In Memory of Lynn Dell, The Countess of Glamour

Lynn Dell fotografata da Ari Seth Cohen per Advanced Style

Seguo Ari Seth Cohen da anni e stimo molto il suo progetto Advanced Style.
Nel tempo, ho imparato a conoscere le sue muse e ad apprezzare le caratteristiche di ognuna: le amo come le nonne che avrei voluto avere, le ammiro come delle vere icone.
Mi è dispiaciuto leggere della morte di Lynn Dell, una delle mie preferite, soprannominata The Countess of Glamour: Ari le ha dedicato un articolo commovente, un ricordo bello e vibrante, completato da un video anch’esso pieno di vita. Dopo aver letto il primo e guardato il secondo, ho infine sorriso: ho pensato che questa vulcanica donna ha avuto un’esistenza davvero piena e meravigliosa.
Tra le sue citazioni preferite, ce n’erano due in particolare: “You must dress for the theater of your life EVERYDAY” e “Fashion says ME TOO… Style says ONLY ME”.
Ecco perché l’amavo (e continuerò ad amarla) particolarmente, per la sua personalità magnetica e perché vedeva lo stile come forma di linguaggio in grado di raccontare molto di noi: se mi chiedessero chi e come vorrei diventare da grande, credo che il suo sarebbe un ottimo modello.
Ari ha proprio ragione, “Heaven just got a little more glamorous”.

Ciao Lynn 

Manu

Se volete leggere il bellissimo post di Ari Seth Cohen su Lynn Dell e vedere il video, trovate tutto qui.
Se volete conoscere meglio Lynn Dell: qui trovate il sito di Off Broadway, la boutique della quale era fondatrice e proprietaria (e sul sito trovate tutti i canali social, in particolare la pagina Facebook), qui trovate una sua piccola biografia e qui la sua pagina Facebook.

Quando il talento risiede nel saper Ridefinire Cose

Quando incontro un progetto che mi colpisce, mi fa molto piacere continuare a seguirlo, vedere come procede e in che direzione si sviluppa.

È come se si creasse un filo sottile tra me e l’autore, al punto che veder crescere la sua idea mi dà una sorta di soddisfazione personale.

Circa un anno fa, ho avuto il piacere di conoscere Sonia Patrizia Catena, storica e ricercatrice d’arte esperta in design del gioiello contemporaneo: tra le tante cose delle quali questa giovane donna si occupa, c’è anche la manifestazione Ridefinire il Gioiello di cui è fondatrice e curatrice insieme a Lorenzo Argentino.

Il loro progetto è nato nel 2010 col desiderio di delineare un percorso di ricerca in un panorama assai frammentato, quello del gioiello contemporaneo, una dimensione nella quale manca una definizione consolidata così come manca una storia strutturata e organica: è un ambito ancora soggetto a studio, un territorio ricco di possibilità. Leggi tutto

Maria Vittoria Albani, vorrebbe adottarmi?

Ci sono momenti in cui amo follemente ciò che faccio, senza alcuna riserva; ci sono regali che hanno un inestimabile valore e non mi riferisco certo a cose materiali.

Questi momenti e questi regali sono rappresentati dal fatto di poter incontrare persone che svolgono il loro lavoro facendone un’opera d’arte: la scorsa settimana, per esempio, sono andata a fare visita a Maria Vittoria Albani, anima di Ornella Bijoux, maison storica fondata dalla mamma Piera nel lontano 1944.

Ho già pubblicato un post a proposito di Ornella Bijoux qui sul blog in occasione dell’inaugurazione di una bellissima mostra attualmente in corso al Museo del Bijou di Casalmaggiore (e che è stata prolungata fino al 2 giugno): la mostra è curata da Bianca Cappello, storica del gioiello, e ripercorre tutta la storia dell’italianissima griffe, raccontandone l’evoluzione dagli albori a oggi.

Scrivo non a caso che la signora Maria Vittoria è l’anima di Ornella Bijoux perché, dopo aver iniziato a lavorare appena quattordicenne affiancando la mamma, è ancora oggi lei a studiare, progettare e spesso realizzare tutti i pezzi: è coadiuvata dalla figlia, Simona, e da pochi e fidati collaboratori.

