Milano Fashion Week SS 2015: Nicholas K

Recentemente ho appreso che l’avventura meravigliosa di due artiste che stimo è giunta al termine. Artiste, stiliste, designer, persone di valore e di grande spessore.

Per me ciò è triste e doloroso quanto una sconfitta o un fallimento personale: l’amarezza è durata parecchi giorni e, in queste occasioni, mi chiedo che senso abbia il mio lavoro, mi domando se il mio non sia solo un vuoto blaterare. Non ho motivo di esistere – come professionista – se non ci sono talenti dei quali parlare.

Se il talento muore, soffocato dalla mediocrità, moriamo un po’ tutti e ci avviamo verso una società sempre più vuota, sterile, priva di qualsiasi spessore, valore, cultura, sensibilità, umanità. Il buio intellettuale e morale genera mostri e per averne conferma è sufficiente aprire un qualsiasi giornale, quotidiano, settimanale o mensile, tutti ugualmente pieni di orribili conferme attraverso fatti di cronaca inqualificabili.

Lo ripeto, quando un’azienda dal buon potenziale è costretta a chiudere, perdiamo un po’ tutti: questo appiattimento mi atterrisce e non ho ricette miracolose da offrire. L’unica soluzione che mi viene in mente è che ognuno si impegni a fare la propria parte per salvare la cultura in ogni suo aspetto: continuo e continuerò, dunque, a dar voce al talento, con passione, entusiasmo e sincerità.

Oggi desidero farlo attraverso un altro mio ricordo dell’edizione di settembre di Milano Moda Donna, raccontando di uno dei talenti appoggiati anche dalla Camera Nazionale della Moda Italiana: Nicholas K. Leggi tutto

Milano Fashion Week SS 2015: Fatima Val

Posso essere sincera in modo spudorato? Certe polemiche mi fanno sorridere e in questo caso mi riferisco a quella intentata dalla stampa americana verso la nostra Milano Fashion Week, accusata di essere un po’ datata e troppo orientata verso il passato.

A mio avviso, ci sono cose buone ovunque se c’è la volontà di cercarle piuttosto che quella di sottolineare la negatività: cari giornalisti americani, vi lamentate che la moda italiana guardi troppo agli archivi storici e soprattutto agli anni ’70? A me vengono in mente un paio di considerazioni.

In primo luogo, abbiamo la fortuna di avere grandi maison che, in effetti, sono dotate di meravigliosi e ricchi archivi: è vero che bisogna guardare avanti, nessuno è più d’accordo di me su questo, ma al passato non si può certo dare un colpo di spugna, soprattutto a quello di valore.

In secondo luogo, ci sono tanti giovani stilisti che hanno invece testa e cuore già nel futuro.

Io trovo che ci sia spazio per tutti, per chi propone “collezioni vintage” (per citare Vanessa Friedman sul New York Times a proposito di Gucci) e per chi ha voglia di staccare completamente. Un esempio? Fatima Val, una stilista che è talmente avanti che – forse – qualcuno potrebbe esserne addirittura spaventato. Leggi tutto

Milano Fashion Week SS 2015: Ramponi Be Cool

Oggi vi racconto una storia che profuma di creatività, immaginazione, spirito d’iniziativa, talento, eccellenza.

Dobbiamo tornare per un attimo agli anni ’80, quando Alfredo Ramponi eredita dal padre l’azienda specializzata nella lavorazione di articoli in materiale plastico: animato da spirito innovativo, il giovane imprenditore decide di dare inizio a una nuova avventura. Un commerciante nel settore della bigiotteria gli chiede di produrre una pietra dal taglio ricercato come il cristallo, ma più duttile e a un prezzo accessibile: Alfredo accetta la sfida e, proprio grazie all’esperienza nella lavorazione dei materiali plastici e a una sua passione per pietre e minerali, riesce a realizzare il primo cristallo sintetico che ripropone tutte le caratteristiche del vetro.

