Serena Fumaria: perché il progetto Guarire dal narcisista patologico
Non sopporto la violenza e le sue manifestazioni – mai e in nessun caso.
Non la sopporto qualunque sia la (pseudo)giustificazione o la (pseudo)motivazione perché – in realtà – non ne esiste nessuna che possa essere anche lontanamente valida.
Non la sopporto chiunque ne sia vittima: bambino, donna, uomo, animale.
Non riesco a fare graduatorie di gravità, poiché la violenza è sempre ignobile e disgustosa, con aggravanti ulteriori quando la vittima è in posizione di particolare debolezza, come accade con i bambini – e mi vengono i brividi di orrore solo a pensarci.
E non riesco nemmeno a fare graduatorie di gravità tra violenza fisica e psicologica: sia le botte sia le parole lasciano segni indelebili nel corpo e nell’anima.
Come essere umano e come donna, sono naturalmente preoccupata dal crescendo di violenza che sempre più spesso donne di ogni età, di ogni provenienza e di ogni estrazione sociale si trovano a subire dentro le pareti domestiche e fuori, a partire dagli ambienti di lavoro.
Mi sono schierata moltissime volte contro la violenza sulle donne, dal body shaming (qui e qui due esempi) fino a casi estremi come quello dolorosissimo di Sara Di Pietrantonio (qui), una tragedia che mi impressionò profondamente.
E allora oggi voglio proseguire su questa strada di impegno in prima persona parlandovi di un progetto che è stato portato alla mia attenzione da una persona che conosco da anni e che stimo. Leggi tutto