I conti li avrete già fatti da soli, immagino, attraverso un paio di numeri che ho menzionato, ma ci tengo a metterlo nero su bianco: la signora Albani ha 85 anni. Leggi tutto

Elizabeth Arden, seduta di trucco e storia di una donna unica

Quale donna non ricorda con tenerezza i primi propri personali approcci col trucco?

Quale donna non ricorda i primi tentativi, spesso maldestri, di mettere il rossetto per bene o di fare la riga precisa sul contorno occhi?

E ricordate le incursioni nel beauty case della mamma, affascinate da boccette, flaconcini, vasetti e pennelli?

Ricordo anche le prime discussioni sul colore del lucidalabbra da adottare o sull’altezza di quella benedetta riga sugli occhi, così come ricordo quanto erano preziosi i primi prodotti tutti miei, mi sembrava di aver fatto una conquista importantissima.

Il make-up è un mondo che mi affascina da sempre, quindi sono stata molto felice quando Elizabeth Arden, nome storico e prestigioso, mi ha proposto di fare da modella per una sessione di trucco.

L’occasione è stata fornita dalla Milano Vintage Week, la kermesse milanese dedicata alla moda d’antan: lo scorso anno, avevo tenuto per loro un piccolo seminario intitolato Vintage con personalità, quest’anno abbiamo rinnovato la nostra collaborazione in un modo nuovo.

Grazie a un corner completamente dedicato alla celebre maison, ho avuto modo di interfacciarmi con Caterina Todde, bravissima make-up artist scelta da Elizabeth Arden, e ho potuto provare diversi prodotti.

Inoltre, grazie a una bellissima mostra ricca di documenti, fotografie, manifesti di campagne pubblicitarie e confezioni di prodotti originali, ho avuto la possibilità di approfondire la storia del brand e della sua mitica fondatrice, Miss Elizabeth Arden. Leggi tutto

Mukako e la scatola che restituisce tempo

Ultimamente, quando qualcuno mi chiede di dare una definizione del mio blog, sorrido.

Un po’ perché ho sempre provato antipatia per le definizioni, un po’ perché mi chiedo io stessa come si dovrebbe definire un blog che, piuttosto che di un genere unico e prestabilito, tende piuttosto a occuparsi del talento e del saper fare qualsiasi forma essi assumano.

Ogni volta in cui scrivo di detestare la suddivisione per generi e i limiti che spesso ci imponiamo da soli sono serissima e gli articoli presenti su questo blog ne sono una prova lampante e concreta: qualche giorno fa, per esempio, ho parlato di un progetto di design che include perfino dei sex toy, oggi mi accingo a parlare di infanzia, anzi, di primissima infanzia, di tutti quei bambini che ancora necessitano dei pannolini.

So perfettamente che qualcuno si chiederà “pannolini su un blog che comunque parla principalmente di moda?” e so altrettanto bene che se qualcuno tra i miei amici di lungo corso, quelli che mi conoscono bene, sta leggendo queste righe, probabilmente esploderà in una sonora e fragorosa risata: la Manu e i neonati, tutto nello stesso articolo? Quasi più buffo della possibilità che i pannolini stiano su un blog di moda.

In effetti, tra gli amici, sono piuttosto nota per una certa allergia verso i bambini, allergia che ammetto di nutrire: non sono ai livelli di Erode, intendiamoci, ma in effetti non sono madre, non ho mai desiderato esserlo e non dimostro particolare pazienza o slancio verso i pargoli.

Però è altrettanto vero che sono zia e che ho una nipotina che adoro (e alla quale ho cambiato qualche pannolino) ed è vero che alcune mie care amiche sono mamme e che quindi so bene quanto sia difficile e non economico destreggiarsi tra pannolini, pappe e quant’altro. Leggi tutto

Agatha Ruiz de la Prada, un incontro speciale

Se, anni fa, mi avessero detto che un giorno avrei incontrato di persona Agatha Ruiz de la Prada, stilista che ammiro da sempre, credo che sarei scoppiata in una risata di vero cuore, chiedendomi divertita come e dove le nostre strade avrebbero mai potuto incrociarsi, lei professionista apprezzata e affermata, io semplice innamorata della moda.