Negli anni, Ramponi diventa famoso per la perfezione tecnica, la qualità e la straordinaria brillantezza dei suoi prodotti che fanno rapidamente il giro del mondo. Il suo amore per l’innovazione non si arresta e continua a lavorare con passione: l’esperienza e il desiderio di creare costantemente qualcosa di nuovo e diverso fanno sì che i risultati siano sempre più raffinati.

Simbolo dell’eccellenza raggiunta è il Taglio Ramponi, concepito a seguito di uno studio approfondito sulla lavorazione dei diamanti, arte in grado di trasformare una pietra grezza in un oggetto del desiderio. Leggi tutto

A proposito degli accrediti alle sfilate: dico la mia e faccio i nomi

Credo che questo sia il post più strano che io abbia scritto dopo aver assistito a una sfilata e dirò anche di quale si tratta: Stella Jean.
In quella meravigliosa sfilata, c’è stato ciò che più amo e ciò che più detesto nella moda: da una parte, il talento limpido della stilista; dall’altra, l’annosa questione degli accrediti.
Seguo Stella dai suoi esordi, da molto prima che diventasse il fenomeno che è oggi, giustamente e universalmente riconosciuto e acclamato: sognavo da diverse stagioni di assistere fisicamente a una sua sfilata e il mio sogno si è finalmente avverato, anche se non nel modo in cui avrei voluto. Sono stata testimone diretta del suo straordinario talento che si consolida collezione dopo collezione in un percorso straordinario e mi piace pensare a un parallelo tra sogni, i suoi e i miei.
Pertanto mi dispiace che le mie esternazioni circa gli accrediti capitino proprio a proposito della sua sfilata e, visto che non è mia abitudine lamentarmi per il gusto di farlo o per creare clamore, cercherò di spiegare dettagliatamente tutti i motivi del mio disappunto. Leggi tutto

Milano Fashion Week SS 2015: Stella Jean

Scommetto che non sono l’unica alla quale il tempo a disposizione sembra sempre troppo poco: penso, per esempio, alle mamme lavoratrici che, quando tornano a casa, devono dividersi tra il desiderio di accudire i propri bambini e la necessità di dover badare alla casa e alle varie questioni familiari. Ho tanta ammirazione per loro, le considero uno dei migliori esempi di capacità multitasking.

Per quanto mi riguarda, il tempo sembra non bastare per dar voce al desiderio che ho di parlarvi della dimensione a me più congeniale, quella dei nuovi talenti: continuo a incontrare e conoscere molte persone interessanti e la lista di coloro dei quali desidero raccontare si allunga sempre più.

Una persona che osservo da tempo con curiosità, stupore e ammirazione è una stilista che si può ormai definire una stella luminosa, di nome e di fatto: Stella Jean. Finalmente, sono riuscita ad assistere a una sua sfilata e dunque, con somma gioia, posso raccontarvi le emozioni che lei ha donato a me e che io spero di trasmettere a voi.

Seguo la stilista dai suoi esordi, da molto prima che diventasse il fenomeno che è oggi, giustamente e universalmente riconosciuto e acclamato: amo la gioia di vivere che riesce a instillare negli abiti, amo la capacità di comunicarla attraverso forme e colori. Amo il suo stile in cui si fondono la cultura del vecchio continente e la vivacità del nuovo: grazie a lei, gli opposti si corteggiano e si sposano. Quando penso a coloro che incarnano quell’idea di Moda che prediligo, il suo è uno dei nomi che mi vengono in mente. Leggi tutto

Milano Fashion Week SS 2015: Chicca Lualdi

Desidero dichiarare una volta di più tutto il mio amore per i giovani stilisti: come ho scritto altre volte, li considero come aria fresca per una stanza chiusa. Ammiro il loro coraggio e la capacità di osare, adoro il loro desiderio di sperimentare e mi conquistano definitivamente quando dimostrano di conoscere bene il passato pur guardando avanti.

