Esco ad Isola perché lì trovo arte e colore

Sento dire spesso che Milano è una città incolore: esprimo il mio più vivace dissenso a tal proposito.

Semplicemente, il capoluogo meneghino è una città dalla bellezza difficile, spesso non evidente, tanto che va ricercata: quando si cammina per strada, per esempio, basta provare ad alzare il naso e si resta incantati dalla bellezza di molti palazzi, di certi particolari e fregi. Allo stesso modo, il colore, in realtà, c’è e c’è perfino in metropolitana.

Non so quanti, tra coloro che leggono queste righe (e io sempre vi ringrazio), vivano a Milano. Non so quanti, tra milanesi e non, siano passati per la stazione Garibaldi, importante snodo di ferrovia e metropolitana, e quanti si siano avventurati verso quella zona che dalla stazione stessa conduce direttamente al quartiere Isola e più precisamente a via Pepe, passando attraverso un tunnel che serve a raggiungere anche alcuni binari. Ultimamente, a me è capitato di passarci spesso e di incuriosirmi davanti al progetto artistico che ha letteralmente invaso tale sottopassaggio, oggi molto usato, tranquillo e perfettamente illuminato a giorno proprio grazie all’influenza positiva del progetto stesso. La street art contribuisce dunque a cambiare il volto di Milanoesattamente come avviene in altre grandi metropoli: penso a Parigi, nella quale sono appena stata, e poi a Londra e a Berlino, città che sono sì ricche di arte e storia ufficiali, ma che sono diventate anche vere e proprie gallerie a cielo aperto per la cosiddetta arte urbana – talvolta clandestina – e per installazioni visionarie, siano esse poetiche o di protesta. Amo tutto ciò, amo l’arte di qualsiasi tipo esso sia e non potevo, quindi, che innamorarmi del progetto Esco ad Isola. Leggi tutto

Art Stories: la bellezza dell’Italia raccontata ai bambini

Sono profondamente convinta di un fatto: i presupposti per diventare adulti curiosi verso la vita e aperti verso il mondo si devono creare nell’infanzia e questo è un compito che spetta alle figure preposte all’educazione, ovvero famiglia e scuola. Se si vuole costruire una casa solida, a contare sono le fondamenta: allo stesso modo, quella infantile è l’età fertile durante la quale si pongono le basi per diventare gli adulti che saremo.

Tra i ricordi che serbo gelosamente, ci sono proprio quelli d’infanzia e devo dire che sono stata una bambina molto fortunata: sia i miei genitori sia gli insegnanti che ho incontrato hanno sempre coltivato e spronato in me fantasia, creatività, sete di conoscenza. Devo dire grazie a loro se sono cresciuta amando l’arte e i viaggi e se sono curiosa – anziché essere spaventata – verso tutto ciò che non conosco. Ricordo con gioia le gite, con mamma e papà e con la scuola, i musei e le mostre, l’abbonamento alla biblioteca di zona, i laboratori creativi, le prime volte al cinema e a teatro. Ricordo la sorpresa, lo stupore, l’entusiasmo.

Oggi i mezzi si sono fatti infiniti e sono favorevole a qualsiasi strumento venga usato con garbo, testa e misura.

Ho una nipotina che ha appena compiuto sei anni: la adoro e quindi, pur non avendo figli, sono molto sensibile su questo argomento. Mi sorprendo ogni volta che la vedo giocare con le bambole e costruire storie immaginarie, così come sorrido nel vedere le sue piccole dita scivolare leggere e sicure sullo schermo del tablet per giocare con le app a lei dedicate. Mia sorella e mio cognato sono genitori molto attenti e sono felice di vedere come sappiano dosare con intelligenza gli strumenti che mettono in mano ad Alissa. Lei, come tutti i suoi coetanei, sarà un’autentica nativa digitale e auguro a tutti i bimbi di avere familiari che sappiano amministrare per loro e insieme a loro libri, giochi classici e nuove opportunità. Leggi tutto

Il settimanale Gioia! (col punto esclamativo) compie un anno

Un anno fa, ero stata invitata al party organizzato per festeggiarne il rilancio; esattamente un anno dopo, sono stata invitata alla serata in onore del suo primo compleanno. Di chi o di cosa parlo? Del settimanale Gioia! e il punto esclamativo non sono io a mettercelo.