E invece è accaduto, ci siamo incontrate: ha ragione chi dice che non bisogna mai smettere di credere nei propri sogni né di lottare per essi.

Oggi, grazie a studio, impegno e sacrifici, la moda è diventata la dimensione in cui mi muovo e lavoro (mi emoziona sempre così tanto affiancare questo verbo a quella che è prima di tutto un’enorme passione) e dunque mi capita di incontrare coloro dei quali ho letto su libri e riviste: con alcuni, ho brevi incontri, nulla più, magari, di una stretta di mano attraverso la quale continuare a nutrire i miei sogni; con altri, invece, ho l’opportunità di avere scambi più significativi.

Il merito dell’incontro con Agatha Ruiz de la Prada va ad Accademia Del Lusso, scuola di moda che si occupa di formazione in modo innovativo e creativo e che si propone come luogo d’incontro tra le esigenze del mercato del lavoro e le aspirazioni di chi intende intraprendere una carriera in un settore che è alla ricerca di profili professionali sempre più specifici.

Proprio basandosi su un approccio concreto e prossimo a quella che è la realtà lavorativa quotidiana, Accademia del Lusso crea continue occasioni di collaborazione col mondo delle imprese e con professionisti del calibro della celebre stilista: Agatha Ruiz de la Prada è stata la protagonista di un contest che ha messo alla prova il talento degli studenti dei corsi di Marketing, Retail Management e Visual Merchandising ed è stata l’ospite d’onore della cerimonia di premiazione. Leggi tutto

La primavera (in tutti i sensi) di Giulia Rositani

Giorni fa, varcando il portone di casa per iniziare una nuova giornata, ho avuto una sensazione ben precisa: l’aria era cambiata e le mie narici si sono riempite di un odore diverso, più leggero e sottile.

Non so spiegare bene quell’odore né so dargli un nome: è semplicemente l’odore che, per me, segnala l’arrivo della primavera.

Ogni anno, lo percepisco e lo annuso come se fossi una bestiola che si risveglia dopo il lungo letargo.

Ogni anno, da quel momento, qualcosa cambia: la primavera e la rinascita che essa porta con sé è così forte che è ben identificabile perfino a Milano e, tra asfalto e cemento, sbucano prepotenti i segnali della nuova vita, come la forsizia che fiorisce gialla in cespugli disseminati per tutta la città.

Immancabilmente, mi tornano in mente versi di poesie studiate a scuola e ce n’è una alla quale sono particolarmente affezionata.

“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico: io vivo altrove e sento che sono intorno nate le viole”: sono i versi iniziali di una poesia di Giovanni Pascoli, L’aquilone. La sento talmente mia che, ancora oggi, a distanza di anni, la ricordo distintamente.

Voglia di poesia, di leggerezza, di spensieratezza; voglia di colore, di rinnovata bellezza, di gioia di vivere; per me la primavera è questo e mi porta al bisogno di circondarmi di persone come Giulia Rositani. Leggi tutto

Ornella Bijoux, un’autentica icona italiana

Da tempo penso che oggigiorno abusiamo di alcuni termini: icona e mito sono due esempi e c’è addirittura chi si attribuisce questi titoli da solo, cosa – a mio avviso – alquanto bizzarra.

È solo il tempo a dire chi resterà, a decretare chi ha carisma autentico e duraturo.

Quando incontro una persona come Maria Vittoria Albani mi chiedo quanti dei cosiddetti miti di oggi resisteranno col vigore, la grinta, l’energia, la capacità e l’entusiasmo che questa donna straordinaria dimostra ancora oggi, a 85 anni e dopo circa 70 anni di fulgida carriera.