I giovani talenti sono uniti dalla ricerca, dall’impegno e da un investimento continuo di risorse. In un momento indubbiamente difficile non solo per l’Italia ma per l’economia globale, questi talenti cercano la propria strada per emergere e farsi apprezzare: i loro percorsi raccontano come sia possibile inseguire i sogni grazie a lavoro, dedizione, perseveranza e – perché no? – anche a un pizzico di incoscienza, perché chi non si butta non cade, è vero, ma nemmeno volerà mai. Questi giovani uomini e giovani donne permettono, stagione dopo stagione, di aggiungere belle pagine alla storia della moda italiana e portano il nostro nome in giro per il mondo: non si può non essere orgogliosi di loro, non si può non seguirli e non appoggiarli.

Sono stati ben 15 i designer di nuova generazione che hanno sfilato in occasione dell’edizione appena terminata di Milano Moda Donna, tutti inseriti nel calendario ufficiale: a loro la Camera Nazionale della Moda Italiana ha dedicato anche un’apposita sezione del proprio sito, intitolandola New Talents. E alle 15 sfilate si sono affiancate ulteriori presentazioni, in calendario e non solo. Leggi tutto

Marie Claire presenta Milan and the Magic Accessories

A Milano è di nuovo tempo di Settimana della Moda o Fashion Week, per chi preferisce l’inglese. Come accade a ogni edizione, sto girando in cerca di talenti da raccontare, conoscenze da consolidare, nuovi incontri. Ho già adocchiato molte cose interessanti e – se vi andrà – nella prossime settimane troverete qui tanti racconti.

Intanto, però, sento il desiderio di raccontarvi subito un’iniziativa che è in corso, godibile da parte di chiunque stia o verrà a Milano fino al 22 settembre. Si tratta di una mostra open air voluta da Marie Claire e che incarna alla perfezione il mio concetto di moda: avvicina quest’ultima all’arte creando nuovi scenari e un’interessante commistione. È ricca di contenuti, suggestioni, rimandi, fantasia e conferma che la moda è un linguaggio, una forma espressiva.

Già lo scorso febbraio, proprio in occasione della precedente settimana della moda, Marie Claire aveva dedicato un numero speciale al meglio della moda e degli accessori: l’editore Hearst fa il bis e il numero di ottobre esce in questi giorni in due volumi. Il magazine sarà anche eccezionalmente disponibile in versione e-mag. Leggi tutto

Messagerie: dal Casanova di Fellini a una nuova bellezza

A voi piace essere sorpresi? A me sì, tantissimo. Mi piace essere sorpresa e – perché no – anche spiazzata: amo provare un’emozione inattesa grazie a qualcosa a cui non avevo pensato o che non avevo messo in conto. È quello che mi è successo recentemente con la sfilata del brand Messagerie: ammetto che non mi ero mai focalizzata con particolare attenzione sulle loro creazioni e, quando sono stata invitata, ho dato un’occhiata veloce, giusto per non arrivare impreparata. Ciò che ho assaggiato mi è piaciuto (altrimenti non avrei accettato l’invito), ma non ho voluto appositamente approfondire ulteriormente: ho voluto riservarmi il piacere della scoperta diretta e della sorpresa. Mi sono detta “vediamo che effetto mi fa”: ho fatto bene.

Appena ho visto entrare i primi capi della collezione per la primavera / estate 2015 di Messagerie, ho avuto una sensazione precisa: è stato come se fossi stata prelevata dalla mia sedia per essere trasportata in una dimensione molto particolare fatta di ispirazioni sfaccettate, come se il meglio di tante epoche e di tanti luoghi fosse stato preso e unito in un’unica nuova realtà. Il brand ha tratto ispirazione dal Casanova di Federico Fellini, film capolavoro del 1976: partendo da un simbolo di ricercatezza e fascino senza tempo, ha rivisitato il passato creando un nuovo ideale di bellezza capace di mixare stili e influenze. Leggi tutto

Tom Rebl veste uomo e donna tra Oriente e Occidente

È da un po’ che ronzo attorno a Tom Rebl esattamente come un’ape farebbe con un fiore dal nettare succulento: ho reso l’idea? Lo stilista mi incuriosisce assai e il suo lavoro ricco di riferimenti cosmopoliti mi affascina in maniera inenarrabile.

