A Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno apre la mostra 0-99 Design per gioco

A glittering magazine è felice di annunciare che, dal 10 aprile al 10 maggio 2026, Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno (MB) ospiterà 0-99 Design per gioco, una mostra che esplora il gioco da tavolo come prodotto culturale nella sua evoluzione nel tempo.

 

Il gioco da tavolo accompagna l’umanità da migliaia di anni. Ha attraversato epoche e continenti ed è sempre stato un modo per imparare, immaginare, sfidarsi e stare insieme. La mostra 0-99 Design per gioco racconta il gioco da tavolo come oggetto culturale e invenzione, capace di raccontare identità e visioni dei popoli del mondo attraverso regole, pedine e tabelloni. Promossa dal Comune di Cesano Maderno, l’esposizione sarà ospitata dal 10 aprile al 10 maggio 2026 nelle sale di Palazzo Arese Borromeo. Leggi tutto

SubbuteoLab ovvero un ponte tra passato e futuro

Ricevo e volentieri condividoFirenze, Torino e Roma sono le tre città in cui è possibile trovare i negozi SubbuteoLab, realtà fondata da Daniele Mancuso per portare nel nostro tempo l’omonimo gioco da tavolo. Lab perché in questi negozi si compra, si gioca, si crea aggregazione.

In pochissime parole, per chi non lo sapesse. Il Subbuteo è un gioco da tavolo nato nel 1947 e nel quale viene riprodotto, in miniatura, lo sport del calcio. Nasce da un’idea di Peter Adolph che, essendo ornitologo, pensa di dargli il nome di un uccello della famiglia dei falconidi, ovvero il falco subbuteo. Perché? Pare che il becco dell’animale ricordasse ad Adolph la posizione del dito quando colpisce il mini-calciatore.

Il Subbuteo ha avuto grande diffusione durante gli anni Settanta e Ottanta. Negli anni Novanta l’azienda produttrice, la Waddingtons Games, viene acquisita dalla statunitense Hasbro la quale interrompe poi la produzione del gioco considerandolo non più competitivo rispetto ai nuovi videogiochi a tema calcio. Che – come sa chi mi conosce bene – non è certo il mio sport preferito.

Qualcuno si chiederà quale sia allora la connessione tra me e SubbuteoLab e perché io abbia deciso di parlarne. Lo spiego volentieri. Leggi tutto

Oltre la bambola – Storia di una rivoluzione: buon 65° compleanno, Barbie!

Quando sento certe polemiche attorno a Barbie, non so se ridere o piangere.

Anni fa ho raccontato come, da bambina, io abbia giocato moltissimo e con tutto ciò che capitava a tiro.

In cortile, c’erano la bicicletta, la corda per saltare, l’hula hoop, la palla. Giocavo a nascondino, a mosca cieca, a campana, a ruba bandiera, all’elastico. In spiaggia, mia sorella e io facevamo tunnel, fossati, piste per le biglie, castelli e perfino torte di sabbia. A casa, giocavo con le macchinine, le bambole e Barbie, i pentolini, le costruzioni, le carte, le figurine e i giochi in scatola, dall’Allegro Chirurgo fino al Monopoli. Ricordo che mi piaceva tanto giocare a dama.

Inventavo giochi fabbricando cose da sola: per esempio, adoravo i barattoli vuoti che chiedevo a mia mamma e perfino… i rotoli di carta igienica che diventavano dei porta penne. Ho consumato milioni di fogli, matite, pastelli e pennarelli con i quali mi impiastricciavo all’inverosimile.

Non ho mai dato un genere ai giochi, non mi sono mai chiesta se fossero da femmina o da maschio.

Ai genitori, dunque, mi piacerebbe dire una cosa: non fatevi influenzare da nessuno, decidete solo e soltanto con la vostra testa. Volete regalare una Barbie alla vostra bambina? Fatelo. Volete regalarle le macchinine? Fatelo. Volete regalare una bambola o un peluche a un bambino? Fatelo.

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Barbie Awards: scommettiamo che puoi essere tutto ciò che desideri?

Chi mi conosce bene sa della mia cordiale avversione verso ricorrenze da calendario e feste comandate; ogni tanto, qualcuno mi chiede il perché di tale avversione.

Vedete, il problema è proprio in quell’aggettivo, comandate, sinonimo di obbligo e di imposizione, e alle imposizioni sono un po’ allergica da sempre – chiedetelo a mia madre la quale ha dovuto combattere con un’adolescente con le idee già piuttosto chiare circa libertà e indipendenza.

