anche le stampanti Brother, i ragazzi del Poli.Design, l’artista Caterina Crepax e un’idea che mi ronza in testa e che lega tutto. Come? Ora vi spiego.

Mai accontentarsi: sono due parole magiche e io le considero uno dei miei mantra. Non sono riferite a una smania di perfezione – che tra l’altro a mio avviso non esiste – ma piuttosto rappresentano l’atteggiamento che desidero avere verso la vita. Simboleggiano la voglia di provare, sperimentare e non lasciare nulla di intentato: vivere e non lasciarsi vivere. Mai accontentarsi di un lavoro che non piace, per esempio, oppure mai accontentarsi di una relazione non giusta per noi. A volte non è il momento adatto per lasciare un lavoro o troncare una relazione, è vero, allora occorre aspettare, ma è importante non smettere mai di avere progetti, sogni e desideri e soprattutto occorre non lasciarli in un cassetto a fare polvere. Mai vivere di rimpianti e di cose non fatte. Leggi tutto

Frammenti sul gioiello contemporaneo: un libro e una mostra a Milano

Sempre più spesso, qui sul blog, parlo del mondo del gioiello contemporaneo e do spazio a nuovi designer. Dico di essere malata di moda da sempre, da quando ero nella pancia di mia madre: il bijou mi caratterizza allo stesso modo, colleziono monili da quando avevo 15 anni e prediligo gli oggetti particolari, con un significato intrinseco. Amo i materiali più disparati e il mio criterio di scelta è lontano dall’essere la preziosità commercialmente attribuita.

Moda e bijou, dunque, sono passioni che coltivo da molto prima che diventassero le mie occupazioni principali: muovermi nell’ambiente mi aiuta a coltivare l’amore per il gioiello con intensità sempre maggiore e soprattutto mi dà la possibilità di approfondire sempre più. Lungi da me l’idea di considerarmi un’esperta nel campo del monile: resto una semplice collezionista ed estimatrice, un po’ più consapevole e informata. Il mio approccio a un bijou continua e essere di tipo emozionale: se mi comunica qualcosa, ho voglia di conoscerlo.

In quest’ottica di cammino nel mondo del gioiello, sono stata molto felice dell’invito per un evento interessante che si svolge in questi giorni a Milano. L’evento è stato organizzato da Deleyva Editore per presentare il libro Frammenti sul Gioiello Contemporaneo nonché l’omonima mostra sul monile d’autore e d’artista che si svolge fino al 13 aprile presso l’affascinante Spazio Buttafava di via Vigevano. Leggi tutto

Design Week ’14: Nir Lagziel ospita Some of Mine

Mi piace raccontarvi la verità, senza fronzoli inutili, quindi sarò sincera ancora una volta: a me del Salone del Mobile non è che importi più di tanto, senza offesa per nessuno. I mobili mi piacciono, molto, ma non ho tempo sufficiente per approfondire l’argomento come meriterebbe: siccome non ho particolare simpatia per i tuttologi, evito di esserlo e preferisco occuparmi di ciò in cui ho un pochino più di competenza, ovvero la moda. Ma, essendo un’amante delle contaminazioni, non posso ignorare che questa è la settimana del Fuori Salone e qui viene la parte che a me interessa: la contaminazione di generi. È in questa fascia che a mio avviso risiedono le cose più interessanti e martedì sera ho avuto modo di osservare un’interessante contaminazione tra moda, gioiello, arte nel segno del design.

Ho infatti partecipato al vernissage dell’evento Some of Mine presso l’atelier del fashion designer Nir Lagziel che per l’occasione ospita Natsuko Toyofuku, jewelry designer, Paolo Mezzadri, scultore e Ariel De Boni, light designer. Sculture in metallo e giochi di luce, creati per l’occasione, reinventano lo spazio della boutique creando un nuovo spazio contaminato da arte e design, arricchito da gioielli che sembrano piccole sculture da indossare. Leggi tutto

Design Week ’14: Fairy Tales by Van Cleef & Arpels, sogno e poesia

Prima riflessione: chissà perché noi esseri umani sembriamo sentire l’esigenza di inscatolare ogni esperienza in generi e compartimenti a tenuta quasi stagna. Non so, forse lo troviamo rassicurante. Ma la bellezza ignora (per fortuna) questa nostra propensione e rifiuta di avere genere: sfugge a qualsiasi definizione, valica le linee di confine che tracciamo, mischia le carte unendo cose e persone apparentemente lontane.

Seconda riflessione: ci sono occasioni in cui c’è tempo per lasciare sedimentare le emozioni; ci sono altri frangenti in cui è necessario restituire subito ciò che si è vissuto allo scopo di permettere ad altri di godere a loro volta delle stesse emozioni.

Sono questi i due pensieri che ho fatto ieri sera mentre lasciavo l’inaugurazione della mostra intitolata Fairy Tales con la quale Van Cleef & Arpels festeggia la Design Week 2014 di Milano. Sento il bisogno di parlavi subito di questa mostra perché è bellissima e perché è in corso fino a domenica 13 aprile: spero dunque possiate visitarla a vostra volta presso la boutique di via Pietro Verri 10 tutti i giorni dalle 10:30 alle 19:00. L’ingresso è libero. Leggi tutto

Parah: dalla New Generation al concorso #iosiamoarte

Ve lo dico subito: oggi mi muovo su quello che potrebbe risultare un terreno minato, un po’ perché non è uno dei miei campi di specializzazione e un po’ perché rischio di attirarmi qualche antipatia visto che non rinuncerò – ancora una volta – a esporre il mio personale punto di vista. Qual è l’argomento? Costumi e moda mare.

Se è la prima volta che leggete qualcosa di mio e magari siete arrivati qui per caso, a questo punto avrete stampato un bel punto interrogativo in volto (come darvi torto): se, invece, siete lettori abituali (grazie!), avrete magari notato quanto sia strano che io scriva di beachwear. Già, su 168 post pubblicati a oggi, questa è solo la seconda volta in cui parlo di costumi.

Sui costumi e sulla nudità in generale ho il mio punto di vista che non starò qui a enunciarvi approfonditamente, primo perché non voglio tediarvi, secondo perché – ripeto – rischio di attirarmi qualche antipatia. Diciamo, sintetizzando, che non trovo particolarmente interessante l’essere poco vestiti, soprattutto perché trovo molto più interessante studiare cosa gli abiti raccontino di noi. Leggi tutto

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