PARTE II — Tra luce e crepe: il Giappone che sorprende, resiste e si rivela

Di Federica Latorre

Ci sono viaggi che si ricordano per i luoghi, e altri che si sedimentano nei dettagli: un gesto, un silenzio, un’abitudine osservata quasi per caso. In Giappone, questi dettagli non sono marginali: sono la sostanza stessa dell’esperienza. Lasciata Kyoto, con la sua eleganza sospesa, il treno scivola verso Osaka come un cambio di tonalità musicale: dalla contemplazione si passa alla vitalità.

Se nella prima parte del viaggio il Giappone si era rivelato come una straordinaria architettura dell’armonia — nei templi di Kyoto, nel silenzio di Kamakura, nei rituali codificati della vita quotidiana — ora emerge una domanda più complessa: cosa accade quando questa armonia incontra il desiderio, il divertimento, la folla, l’individualità? È lungo l’asse che collega Kyoto, Osaka e Nara che questa riflessione inizia a prendere forma. Qui il Giappone non perde la sua eleganza, ma mostra le tensioni che la rendono possibile. E si comprende che l’armonia non è uno stato naturale: è una costruzione quotidiana, fragile, continuamente negoziata. Leggi tutto

PARTE I — Il Giappone come promessa: ordine, silenzio e meraviglia

di Federica Latorre

C’è un momento, in ogni viaggio, in cui si capisce che non si tornerà a casa uguali. Per me, quel momento ha avuto il suono ovattato delle porte automatiche della metropolitana di Tokyo e il ritmo ipnotico delle luci di Shinjuku: un ingresso quasi teatrale in un Paese che sembra vivere, simultaneamente, nel futuro e in una forma raffinatissima di passato.

Il Giappone non si visita: si attraversa come un testo complesso, stratificato, che richiede attenzione, rispetto e — soprattutto — disponibilità a mettere in discussione i propri parametri culturali. Leggi tutto

Ecco perché “Guida per salvarsi la vita viaggiando” è il libro di Lonely Planet che tutti dovremmo avere

Moltissime persone collezionano oggetti di ogni tipo: borse, scarpe, magneti, insomma, qualsiasi cosa. La mia collezione, invece, è del tutto evidente appena si varca la porta di casa. Colleziono orgogliosamente guide di viaggio e no, non le chiamo guide turistiche, perché tra viaggiatori e turisti c’è un abisso, ma a questo dedicheremo un capitolo a parte. Tra queste c’è lei, la protagonista di questo articolo: Guida per salvarsi la vita viaggiando.

Quando mi è apparsa tra le proposte di Lonely Planet, il desiderio di aggiungerla alla collezione è stato istantaneo. Mi sono innamorata del titolo, della copertina, dei colori e mi sono fidata delle mie sensazioni. Sapete una cosa? Ho fatto proprio bene a fidarmi del mio istinto! Ed è per questo che vi svelerò perché Guida per salvarsi la vita viaggiando è il libro che tutti dovremmo avere. Leggi tutto

Alla scoperta di Madrid, la capitale umana per eccellenza

Se si è abituati a vivere in piccole realtà, l’idea di passare qualche giorno in una grande città può dare qualche preoccupazione. Madrid, però, può essere la soluzione perfetta per visitare una capitale senza senso di smarrimento: è una città completamente a misura d’uomo.

Il fulcro spagnolo si muove a un ritmo soave e ordinato. Si percepiscono equilibrio ed equità. Ha un animo attento e inclusivo. In ogni calle c’è una vita diversa, da scoprire metro dopo metro.

Già dall’arrivo in aeroporto, Madrid colpisce e stupisce. Si percepisce da subito un’attenzione all’ambiente da cui possiamo solo prendere appunti. Leggi tutto

Museo del Profumo Fragonard a Parigi, quando è l’olfatto a guidare il viaggio

Un viaggio a Parigi richiede di inserire nella lista di ciò che è assolutamente necessario visitare alcuni luoghi iconici, ormai entrati nella fisionomia della città. Quando si visita Parigi, però, occorre ricordare che sono i sensi a doverci guidare nella scelta, soprattutto gusto e olfatto. Sarà proprio l’olfatto a condurre il viaggiatore alla scoperta del Museo del Profumo Fragonard, un tesoro inaspettato e imperdibile per gli amanti delle migliori fragranze.