Il mio pensiero è questo: se il giorno di Natale dovessi non aver voglia di vedere nessuno? Se il giorno della Festa della Donna o del mio compleanno non mi sentissi affatto in vena di festeggiare? Se dovessi sentirmi felice in un giorno diverso dal giorno di Natale, dal giorno della Festa della Donna o da quello del mio compleanno?

Rivendico il diritto – per me e per tutti – di essere felici o tristi non a comando o in un giorno prestabilito, ma seguendo il nostro cuore.

Ecco perché adoro essere invitata a feste tenute in un giorno non convenzionale. Ecco perché adoro le non-ricorrenze, le non-festività, i non-compleanni. Ecco perché adoro festeggiare la Festa della Donna il 9 marzo, per esempio, e non l’8.

Ed è proprio ciò che mi è capitato grazie a Barbie (sì, di nuovo lei!) e nello specifico grazie ai Barbie Awards che si sono svolti al Mudec, il Museo delle Culture di Milano, mercoledì 9 marzo: una location non a caso, visto che proprio il Mudec ha ospitato fino a ieri, domenica 13 marzo, la mostra Barbie The Icon della quale mi sono occupata anch’io per SoMagazine. Leggi tutto

Barbie e Mattel, non più un solo modello di bellezza

Ne hanno parlato magazine, riviste e blog: Barbie, la fashion doll più celebre, verrà proposta in tre nuove tipologie di silhouette – alta, formosa e minuta ovvero Tall, Curvy e Petite – insieme a una varietà di tonalità di carnagione.

L’intento di Mattel, la casa produttrice, è quello di offrire alle bambine infiniti modi per vivere tutte le storie che sanno inventare esprimendo la propria immaginazione attraverso le molteplici immagini di Barbie.

“Per più di 55 anni, Barbie ha rappresentato un’icona di cultura globale e una fonte d’ispirazione e immaginazione per milioni di bambine in tutto il mondo”, afferma Richard Dickson, Presidente di Mattel. “Barbie riflette il mondo che le bambine vedono intorno a loro. La sua capacità di sapersi rinnovare e stare al passo con i tempi, pur rimanendo fedele al suo DNA, è il motivo per cui Barbie è rimasta la fashion doll numero uno nel mondo.”

La nuova linea 2016 include 4 silhouette (l’originale e le 3 nuove), 7 tonalità di carnagione, 22 colori degli occhi, 24 acconciature e, naturalmente, innumerevoli abiti e accessori: è il restyling più profondo e significativo di sempre.

La diversità arricchisce dunque il mondo Barbie e dà seguito a un percorso iniziato già nel 2015 quando sono state introdotte 23 bambole con diversi colore di pelle e capelli nonché col piede flessibile per poter scendere dai tacchi e indossare scarpe basse. Un altro fatto degno di nota, a mio avviso, visto che Barbie portava fin dai suoi esordi tacchi vertiginosi. Leggi tutto

Barbie strizza l’occhio all’Oriente per una buona causa

Quand’ero bambina, che fossi da sola, con mia sorella o con gli amici, giocavo moltissimo e con tutto ciò che capitava a tiro.
In cortile, c’erano la bicicletta, la corda per saltare, l’hula hoop e qualsiasi tipo di palla. Giocavamo a nascondino, a mosca cieca, a campana, a ruba bandiera, ad elastico: al mare e sulla sabbia, facevamo tunnel, fossati, piste per le biglie, castelli e perfino torte.
A casa, giocavo con le macchinine, le bambole, i pentolini, le costruzioni, le carte, le figurine e i giochi in scatola, dall’Allegro Chirurgo al Monopoli: ricordo che mi piaceva giocare a dama.
Mi inventavo giochi fabbricando cose da sola: per esempio, adoravo i barattoli vuoti che chiedevo a mia mamma.
Ho consumato milioni di fogli, matite, pastelli e pennarelli coi quali mi impiastricciavo all’inverosimile.

Ai genitori, dunque, desidero dire una cosa: non fatevi influenzare da nessuno, decidete con la vostra testa.
Volete regalare una Barbie alla vostra bambina? Fatelo. Volete regalarle le macchinine? Fatelo. Volete regalare un peluche a un maschietto? Fatelo, senza remore e senza sensi di colpa. Leggi tutto

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