Maria Vittoria Albani è una vera icona che ha contribuito a scrivere pagine importantissime della storia del made in Italy attraverso Ornella Bijoux, l’azienda di famiglia nata nel lontano 1944, griffe di costume jewellery mondialmente riconosciuta e che viene considerata una tra le più ricercate ed apprezzate da intenditori e appassionati. Leggi tutto

Manuela Pavesi e la malattia della Moda

Scrivere è uno tra i gesti più intimi che esistano. È come mettersi a nudo.
A volte si scrive pensando agli altri, altre pensando agli altri e a sé stessi, altre ancora si fa principalmente per sé stessi.
Oggi è un giorno da terzo caso e non è egoismo: è sopravvivenza. Ho bisogno di fermare i troppi pensieri che mi girano in testa.
Perché scrivere, talvolta, è la cura per certi dispiaceri – o almeno funziona da placebo, da palliativo.
Perché quando viene a mancare una grande personalità come lo era Manuela Pavesi, fotografa, redattrice di moda, stylist, mi sento un po’ più sola. Diminuiscono le persone con quella certa visione della Moda con la maiuscola, aumenta un nuovo modo (e un nuovo mondo) nel quale, purtroppo, non mi riconosco.
Perché quando viene a mancare una figura come la sua, mi sento quasi defraudata e un po’ più ignorante, perché non avrò mai più l’opportunità o anche solo la speranza di incontrare chi aveva tantissimo da insegnare.
Perché nel giorno dell’ultimo saluto a questa donna speciale, ho il coraggio di dire a voce alta che, forse, la Moda non salverà il mondo, eppure è un affare serio. È complessità, come l’aveva definita lei in occasione di una lezione allo IUAV.
Sicuramente è tale quella in cui credeva lei, la stessa nella quale credo io. Leggi tutto

Dalla lite Veronesi-Clio a Winnie Harlow e Jamie Brewer

Mi sorprendo ogni volta in cui mi capita di avere la testimonianza evidente di quanto ancora oggi siamo assurdamente schiavi di certi luoghi comuni.

Noi esseri umani siamo riusciti a compiere imprese grandiose, siamo andati sulla Luna e abbiamo combattuto malattie che erano autentici flagelli, eppure ciò che ci riesce tuttora difficile è abbattere quei limiti e quelle barriere che costruiamo dentro le nostre teste.

Vi chiederete il perché di un esordio tanto diretto: forse avete sentito parlare della polemica nata da un’infelice esternazione di Giovanni Veronesi, sceneggiatore, regista e attore, ai danni di Clio Zammatteo, truccatrice famosa con lo pseudonimo di Clio Make Up, titolo della trasmissione televisiva che conduce con successo e nome di un seguitissimo blog.

Veronesi conduce invece insieme a Massimo Cervelli Non è un paese per giovani, noto programma radiofonico della Rai, precisamente di Radio 2.

Erano i giorni dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica e i due conduttori avevano lanciato il quesito “Quale donna vorresti in quel ruolo?”: sentendo nominare proprio Clio, Veronesi ha risposto: “Non sapevo neanche chi era se non me lo spiegavano adesso. È una cicciona.”

Naturalmente, dopo questa affermazione, sono stati versati fiumi di inchiostro e oggi mi aggiungo anch’io: il fatto si commenta da solo talmente è – a mio avviso – tristemente evidente, una figuraccia epica, tuttavia desidero esprimere un quesito e un rammarico. Leggi tutto

#BreakUpandMove, riflessioni su reciprocità e cattive abitudini

Non sono una da lista dei buoni propositi.
Conosco molte persone che, a settembre o a gennaio, i due momenti che consideriamo come nuovi punti di partenza, redigono tali liste.
Io non l’ho mai fatto: servirebbe solo a mettermi davanti alle mie inadeguatezze una volta di più, perché, si sa, i buoni propositi sono fatti per essere disattesi. O almeno questo è ciò che capita a me.