Sono quindi felice di dedicare un articolo alla sua fatica più recente, la collezione primavera / estate 2015 appena presentata in occasione di Milano Moda Uomo: la sfilata alla quale ho assistito con grande piacere e sommo interesse ha segnato anche una grossa novità, ovvero l’introduzione dei primi capi disegnati appositamente per la donna.

Tom Rebl gioca con gli opposti che si attraggono e si respingono: crea un sofisticato gioco di equilibri – tra Oriente e Occidente, tra natura maschile e femminile – e trae ispirazione dalla figura ambivalente della dea Kali, la divinità indù che racchiude in sé oscurità e luce, bene e male. Leggi tutto

Officine Erminio Toesca: dai motori alla Secret Jacket

“Racconti tutto come se fosse una favola”: qualche settimana fa, una persona che stimo ha scritto queste parole dedicate a me e a ciò che faccio. Mi sono sembrate un elogio meraviglioso e mi piacerebbe molto potermi prendere tale merito, ma non so se posso: la verità è che le storie che scelgo di raccontare sono già belle, perché con la negatività non perdo nemmeno tempo. Prendete quella che sto per raccontarvi oggi: non serve aggiungere nulla, in quanto le vicende di Erminio Toesca e del brand che da lui prende il nome sono talmente speciali da sembrare un romanzo avvincente.

Per raccontarvi tutta la storia, devo fare un passo indietro di 100 anni: era il 5 marzo 1913 quando Torino diede i natali a Erminio Toesca, figlio di Giovanni, meccanico e artigiano dalle mani d’oro, tanto da essere conosciuto con un nomignolo, ‘l rangeur, ovvero l’arrangiatore. Non esisteva infatti mezzo a due ruote che Giovanni Toesca non fosse in grado di rimettere in sesto: all’epoca, solo i più ricchi potevano permettersi il lusso di acquistare un’autovettura o un cavallo o magari addirittura una carrozza. Le biciclette venivano invece utilizzate da buona parte della popolazione torinese: essendo economiche e di facile manutenzione, erano considerate l’alternativa perfetta a un trasporto pubblico allora praticamente inesistente. Leggi tutto

Hai ragione tu, caro Julian Zigerli, “Life Is One Of The Hardest”

Più passa il tempo e più si rafforza in me la convinzione che la moda sia un’arte nonché un linguaggio parlato a volte da personaggi che possiamo definire precursori o anticipatori o pionieri. Sono coloro che riescono a cambiare e riscrivere i codici, che hanno il coraggio di introdurre cambiamenti epocali: se queste persone non esistessero, ci vestiremmo ancora come i nostri trisavoli.

Non usando i codici attuali o stravolgendoli, è normale che questi stilisti risultino un po’ visionari. Faccio un paragone: pensate a cosa accadde quando alcuni artisti abbandonarono la pittura figurativa per passare a quella astratta; furono presi per folli. A mio avviso, Julian Zigerli è uno di questi antesignani: credo che stia cercando di sovvertire i codici esistenti, introducendo la sua visione ironica. Le sue parole d’ordine sembrano essere colore, positività e un tocco di humour.