Situato nei pressi dell’Opera Garnier, il Museo del Profumo Fragonard è pronto ad accogliere curiosi e visitatori che giungono al civico 9 di Rue Scribe. Già dall’ingresso, si viene avvolti da maestosità ed eleganza, trasportati in un luogo piacevolmente lontano nel tempo. Leggi tutto

Parigi, il dovere di perdersi nella meraviglia e di innamorarsi della Ville Lumière

Parigi è una magia di cui non si conosce la formula. Ha quell’ineguagliabile potere di incantare passo dopo passo. Lascia senza parole indipendentemente da quante volte possano essere state percorse le sue strade. Ha un’eleganza snob che profuma di burro e pane appena sfornato. Ha dei tratti inconfondibili, che la caratterizzano in ogni suo angolo.

Perdersi a Parigi almeno una volta nella vita è un diktat, un imperativo morale che impone di farsi travolgere da una bellezza incontrastata.

In questo naufragare edonistico esistono, però, delle tappe imperdibili e degli spunti che meritano di essere messi in lista prima di partire per la Ville Lumière. Leggi tutto

Oltre Narvik: viaggio nel cuore del Nord tra orsi, Sami e Mare Artico

Autunno in anticipo

Nel Nord della Norvegia, l’autunno arriva quando in Europa è ancora estate.

A fine agosto, tra Narvik e Tromsø, il paesaggio si trasforma in un mosaico di rossi, gialli e arancioni intensi.

Le betulle si accendono come fiamme, i licheni si stendono sui massi come tappeti di velluto. L’aria, tagliente e pura, preannuncia l’inverno che incombe.

È una stagione breve e struggente, quella che i norvegesi chiamano høst: la stagione in cui la luce comincia a fuggire e tutto si prepara al lungo sonno del Nord.

La strada da Narvik verso Tromsø è una delle più affascinanti della Norvegia settentrionale. Corre tra fiordi profondi e montagne che sembrano nascondere segreti. È un tratto di E6, l’arteria che attraversa tutto il Paese, ma qui diventa qualcosa di diverso: un filo d’asfalto che lega civiltà e natura in un equilibrio quasi mistico. Leggi tutto

Le Lofoten, dove la bellezza diventa ferita

Il mondo finisce così: non in un’esplosione, ma in un silenzio.

E quel silenzio io l’ho trovato qui, alle Lofoten. Non un silenzio qualsiasi, ma quello artico: feroce, assoluto, un vuoto che pesa come piombo e che non consola. È un silenzio che ti inchioda al paesaggio, ti sputa addosso la verità che sei piccolo, ospite, fragile.

Abbiamo guidato lungo la costa come chi segue una cicatrice sulla pelle della terra. Curve e controcurve, l’asfalto stretto tra il mare e montagne che si alzano improvvise, nere, verticali, come coltelli piantati nell’acqua. Qui niente è morbido: il vento taglia, l’acqua taglia, persino la luce taglia.

È autunno, e in Norvegia è un tempo di transizione, un’attesa silenziosa prima dell’inverno. Per noi, che veniamo dal sud, diventa uno spettacolo di colori arrugginiti, cieli bassi e nuvole che sembrano volerci schiacciare. Leggi tutto

Palermo, la meta perfetta per uno, nessuno, centomila

Se cerchi ordine e perfezione, Palermo non fa per te.

Se hai bisogno di silenzio, Palermo non fa per te.

Se ti aspetti una città patinata ed artefatta, Palermo non fa per te.

Se, al contrario, sei disposto a perderti, farti mille domande, guardarti dentro, immergerti nel caos ed apprezzare l’autenticità, allora Palermo è esattamente ciò di cui hai bisogno.

Sì, perché Palermo è la meta ideale se la vita almeno un po’ ti ha spezzato e ti ha spinto a ricostruirti, senza darti il libretto di istruzioni. È una città colma di contraddizioni, talmente piena di bellezza e storia da far girare la testa. È un luogo che ti obbliga a guardarti costantemente attorno per scoprirne ogni tratto, per cogliere ogni sfumatura. È in grado di destabilizzarti e di farti ritrovare un equilibrio in pochissimi passi. Leggi tutto

Dublino, l’anima d’Irlanda

Dublino: un viaggio tra emozioni, leggende e paesaggi senza tempo

A quanto pare, c’è magia nell’aria di Dublino. Non quella che si esibisce nei teatri, fatta di illusioni e trucchi di mano, ma quella che si respira tra le strade antiche, che si insinua nelle conversazioni dei pub e che si riflette negli occhi di chi vi abita. Un’energia impalpabile, sospesa tra passato e presente, tra storia e poesia. Camminare per Dublino è come sfogliare un vecchio diario scritto con inchiostro e passione: ogni pietra custodisce un segreto, ogni porta colorata nasconde una storia, ogni istante si trasforma in un ricordo indimenticabile.