Lo scorso anno, la casa editrice Hearst ha deciso di rifondare il buon vecchio Gioia (senza punto esclamativo), testata storica ma bisognosa di un restyling, esattamente come capita talvolta a noi donne: avete presente quando ci guardiamo allo specchio e intuiamo che è giunto il momento di cambiare taglio di capelli o di provare un nuovo colore di rossetto? Ecco, a volte succede anche ai giornali, perché i tempi cambiano e corrono, anzi, galoppano. E in questi casi non serve il parrucchiere o il make-up artist, ma un buon direttore e un buon team.

Come avevo già raccontato lo scorso anno, ho molti ricordi legati a Gioia: rammento bene quando mamma e io andavamo a comprarlo insieme, soprattutto d’estate, quando ero a casa da scuola. Diventavo pazza se in allegato c’erano i gadget: facevo a gara con mia sorella per accaparrarmeli e in un armadietto del bagno conservo le miniature di profumo collezionate anche grazie a quegli omaggi. È stata sicuramente una tra le prime riviste a far sì che crescesse in me il senso della moda: ora, a distanza di tanti anni, mi sono ritrovata a festeggiarne prima il rilancio e poi il primo compleanno. Chi me l’avrebbe mai detto allora? Leggi tutto

La Caramella D’Oro lancia “make your jewel”

Stamattina, ho deciso di prendere in prestito parole importanti. “Viviamo solo per scoprire nuova bellezza. Tutto il resto è una forma d’attesa.”

È un aforisma di Khalil Gibran, poeta, pittore e filosofo libanese.

Per quanto ami la mia città, per quanto cerchi di viverla il più possibile, c’è sempre qualcosa che mi sfugge: per fortuna, aggiungerei, perché nulla è stimolante quanto avere sempre nuova bellezza da rivelare. Settimana scorsa, per esempio, ho scoperto La Caramella D’Oro, un posticino davvero speciale.

L’invito che ho ricevuto è stato prezioso in tutti i sensi: mi ha permesso di conoscere un indirizzo da aggiungere al mio taccuino Moleskine nonché una collezione scintillante come piace a me, glittering, insomma. Il nome è assolutamente indovinato, il luogo è una caramella di nome e di fatto, una vera e piccola chicca che punta a unicità e personalità, due argomenti a me molto cari: propone, infatti, gioielli da assemblare secondo il proprio gusto. Leggi tutto

L’arte di Giovanni Bellini e il desiderio di trasparenza di Civicum

Sono la prima a sostenere il fatto che non si possa essere competenti in ogni campo, tuttavia rifiuto i compartimenti stagni e faccio volentieri incursioni in campi diversi dalla moda. Rifiuto, insomma, di avere i paraocchi: dovrei forse fingere di non vedere né sentire ciò che accade solo perché ho grande passione per la moda?

Non credo: questo non è certo il momento giusto per chiudersi dentro alla propria piccola gabbia, che sia più o meno dorata. Non si può non guardarsi attorno, non si può ignorare la necessità che si respira oggi nel nostro Paese, quella di un cambiamento e di una svolta.

Credo che, in questo frangente, a ognuno di noi tocchi la propria parte, per quanto possiamo e nella misura in cui siamo in grado di offrire il nostro contributo. Amo molto l’arte e ho quindi risposto con gioia a un invito speciale: sono felice di raccontare questa esperienza, perché mi consente di condividere bellezza ma anche di porre l’accento su un progetto che riguarda la trasparenza nell’ambito dei conti pubblici, argomento sicuramente di gran moda (perdonate il piccolo gioco auto-ironico).

Mercoledì ho partecipato a Brera Special Project, una serata interamente dedicata alla Pinacoteca. Abbiamo avuto l’opportunità di visitare la mostra dedicata a Giovanni Bellini, privatamente e con una guida molto brava; poi ci siamo spostati a Palazzo Cusani per la presentazione di un progetto intitolato Conti Trasparenti. Leggi tutto

Viaggio in Italia: 30 illustrazioni di Rebecca Moses per Marie Claire

Ci siamo: da ieri, Milano vive la sua settimana della moda. Amo questo momento soprattutto perché la mia città si anima di eventi che vanno oltre le tanto ambite sfilate.