Dopo aver aperto la precedente edizione di Milano Moda Uomo sfilando all’Armani Teatro con la benedizione del grande Re Giorgio (e scusate se è poco, come si suol dire), Julian ha invece stavolta chiuso la kermesse sfilando nella splendida cornice di Palazzo Isimbardi in un clima sicuramente carico di attesa e curiosità. Quando ho visto entrare i primi due modelli, sul mio volto si è aperto un sorriso: il giovane stilista è riuscito, ancora una volta, a sorprendermi. Leggi tutto

Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 6, il futuro si fa strada

L’ultimo giorno di Milano Moda Donna è tradizionalmente dedicato al nuovo: giovani e giovanissimi, emergenti ed esordienti, felici conferme di talenti ormai in piena fioritura e debutti assoluti. È il futuro che si fa strada avanzando a grandi passi: inutile dire che è una delle mie giornate preferite.

Lunedì 24 febbraio, sesto e ultimo giorno di fashion week, ho avuto il piacere di essere testimone della freschezza e dell’entusiasmo di molti giovani talenti: protagonisti assoluti Giulia Marani, il progetto N.U.DE – New Upcoming Designers con Mauro Gasperi e Francesca Liberatore, il concorso Next Generation con Davide Grillo, Daniele Vigiani, Martina Cella, Marco Rambaldi e infine Heohwan Simulation. Leggi tutto

Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 5, a ciascuno il suo

C’è una cosa che mi affascina fin da quando ero una bimbetta: osservare come la Natura non finisca di sorprenderci con forme e colori, popolando il mondo di infinite varianti di animali e piante. E c’è una cosa che invece mi diverte: vedere come noi uomini, da sempre, abbiamo cercato di imitare colei che è nostra Madre. Ciò che la Natura fa con gli esseri viventi, l’uomo cerca di farlo con le proprie espressioni, soprattutto quelle artistiche. E la Moda non fa eccezione: stilisti e designer pensano incessantemente a nuove forme e a nuovi colori.

È per questo motivo che ho deciso di intitolare questo post “a ciascuno il suo”: perché durante il quinto giorno di Milano Moda Donna, domenica 23 febbraio, ho visto cinque collezioni completamente diverse tra loro e ho dunque riflettuto in modo particolare sulla capacità di ogni stilista di declinare la Moda a proprio modo, puntando su materiali, forme e colori completamente diversi.

Guardate e giudicate voi stessi: ecco Sergei Grinko, Vladimiro Gioia, Albino, Moi et “Sid”, Fatima Val. Leggi tutto

Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 4, quando Milano leva il fiato

Cosa avete pensato leggendo il titolo? Avete pensato a qualcosa di brutto o a qualcosa di bello? Voglio parlarvi di un paio di eventi che mi hanno levato il fiato o tolto il respiro, come preferite, per quanto mi hanno regalato a livello di emozioni: sabato 22 febbraio, il quarto giorno di Fashion Week, ho partecipato a due eventi che mi hanno sorpresa sia per la bellezza delle location sia per quanto è stato presentato. Mi riferisco ad Alberto Zambelli e a Laura Mancini.

Sapete una cosa buffa? Mi diverte – e molto – il fatto che ci sia stato un filo conduttore che ha caratterizzato ogni mia singola giornata di Milano Moda Donna: mi chiedo se sia stata pura fortuna o se sia stato il risultato di scelte più oculate da parte mia. Spero si tratti della seconda opzione: ho sempre fatto una selezione alla fonte di ciò che pubblico qui sul blog, scegliendo ciò che reputo più vicino alla visione che voglio portare avanti e più vicino al tipo di moda che voglio raccontare e credo che nel tempo questo atteggiamento stia diventando sempre più radicato. Leggi tutto

Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 3, incontri e persone – parte 2

Qualche giorno fa, vi ho raccontato il mio terzo giorno di Milano Fashion Week, o meglio la prima parte: dato che la giornata è stata molto lunga e piena, ho deciso infatti di dividerla in due parti. Questa è la seconda nella quale potete trovare The Wandering Collective, Sergio Daricello e Alice Tamburini, tutti incontrati in serata al cocktail party organizzato presso lo showroom Spring Up: un evento al quale partecipo sempre molto volentieri, perché mi sento a casa.

