I sogni a volte si avverano: metti una mattina con Lino Raggio in Sharra Pagano

Nella sezione Chi sono di questo mio piccolo blog, racconto alcune cose di me e racconto che colleziono bijou da quando avevo 15 anni.

Come scrivo lì, mi piacciono le cose strane, particolari o con un significato intrinseco; amo i materiali più disparati e di sicuro il mio criterio di valutazione non è la preziosità commercialmente attribuita, ma quella che gli oggetti hanno per me.

Non riesco a ricordare di preciso come sia iniziata questa mia passione o mania. Probabilmente era insita in me e credo che soddisfi il mio amore per il bello e soprattutto per il bello senza tempo, in quanto un bel bijou può durare per sempre e non ha problemi di taglie.

Inoltre, a mio avviso un bijou racconta una persona e il suo carattere: può rappresentare personalità e personalizzazione in un’epoca in cui massificazione e omologazione sono pericoli dietro l’angolo.

Il bijou nasce con l’esigenza di usare i monili non più come status symbol o investimento finanziario, bensì come oggetti facili e divertenti da indossare. È soprattutto negli Stati Uniti che la “bijouterie d’imitation” si espande rapidamente e da qui arriva poi in Europa grazie all’alta moda: tra le prime ad adottare il concetto di bijou c’è Coco Chanel che ne fa un grande uso. Grazie all’industria cinematografica americana, il bijou continua la sua cavalcata e star del calibro di Carole Lombard e Joan Crawford alternano diamanti e strass con la stessa rilassata nonchalance. La rivoluzione avviata è destinata a tramutarsi in un grande successo quotidiano, grazie all’accessibilità dei prezzi e alla grande creatività che accompagna la produzione e in America il gioiello fantasia diventa presto materia per collezionisti.

L’Italia è stata a lungo discosta dal fenomeno bijou in quanto depositaria di una grande tradizione nei gioielli autentici, nella lavorazione dell’oro e nell’utilizzo delle pietre preziose: esistevano poi eccezioni come i cosiddetti souvenir, realizzati con materiali tipici di un certo luogo tra cui corallo, vetro, conchiglie.

Nell’ambito del bijou nostrano ci sono parecchie testimonianze che risalgono già agli anni dell’Unità d’Italia eppure, fino a quasi la metà del Novecento, esso faticò a imporsi: la radicata tradizione fece preferire un piccolo diamante piuttosto che uno sgargiante strass ma, nel secondo dopoguerra, molti orafi furono costretti a riciclarsi, sia perché i metalli preziosi scarseggiavano sia perché in pochi potevano permettersi gioielli veri. E così anche in Italia si impose definitivamente la moda del bijou.

Considerata la grande passione che mi anima, immaginatevi la mia gioia quando un caro amico mi ha proposto un incontro con Lino Raggio, il fondatore di Sharra Pagano, griffe che ha scritto parte della storia del bijou in Italia. Lino Raggio l’ha creata nel 1969: a lui si è unito Gianfranco Signori, architetto e insegnante d’arte.

Confesso: l’idea di questo incontro mi emozionava ed ero anche un po’ agitata.

Non esiste un materiale con cui Sharra Pagano non abbia sperimentato: dalle pietre preziose e semi preziose (ametiste, topazi, tormaline, quarzi citrini, avventurine, cristalli di rocca, ossidiana, granati) alle perle, dai metalli ai vetri, dalle resine alle plastiche fino agli strass, tutti quanti e molti altri ancora sono stati messi al servizio della creatività di Lino Raggio.

Negli anni le collaborazioni dell’azienda si sono moltiplicate: Walter Albini, Valentino, Giorgio Armani, Franco Moschino, Gianni Versace. La griffe ha sempre vestito donne bellissime e carismatiche come Renata Tebaldi, uno dei nostri soprani più famosi di sempre, per la quale sono stati disegnati anche gioielli di scena.

Molti pezzi Sharra Pagano sono stati pubblicati su riviste specializzate, magazine di moda e sono stati inclusi in libri autorevoli.

Lino Raggio è anche un collezionista: tra le sue passioni ci sono i talismani, i gioielli vittoriani, i coralli italiani dell’Ottocento, i bijou americani anni ’40, le tiare russe.

Entrare nel quartier generale Sharra Pagano e stringere la mano a Lino Raggio è stato per me un grande regalo. Ho completamente perso la cognizione del tempo, i miei occhi non sapevano più dove guardare. Mentre mi venivano aperti i cassetti dell’archivio e spuntavano meraviglie su meraviglie, mi sentivo come una bambina in un negozio di giocattoli. Avrei voluto farmi abbandonare lì in mezzo.

Avevo sempre ammirato questo marchio e negli anni ’80 – ’90, quando sfogliavo le riviste e sognavo anche grazie alle loro creazioni, mai avrei immaginato che un giorno avrei tenuto in mano pezzi facenti parte dell’archivio storico, come quelli fatti con Moschino.