Volete qualche esempio pratico? Quante volte ho detto “Da domani mi metto a dieta”? “Da domani torno in palestra”? “Da domani mi metto la crema sul viso tutte le sere prima di andare a letto”?
E ancora: “Voglio avere più tempo per me stessa”? “Voglio vedere più spesso i miei amici”?
Potrei proseguire all’infinito.
La verità è che le abitudini, piccole o grandi che siano e specialmente quelle peggiori, sono dure a morire: non è facile cambiare modo di vivere, abbattere schemi consolidati.
E sapete qual è la cosa più brutta? Deludere sé stessi. Per questo non faccio liste, è questa la verità.

Un’altra verità nella quale credo è che nulla avvenga per caso.
Con questo non intendo affatto dire che tutto sia già scritto, anzi, ritengo che ognuno di noi abbia una grande responsabilità nel gestire in prima persona la propria vita.
Sono spesso affascinata dal concatenarsi degli eventi: più passa il tempo, più sono convinta che quelle che noi chiamiamo combinazioni siano in realtà eventi che mettiamo in moto col nostro stesso agire.
Nulla, quindi, è predeterminato, lo ripeto, ma, allo stesso modo, nulla avviene per caso e soprattutto siamo noi a decidere come intrecciare e annodare i fili di questo enorme telaio che è la vita.

In questi giorni, la mia teoria del “nulla è per caso” è stata confermata ancora una volta e, curiosamente, proprio sul fronte “buoni propositi”: vi racconto come e perché. Leggi tutto

Anna e Alex, gioielli che sono opere d’arte da portare con sé

C’era una volta una ragazza nata nel sud dell’Italia e poi trasferita all’estero: tra Los Angeles e Pittsburgh, Anna – questo il suo nome – aveva trascorso anni pieni di vita e allegria, laureandosi nel frattempo in Business Administration e specializzandosi in Marketing Internazionale.

C’era una volta un’altra ragazza nata invece a New York e chiamata Alessandra, cresciuta tra la Grande Mela, Torino, Verona e Ginevra. L’amore per il nuovo e un pizzico di destino avevano portato Alessandra, dopo aver studiato storia e giurisprudenza, a intraprendere una carriera nel settore delle pubbliche relazioni.

Tutte le favole più belle iniziano col classico c’era una volta, inclusa quella che desidero raccontarvi oggi e che non fa eccezione, tuttavia questa non è solo una storia di fantasia.

Sì, ha il profumo e il fascino delle migliori favole, però è una storia reale, solida e concreta, ed è attuale e contemporanea: c’erano una volta due ragazze e oggi sono diventate due donne di successo in molti ambiti.

Ma andiamo avanti e torniamo alle nostre protagoniste.

Dopo gli anni trascorsi a studiare e a conoscere il mondo, Anna Neri e Alessandra Sales (detta Alex) ritornano in Italia, precisamente a Roma.

Anna comincia la sua carriera lavorando per grandi aziende internazionali e, mentre sta lavorando in uno dei massimi brand mondiali del lusso, incontra Alex: entrambe hanno ruoli manageriali di grande responsabilità e lavorano per la stessa azienda. Chiamatelo destino o caso, scegliete voi. Leggi tutto

Francesca Paolin, svegliarsi da un sogno per viverlo

Da quando ho iniziato a scrivere di moda sul web e su qualche magazine cartaceo, mi accade che diverse persone mi dicano “devo assolutamente farti conoscere un/una mio/a amico/a, sai, fa delle cose spettacolari”.

Le “cose spettacolari” possono essere di volta in volta abiti, gioielli o borse e il fenomeno si è accentuato da quando ho questo blog, visto che qui, principalmente, mi piace parlare di nuovi talenti.

So che qualcuno, forse, resterà male, ma devo confessare che, quando mi dicono tale fatidica frase, mi preoccupo un po’, in quanto è capitato che il giudizio sul famoso amico o amica fosse un tantino offuscato dal sentimento stesso dell’amicizia… tradotto, le “cose spettacolari” non lo erano poi tanto oppure erano già viste e riviste.