Prima di raccontarvi tutti i dettagli, vorrei fare però due considerazioni che legano tutti questi stilisti.

La prima è che credo esista una giusta via di mezzo tra andare in giro mezze nude e nascondersi sotto improbabili palandrane: c’è una giusta via per la femminilità, sì, e coloro che sto per presentarvi l’hanno trovata.

La seconda è che credo che il loro compito sia sempre più difficile: li amo e li seguo da diverse stagioni e riuscire a sorprendermi ogni volta non è cosa semplice. Ci sono riusciti, ancora una volta. Leggi tutto

Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 3, incontri e persone – parte 1

Pensavo a una cosa: uno dei vantaggi di scrivere della fashion week a settimana terminata è che, grazie a un secondo sguardo nonché alla rielaborazione nel frattempo avvenuta, colgo dettagli che mi erano sfuggiti alla prima occhiata. E questo mi piace, mi piace che escano nuovi dettagli e che cose, persone, collezioni e incontri abbiano un secondo piano di lettura.

Oggi continuo il viaggio nei ricordi col giorno 3, venerdì 21 febbraio: un giorno decisamente dedicato agli incontri e alle persone. In alcuni casi, sono state nuove conoscenze; in altri, invece, sono state splendide riconferme, persone che – stagione dopo stagione – non smettono di sorprendermi con la loro personalità riflessa in collezioni sempre più belle e mature.

Visto che la giornata è stata molto lunga e molto piena, ho deciso di dividerla in due parti: questa è la prima nella quale troverete Debora Zavaglia, Sonatina, Divisione Protagonista e Furla. Leggi tutto

Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 2, è di scena il colore

Oggi continuo il viaggio tra i miei ricordi di Milano Moda Donna.

Giorno 2, giovedì 20 febbraio: finalmente la pioggia ci ha dato tregua e io, dopo la scorpacciata di sfilate e presentazioni del giorno precedente, ho deciso di rallentare il ritmo. Gli impegni della giornata sono stati due, molto carichi di premesse e promesse: due inviti diversi tra loro, eppure con alcune caratteristiche in comune. Prima di tutto il colore, anche se giocato e incentrato su materiali differenti, pellicceria e maglieria. E poi il fatto di essere un ritorno e un esordio, quindi in un certo senso due prime volte.

Ho dedicato il mio secondo giorno a Giuliana Teso, nome storico nel campo della pellicceria, tornata dopo qualche stagione di assenza dalla settimana della moda milanese con una capsule collection che rende omaggio all’arte, e a Silvia Gallà, brand che ha presentato la sua prima collezione di maglieria. Leggi tutto

Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 1, bellezza batte pioggia 1 a 0

Settimana scorsa, avevo iniziato un post dichiarando che, durante la fashion week, non riesco ad assimilare tutto immediatamente, probabilmente per il sovraccarico di stimoli concentrati nell’arco di pochi giorni. Raccontavo di aver bisogno di un po’ di tempo per digerire quanto visto, per farlo mio, per ricostruire il quadro d’insieme e per riuscire a mettere ogni tassello al suo posto.

Beh, direi che ci siamo: sono pronta. E allora andiamo con ordine.

Giorno 1, mercoledì 19 febbraio: la settimana non è partita benedetta dai migliori auspici, visto che la città si è svegliata sotto una pioggia incessante che non ci ha dato tregua nemmeno per un attimo. Ma, in fondo, ha avuto poca importanza: se il meteo ci è stato avverso, Milano ha invece voluto regalarci tanta bellezza, sia attraverso le collezioni presentate, sia attraverso i palazzi che ci hanno aperto le loro porte (cito Palazzo Visconti, Palazzo della Ragione e Palazzo Clerici).

Il primo giorno è stato per me quello di Chicca Lualdi, Angelo Marani, Simonetta Ravizza, Paola Frani e Via Delle Perle VDP. Leggi tutto

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