Ammiro Lino Raggio e la sua infinita fantasia. Non è facile – credo – non perdere mai l’ispirazione dopo 40 anni di lavoro. Eppure la sua produttività sembra più fervida e fertile che mai.

I bijou Sharra Pagano hanno a mio avviso un grande pregio, quello di essere assolutamente trasversali: soddisfano persone estrose come me ma anche persone dai gusti più discreti. La grande varietà di materiali li rende adatti ad ogni momento, ci sono bijou da giorno e ci sono quelli per le grandi occasioni. E la loro bellezza è senza tempo, me ne sono accorta ancor di più guardando l’archivio: pezzi di 10, 20 o 30 anni fa sono ancora belli e attuali anche oggi. Ecco, in questo risiede la differenza tra un grande creatore e altri che non dureranno più del lasso di qualche stagione.

Non è stato facile lasciare questo luogo di meraviglie… Sogno (nemmeno troppo segretamente dato che lo sto scrivendo qui) che il signor Raggio abbia ancora voglia di avermi tra i piedi.

Vi lascio ad alcune foto che raccontano solo una minima parte di ciò che è uscito da cassetti e teche. E ditemi se non c’è da perdere la testa.

Sogni e desideri a volte si avverano: la bambina che sognava e puntava il dito sulle riviste fingendo di scegliere ha incontrato Lino Raggio, un uomo di cui il nostro Paese deve essere orgoglioso in quanto rappresenta quella creatività senza limiti e quello sconfinato amore per il bello che sono da sempre i nostri tratti migliori.

Manu

 

 

Un grazie speciale al mio amico S. D.

Dall’archivio storico: particolare di un bracciale con putti
Dall’archivio storico: particolare di un bracciale con putti
Dall’archivio storico
Dall’archivio storico
Dall’archivio storico
Dall’archivio storico
Dall’archivio storico
Dall’archivio storico
Dall’archivio storico: collaborazione con Moschino
Dall’archivio storico: collaborazione con Moschino
Archivio storico… anelli per tutti i gusti
Archivio storico… anelli per tutti i gusti
Dall’archivio storico: collaborazione con Moschino
Dall’archivio storico: collaborazione con Moschino
Dall’archivio storico
Dall’archivio storico
Spille: gli strass punteggiano animali di tutti i tipi
Spille: gli strass punteggiano animali di tutti i tipi
Collier
Collier
Collana a più giri
Collana a più giri
Parure
Parure
La perfezione delle migliori resine
La perfezione delle migliori resine
Collier fantasia
Collier fantasia
Tanto colore per l’estate 2013!
Tanto colore per l’estate 2013!
Gli anelli con le pietre nascondono un piccolo segreto, un minuscolo vano sottostante
Gli anelli con le pietre nascondono un piccolo segreto, un minuscolo vano sottostante
Bracciali da avvolgere sinuosi attorno al polso
Bracciali da avvolgere sinuosi attorno al polso
Orecchini fantasy
Orecchini fantasy
Collier fantasy
Collier fantasy
Spilla
Spilla
In ogni teca è custodita una meraviglia
In ogni teca è custodita una meraviglia
Sharra Pagano nel libro “Gocciole d’Astri – I monili del melodramma”
Sharra Pagano nel libro “Gocciole d’Astri – I monili del melodramma”

Per chiudere, voglio mostrarvi alcuni pezzi che hanno rischiato di procurarmi una sorta di sindrome di Stendhal.

Avete presente? Quella sorta di affezione psicosomatica “che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d’arte di straordinaria bellezza, specialmente se esse sono compresse in spazi limitati”. Ecco, dopo essere passata da una meraviglia all’altra, rapidamente e in un turbinio continuo di materiali e colori, d’un tratto mi sono ritrovata al cospetto di queste meraviglie…

Perché se qualcuno sosteneva che i diamanti sono i migliori amici delle ragazze, io sostengo che gli strass lo sono altrettanto, soprattutto in tempi moderni. A una glittering woman, tutto questo scintillio non può che dare emozione.

Anzi, sapete cosa vi dico? Sono sempre più convinta che il minimalismo non faccia proprio per me 😉

Giusto qualcosa…
Giusto qualcosa…
… per chiudere in bellezza!
… per chiudere in bellezza!
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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici di vita quotidiana e di web, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso e porto avanti con entusiasmo questo blog: detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo oppure potete propormi la visione di “Ghost”: inguaribile romantica (e ottimista), riesco ancora a sperare che il finale triste si trasformi in un "happy end".

Glittering comments

Monica
Reply

Bell’articolo! d’accordo con te sul minimal ,,,,, questa è la favolositá

emanuela
Reply

Ciao cara Monica e benvenuta 🙂
Grazie, sono felice che l’articolo ti sia piaciuto. E sono anche contenta che qualcuno concordi con me sul minimal 😉
Sharra Pagano è favoloso: conto di tornare per un’altra visita e magari di farvi vedere qualche pezzo indossato.
Spero ci incontreremo ancora qui su queste pagine.
Buona domenica,
Manu

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