Per dire ciao a Elio Fiorucci firmiamo la petizione

Il dolore non chiede permesso: bussa prepotente alla porta del cuore e si intrufola senza lasciarci il tempo di sprangarci all’interno.
E la morte non va per il sottile, miete umili e arroganti, poveri e ricchi, giovani e anziani.
Solo pochi giorni fa, piangevo la morte di un mio giovanissimo amico: la sofferenza non accenna a diminuire e anzi viene riaccesa dalla scomparsa di uno dei miei idoli, Elio Fiorucci.
Fiorucci aveva compiuto da poco 80 anni ma pare non avesse problemi di salute: forse è stato un malore improvviso a portarlo via.
La morte inaspettata unisce così due vite agli antipodi, una – quella del mio amico Emanuele – appena sbocciata, l’altra – quella di Fiorucci – lunga e piena di successi; unisce due persone che sono state molto amate e che lasciano un vuoto mancando esattamente a una sola settimana di distanza l’una dall’altra.
Sono talmente scioccata dalla morte di Emanuele che avevo promesso a me stessa che non avrei più scritto della scomparsa di nessuno, ma la vita è impertinente e la morte lo è ancora di più e spesso fa di noi dei bugiardi, come in questo caso.
Elio Fiorucci ha incarnato uno dei miei primi approcci alla moda: il suo splendido negozio in San Babila, innovativo e diverso da qualsiasi altro, colpiva così tanto la mia fantasia di adolescente che credo lo porterò nel cuore per tutta la vita.
Nei cassetti della biancheria ho almeno tre magliette coi suoi famosissimi angeli: due sono recentissime, regali ricevuti tramite il suo ufficio stampa da quando la moda è diventata non solo una passione ma anche un lavoro. Non so se avrò più il coraggio di indossarle, credo che resteranno conservate come reliquie.
Veneravo Fiorucci a tal punto che, pur avendolo incontrato parecchie volte negli ultimi anni in occasione di vari eventi, non ho mai avuto il coraggio di rivolgergli la parola per dirgli cosa rappresentasse per me. Ora me ne pento.
Ciò che mi ha fatto decidere di scrivere questo piccolo post infrangendo i miei propositi è una notizia che ho letto ieri: sul sito change.org è partita una petizione per trasformare Galleria Passarella, il luogo in cui si affacciava l’iconico store milanese, in un luogo dedicato allo stilista-imprenditore.
La richiesta nasce dal fatto che Fiorucci “ha rappresentato la moda, il design, la creatività ed è stato testimonial assoluto della nostra città: un uomo di grande sensibilità e di grande coerenza umana e progettuale, oltre che figura di spicco a livello internazionale”.
Non c’è nulla da aggiungere se non che io ho già firmato: al momento, mi sembra l’omaggio migliore.
Un paio di anni fa, in un post dedicato a Ottavio Missoni, scrissi di non avere il coraggio di dare del tu a un signore di 92 anni che non era un parente né un amico: ecco, chiamatemi incoerente ma oggi riesco a dire solo ciao Elio.
Grazie per i primi semi (quelli dell’amore per moda, design e bellezza) che hai piantato nella mia testa e nel mio cuore. Sono poi fioriti, sai.

Manu

Per firmare la petizione su change.org: qui

Uno dei miei incontri silenziosi con Elio Fiorucci: qui. Un post in cui raccontavo una piccola parte della sua storia: qui.

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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso e porto avanti con entusiasmo questo blog: detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo oppure potete propormi la visione di “Ghost”: inguaribile romantica (e ottimista), riesco ancora a sperare che il finale triste si trasformi in un "happy end".