Ho una caratteristica che forse è un limite, me ne rendo conto: durante detta settimana, non riesco ad assimilare tutto immediatamente. Non so, credo dipenda dal sovraccarico di stimoli che si concentrano nell’arco di pochi giorni: è come se andassi in una sorta di corto circuito o di indigestione. Ad ogni edizione, necessito di un po’ di tempo per digerire tutto ciò che ho visto, per farlo mio, per ricostruire il quadro d’insieme e mettere ogni tassello al suo posto.

Stamattina non voglio dunque parlarvi di nessuna delle sfilate alle quali ho assistito ieri: preferisco invece introdurre una mostra, a mio avviso bellissima, voluta da Marie Claire. Ieri sono stata al vernissage e desidero darle precedenza rispetto ad altri eventi perché la mostra è già in corso e proseguirà fino al 24 febbraio: spero possiate goderne a vostra volta – se siete o se sarete a Milano.

Sapete che sono sincera quando dico di essere una sostenitrice convinta di tutti quegli eventi che rappresentano una contaminazione tra moda e arte: l’ho dimostrato più volte qui sul blog. Sapete che sono altrettanto sincera nel dichiarare il mio amore incondizionato per gli accessori: spesso i miei post vertono proprio su tale settore specifico. Sapete infine che amo le illustrazioni tanto quanto amo la fotografia, tant’è che non molto tempo fa ho presentato quelle di Maurizio Andreuccetti. Ecco, mettete insieme queste cose e otterrete un sunto della mostra che ha acceso il mio entusiasmo. Leggi tutto

Cartoline da Milano al tempo di Instagram / PARTE 2

Per la prima parte di questo post, occorre tornare indietro a quest’estate, precisamente al 30 luglio 2013.

Tutto era scaturito da una riflessione: da ragazzina, soprattutto quando andavo alle medie, partivo per le vacanze con una lunga lista di indirizzi, lista che serviva a ricordarmi a chi dovessi mandare le cartoline. Guai a non mandarle e guai a non riceverle, era una sorta di rito, quasi una gara. Tra parentesi: mi ero ripromessa che sarei andata a vedere se la mia collezione di cartoline sia ancora riposta in qualche cassetto, ma ammetto di non averlo ancora fatto…

Ad ogni modo: a mio avviso, oggi è Instagram a svolgere in modo virtuale parte della funzione che le cartoline svolgevano allora in modo tangibile e cartaceo. Pensateci: Instagram non serve forse a condividere, attraverso le immagini, ciò che ci piace, ciò che facciamo e i posti in cui andiamo? Ovvero la stessa cosa che facevano le cartoline! Identica anche la gara: allora “vinceva” chi raccoglieva più cartoline, proprio come ora accade coi likeLeggi tutto

Al Fresco: luogo d’incontro con cucina a Milano

L’ho dichiarato fin dai primi post: la moda non è il mio unico interesse, amo un sacco di cose in quanto esistono molte occupazioni che possono rendere più bella e più varia la nostra vita. Perché limitarsi?

Tra queste cose, due occupano un posto speciale e sicuramente importante nella mia personale graduatoria: stare in buona compagnia e mangiare bene. In una mia presentazione per uno dei magazine per cui scrivo, potete leggere queste parole: “se volete fare amicizia con me, provate a offrirmi un piatto di tortellini”. Non si dica, poi, che chi si occupa di moda non mangia: sono solo luoghi comuni e io detesto i luoghi comuni.

Forse, proprio conoscendo me e questa mia inclinazione, martedì scorso mi hanno invitata a scoprire un luogo il cui nome è già tutto un programma: “Al Fresco” ovvero “luogo d’incontro con cucina”. Non me lo sono fatta ripetere due volte: un luogo dove incontrarsi e dove poter gustare qualcosa di buono. Mi piace!