Quindi, ora mi preoccupo un po’, anche perché non c’è cosa più difficile per me del dover comunicare a una persona che l’amico al quale desidera fare da mecenate non entrerà tra i Vogue Talents. Per me è sempre un dramma dire un “no”, anche perché so molto bene ciò che si prova nel riceverne, ma la selezione è necessaria.

Certo, occorre usare un gran garbo ed essere rispettosi, perché, dietro a qualsiasi lavoro, c’è sempre sacrificio, amore, tempo speso, dedizione e molto altro. È però altrettanto vero che un “sì” detto per simpatia non fa un gran favore a chi lo riceve: è meglio un “no” onesto, ben motivato e – lo ribadisco – rispettoso che può rappresentare, magari, l’opportunità di crescere. Leggi tutto

Lucilla Giovanninetti e la metamorfosi del talento

Vi capita mai di sentire o di leggere una parola, non conoscerla eppure intuire istintivamente che vi appartiene e che descrive qualcosa che fate magari da tempo?

Pongo questa domanda riferendomi in particolar modo ai neologismi e soprattutto a quelli che nascono per raccontare fenomeni che si diffondono al punto tale da rendere necessaria la creazione di un nuovo vocabolo.

Negli ultimi anni, a me è capitato con l’introduzione di termini come selfie e anche con storytelling, parola che in realtà esisteva già ma che oggi è molto in auge e conosce quindi un rinnovato successo.

Parecchi anni fa, avevo l’abitudine di farmi degli autoscatti immortalando i miei outfit che riportavo anche in una specie di diario segreto: mi vergognavo un po’ di questa mia piccola mania e infatti la tenevo segreta, poi, quando sentii per la prima volta l’espressione selfie, ebbi la certezza che avesse a che fare con ciò che facevo anch’io.

Mi è successa la stessa cosa in tempi recenti con storytelling, ovvero l’atto del narrare: da sempre amo scrivere storie e negli ultimi anni mi sto concentrando in particolare sul racconto del talento, cercando di far conoscere le persone in gamba e i loro percorsi.

Sinceramente non mi ero mai preoccupata di dare una definizione a tale attitudine: ho semplicemente unito il mio amore per la positività e la passione per la scrittura. Quando però ho iniziato a sentire sempre più spesso il termine storytelling, ho capito che descrive piuttosto bene ciò che faccio, esattamente come selfie descriveva i miei imbarazzati (e imbarazzanti) autoscatti. Leggi tutto

Verdiana e Beniamina, sartoria al femminile

Oggi vi racconto la storia di un piccolo angolo segreto di Milano, di un luogo molto particolare che custodisce un’arte preziosa.

È una “sartoria al femminile” e si chiama Verdiana e Beniamina: l’ha creata Marina Ferrari Rutta, una donna speciale che nutre da sempre grande passione per i viaggi e tanta curiosità per i molteplici e sfaccettati mondi femminili. Ha unito questi due amori e li ha declinati in un lavoro che ha tutto il sapore della bellezza non soggetta a mode.

Era il 2012 quando ha dato vita al suo laboratorio che ha preso il posto dell’antico studio fotografico di famiglia in un cortile d’altri tempi nel cuore del capoluogo meneghino: sarta per scelta ma soprattutto per vocazione, Marina parte ogni giorno dalla scelta di filati e materiali naturali per arrivare alla confezione di abiti e biancheria per la casa.

Gonne, soprabiti, borse, grembiuli, cappelli, sciarpe, coperte e anche bijou vengono confezionati rigorosamente a mano con abbinamenti fantasiosi e raffinati assemblando, cucendo, ricamando tessuti e materiali non trattati, talvolta grezzi, sempre preziosi grazie alla loro unicità.

Il punto di partenza è la ricerca continua che Marina spinge a qualsiasi latitudine e che ha come scopo il reperimento dei tessuti migliori: il passo successivo è raccoglierli nella sartoria per poi dare loro una nuova forma, trasformandoli in abiti pensati per valorizzare il corpo femminile con un tocco di romanticismo oppure in preziosi elementi d’arredo (perché la casa parla di noi, esattamente come gli abiti che indossiamo). Tutti i pezzi sono impreziositi dal tempo e dalla cura. Leggi tutto

Milano Fashion Week: Giulia Bruni incontra Filippa Lagerbäck

Sono felice di ritornare a parlare qui sul blog di una persona che stimo molto: Giulia Bruni.