Glittering comments

TheFashion Commentator
Reply

Cara Manu,
la testa ci porta a fare promesse che non manterremo mai, ma il cuore ci riporta sulla retta via, SEMPRE. Hai fatto bene a scrivere questo post, perché nonostante ti ri-apra delle ferite che non si possono rimarginare in così breve tempo (e difficilmente si rimargineranno anche in futuro), ci hai invitato a passare all’azione, a fare qualcosa di concreto per rendere giustizia all’attenzione che la moda si merita in Italia e a maggior ragione a Milano. Ti sono vicino…col cuore!
Ale
PS: Se la prossima volta siamo insieme ad un evento e sei spaventata/intimidita da un personaggio che vuoi conoscere, facciamoci forza e andiamoci insieme, altrimenti ci pentiremo sempre di non avergli mai detto che è un mito per noi! E si sa che i complimenti fanno sempre tanto bene all’autostima.

Manu
Reply

Alessandro carissimo,
ho gli occhi pieni di lacrime per queste tue parole affettuose che sono un balsamo per certe mie ferite.
Una lacrima è scivolata giù per la guancia ed è finita nella tastiera, ma non mi importa.
Spero con tutto il cuore che avremo molte occasioni di eventi da condividere, in quanto amo la visione profonda, intelligente e acuta che tu hai della moda. Hai ragione, insieme ci si fa forza.
Un abbraccio e un enorme grazie,
Manu

P.S.: per caso hai letto il ricordo di Giusy Ferré (qui)? Traccia davvero un bel ritratto di Elio Fiorucci, in quell’ottica di giustizia e attenzione che hai giustamente menzionato e – cosa buffa – esordisce anche lei parlando di timidezza.

FIORUCCI Augusta
Reply

Cara Manù,
grazie per le tue bellissime parole!
Ho ancora parecchie difficoltà a capacitarmi che quel genio innovatore sempre gentile, ci abbia lasciati. Siamo tutti tristi, inconsolabili, lui certo non avrebbe voluto cosi!
Il suo sorriso ci avrebbe aiutato a dimenticare la disavvetura.
Il suo abbraccio ci avrebbe consolato!
Lui era buono, lo era con tutti.
Le vostre lettere, le vostre immagini, le vostre testimonianze del bene per lui, mi fanno del bene. Un sostegno prezioso per affrontare ogni giorno senza il mio papà, cosi speciale!
Un abbraccio e ancora grazie
Augusta

Manu
Reply

Augusta cara, anzi carissima…
Non sai quante volte ho letto e riletto le tue parole, emozionata e incredula per il fatto che tu possa essere arrivata a me e a questo mio piccolo spazio.
Non mi devi ringraziare, sono piuttosto io che ringrazio te mille volte, piena di gratitudine e di stima: il tuo papà può essere molto orgoglioso di te, con questo tuo intervento hai dimostrato lo stesso grande cuore che aveva lui.
Sono felice che parole e testimonianze possano essere un sostegno: credimi, non oso immaginare quale vuoto debba aver lasciato presso di voi un uomo tanto speciale. E perdonami se non so trovare migliori parole di conforto, ma credo sarebbero comunque tutte inutili: percepisco il tuo dolore ma anche la tua voglia di essere forte proprio per lui e dunque mi limito a mandarti un abbraccio enorme e intenso. Spero ti arrivi.
Nonostante tu sia portatrice di un grande dolore, sei riuscita a farmi un grande dono, sai. Come ho scritto, sebbene avessi incrociato il tuo papà varie volte, non ho mai avuto il coraggio di parlargli esprimendogli la mia ammirazione: il fatto che tu abbia letto questo piccolo omaggio mi rasserena un poco, per me è come se tu fossi il suo prolungamento e sono certa che tra voi esiste un legame speciale che c’è stato e ci sarà, sempre, quindi è un po’ come se – finalmente – avessi detto a lui quanto fosse importante per me come lo è stato per moltissime persone.
Spero che la petizione vada a buon fine e che il Comune di Milano faccia ciò che è giusto, un omaggio doveroso della città a un uomo straordinario.
Non so come chiudere, mi sembra tutto così banale davanti al tuo grande lutto.
Ritorno all’abbraccio e aggiungo un sorriso, anche se un po’ triste, ma sono certa – come dici tu che ben lo conoscevi – che lui vorrebbe così.
Forza, Augusta.
Con stima immensa,
Manu

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