Al Fresco si trova in via Savona, nel cuore della zona Tortona, oggi uno dei centri nevralgici per la moda e per il design: è in questa parte di Milano che vengono fatte moltissime presentazioni e diverse sfilate durante le settimane della moda ed è sempre qui che si concentra una parte importante del Fuori Salone, la manifestazione che si svolge annualmente in concomitanza col Salone del Mobile. Leggi tutto

Caudalie e le coccole all’uva nel cuore di Milano

Sono felice quando vedo la mia città crescere e diventare più ricca e varia grazie a nuovi luoghi e nuove strutture e sono dunque stata contenta quando mi hanno detto che Caudalie ha aperto la sua prima boutique italiana: dopo New York e Parigi, l’azienda francese ha scelto proprio Milano e precisamente Brera.

Ma procediamo con ordine. Caudalie è un brand che si occupa di estetica e cosmetici – possiamo anche definirla maison de beauté in omaggio alla sua origine francese – e nasce dall’estro creativo di Mathilde Thomas, la fondatrice, che fa ruotare tutta la sua filosofia attorno a un ingrediente speciale: l’uva. “Ho fondato Caudalie con mio marito Bertrand.” – racconta la stessa Mathilde – “La nostra storia inizia a Bordeaux, nella proprietà di famiglia nel cuore dei vigneti.” Il punto di svolta è l’incontro con Joseph Vercauteren, professore ed esperto di chiara fama mondiale, che nel 1993 fa capire a Mathilde il grande potenziale della tenuta familiare: i vigneti rappresentano l’elemento fondamentale per produrre vini pregiati, certo, ma possono anche fornire la base per prodotti di bellezza dal grande potenziale. Leggi tutto

Cartoline da Milano al tempo di Instagram / PARTE 1

Da ragazzina, soprattutto quando ero alle medie, partivo per le vacanze con una lunga lista di indirizzi: servivano per ricordarmi a chi dovessi mandare le cartoline. Guai a non mandarle e guai a non riceverle, era una sorta di rito, quasi una gara. Anzi, ora che ci penso devo andare a vedere se la mia collezione è ancora riposta in qualche cassetto…

Oggi c’è Instagram che svolge in modo virtuale parte della funzione che le cartoline svolgevano allora in modo cartaceo. Pensateci: Instagram non serve forse a condividere ciò che ci piace e i posti in cui siamo? La stessa cosa che facevano le cartoline! Identica anche la gara: allora “vinceva” chi raccoglieva più cartoline, proprio come ora accade coi likeLeggi tutto

Il nuovo Gioia! e il Garden Party di inaugurazione

Sono una che vive di attimi. Assaporo con grande gusto ogni singola sensazione.

In questi giorni mi sto godendo la bella stagione che sembra essere finalmente arrivata, anzi, esplosa. Godendo, sì: so che tanti si lamentano del caldo improvviso ma io cerco di prendere il lato buono. D’altro canto fino a pochi giorni fa molti si lamentavano del freddo… Sapete cosa mi piace della stagione calda? Le sensazioni che si amplificano, i colori che si fanno più intensi, il profumo dei fiori che sbocciano. Mi piace stare all’aperto, soprattutto alla sera, e anche mangiare all’aperto, fosse anche solo un panino. In fondo sono una bambina nel cuore.

Tutte queste cose, volendo, si possono trovare anche a Milano. Qualche sera fa, grazie a un party organizzato dall’editore Hearst per festeggiare il rilancio del magazine Gioia, ho vissuto un’occasione perfetta per festeggiare non solo la rivista ma anche l’arrivo dell’estate. Leggi tutto

Una domenica speciale parte 1: il mercatino delle pulci di Porta Genova

C’è un modo facile, efficace e veloce per conquistare la mia simpatia: propormi di trascorrere una domenica in giro per mercatini, soprattutto quelli detti delle pulci.

Il risultato è ancora più garantito se il mercato mi è sconosciuto, quindi se si tratta di una nuova scoperta da aggiungere alla lista dei miei posti preferiti e al mio fedele taccuino Moleskine.

Tra una passeggiata in centro e un giro per mercatini, io non ho dubbi: scelgo la seconda opzione. Trovo i mercatini più interessanti, più stimolanti e si possono fare scoperte davvero originali.

E volete mettere la soddisfazione di essersi aggiudicati qualcosa di particolare senza aver speso una fortuna? Leggi tutto

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