Giulia è brava, bella e solare: è designer, stylist, imprenditrice, blogger e mamma, una donna multitasking, insomma, proprio come piace a me, piena di energia e di voglia di fare.

Qualche mese fa, avevo parlato della collezione per l’autunno / inverno 2014 – 2015 che ha segnato il suo esordio personale: dopo molte esperienze maturate collaborando con brand internazionali, Giulia ha infatti deciso che era giunto il momento di lanciare il suo marchio che ha voluto chiamare Giuliette Brown, giocando col proprio nome.

Il progetto è nato il 14 febbraio 2014, il giorno di San Valentino: non sono superstiziosa ma romantica sì, molto, quindi mi piace pensare che questa data le porterà una gran fortuna.

Lo scorso settembre, nell’ambito di Milano Moda Donna, sono andata a trovare Giulia per scoprire le sue proposte per la prossima bella stagione e devo dire che, ancora una volta, è riuscita a sorprendermi, presentando una novità stuzzicante, la collaborazione con Filippa Lagerbäck, nota conduttrice televisiva, svedese di nascita ma innamorata del nostro paese nel quale vive e lavora. Leggi tutto

Chi trova Sere Ku (e Serena Ciliberti) trova un tesoro

In quel di Torino, vive e lavora una giovane donna. Ha gli occhi azzurri, una graziosa frangia bionda, un sorriso contagioso e mani d’oro con le quali riesce a trasformare gli oggetti più disparati – metri da sarta, spolette e ditali da cucito, mollette da bucato, forcine, cucchiaini, penne e matite colorate – in monili affascinanti.

No, non è il principio di una favola. È la storia di Serena Ciliberti e del suo brand Sere Ku.

Ripensando a quando ci siamo conosciute, non so se ridere o piangere, anzi, aspettate: sorrido decisamente perché, nonostante una neve fittissima che stava flagellando ininterrottamente la Settimana della Moda di febbraio dell’anno scorso, d’un tratto ho incontrato lei, luminosa perfino in quel giorno da lupi. E lei è riuscita a raddrizzare una giornata decisamente storta (ero fradicia da testa a piedi), facendo sì che mi innamorassi all’istante e perdutamente delle sue creazioni.

Da allora, da febbraio 2013, non ho mai smesso di indossarle: i suoi pezzi sono non convenzionali e sono portatori di ironia, allegria, vivacità e personalità. Se sono di cattivo umore ma tiro fuori una sua collana o un suo bracciale… mi torna il sorriso all’istante.

E poi, quando porto un suo pezzo, mi succede sempre qualcosa di bello e divertente. Leggi tutto

Cayetana de Alba e le mie riflessioni su libertà e ipocrisia

Alcuni giorni fa ho letto della morte della Duchessa Cayetana de Alba: aveva 88 anni ed è deceduta a causa delle complicazioni di una polmonite. Mi è dispiaciuto perché questa donna, decisamente sopra le righe e allergica alle convenzioni, mi era molto simpatica.

Ricordo che tempo fa un mio contatto di Facebook pubblicò un piccolo post di cordoglio per la scomparsa di un personaggio famoso. Non ricordo più chi fosse questo amico e non ricordo nemmeno chi fosse la persona deceduta. Ricordo, però, un commento che mi risultò molto sgradito: qualcuno schernì il mio amico dicendogli che non era morto un suo parente, bensì uno sconosciuto. Evitai di intervenire, ma ribadisco che trovai inopportuno quel commento. È ovvio che la scomparsa di un amico, di un parente o di qualcuno che fa parte della nostra quotidianità ci causi un dolore più vivo, ma ciò non vieta di dispiacersi per la morte di qualcuno che non conosciamo direttamente e che tuttavia ha lasciato una traccia nella storia, di molti o di tutti. Leggi tutto

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