Dublino e il suo spirito immortale

Dublino non è solo una città, sarebbe riduttivo definirla così.  È un teatro a cielo aperto, un palcoscenico dove la vita si racconta senza pudori. Qui la musica di strada si mescola ai discorsi accesi dei vecchi nei pub, mentre le risate dei giovani riecheggiano tra le mura secolari. E poi c’è il fiume Liffey, testimone muto delle vicende di un popolo orgoglioso, che scorre lento come il tempo nelle ballate gaeliche. Camminando lungo le sue sponde, mi sono sentita parte di un racconto antico, dove il passato non è mai polvere, ma linfa che nutre il presente. Leggi tutto

Il mio viaggio negli Stati Uniti tra riflessioni, sentimenti, sensazioni

Recentemente, nel mese di novembre, ho fatto un viaggio negli Stati Uniti. Destinazione California con incursioni negli stati limitrofi di Arizona, Utah e Nevada.

È un viaggio che desideravo fare da sempre e che io e mio marito Enrico abbiamo condiviso con i nostri amici Isa e Luca. È stato dunque un viaggio di piacere, non di lavoro.

Siamo atterrati a San Francisco, dove abbiamo soggiornato per un paio di giorni, poi abbiamo ritirato il camper che avevamo noleggiato. Ci siamo spostati lungo la costa californiana fino ad arrivare a Los Angeles attraverso varie tappe tra cui Santa Cruz e Carmel-by-the-Sea. Da lì abbiamo fatto rotta verso l’interno, visitando il Joshua Tree National Park, il Grand Canyon e la Monument Valley. Dopodiché abbiamo puntato su Las Vegas. Salutato il nostro camper, fidato compagno di viaggio, abbiamo esplorato la città. E da lì siamo infine ripartiti per l’Italia.

Vi dico subito cosa state per NON leggere.

Questa NON è una guida di viaggio. Ne esistono già tante e alcune sono fatte davvero bene. Quindi non serve certo la mia. Leggi tutto

Belle scoperte che amo condividere: il Museo dell’Arte della Lana di Stia

Dalla pagina Facebook del Museo dell’Arte della Lana di Stia (AR)

Mi sto appasssionando sempre più a un fenomeno che reputo molto interessante: quello dei musei d’impresa.

Che cosa si intende con questa espressione?

Prima di tutto, va sottolineato che essa mette insieme due realtà – il museo e l’impresa – che, finora, sono stati comprensibilmente distanti nell’immaginario comune: si tratta di rendere disponibili e accessibili a tutti archivi, documenti, materiali, oggetti, prodotti, macchinari che raccontano la storia dell’impresa e dei suoi protagonisti.

Forti della loro storia, tante imprese italiane (grandi, medie e piccole) stanno decidendo di investire nella valorizzazione del proprio patrimonio industriale, mettendolo a disposizione della collettività e andando a costruire un ponte sospeso tra passato e futuro, un ponte che unisce persone, lavoro, cultura, tradizione e innovazione.

Molti musei di impresa ruotano attorno al Novecento, un passato che è già storia ma storia recente, tanto che la memoria si salda all’esperienza viva e, spesso, alla viva testimonianza di persone ancora presenti.

Ho avuto l’opportunità di scoprirne e visitarne due e, per entrambi, ho condiviso la mia esperienza attraverso il blog: mi riferisco alla splendida Galleria Campari di Milano (precisamente di Sesto San Giovanni) e a un luogo incantevole che si chiama Petit Écho de la Mode e si trova a Châtelaudren, cittadina situata nel dipartimento della Côtes-d’Armor in Bretagna, Francia.

Nata nel 2010 grazie al progetto di riqualificazione dello stabilimento storico originario, la Galleria Campari è un museo aziendale, interattivo e multimediale, che ospita mostre e iniziative volte a esplorare le diverse intersezioni tra il marchio Campari e ambiti quali l’arte, il design e la moda: vi sono stata varia volte e ne ho parlato qui, a proposito di una mostra, e qui, a proposito della proiezione di un film-documentario.

Inaugurato nel 2015, Le Petit Écho de la Mode era un tempo la sede dell’omonimo giornale: grazie a un’opera di ristrutturazione molto intelligente e molto ben condotta, è oggi un centro culturale polivalente che ruota attorno alla storia e alla tradizione di quella rivista. Ospita mostre ed eventi e consente la consultazione dell’archivio: l’ho visitato lo scorso agosto in occasione di un viaggio in Bretagna e ho condiviso tutti i dettagli qui.

Nell’ottica di due mie grandi passioni (quella per la condivisione di tutto ciò che profuma di bellezza e cultura e quella per il mio Paese, l’Italia), desidero oggi condividere la scoperta di un altro bellissimo museo d’impresa: lo scorso novembre, grazie a una cara amica di nome Loredana, ho potuto visitare il Museo dell’Arte della Lana situato nel complesso del Lanificio di Stia, in Casentino.

Il Casentino è per me una delle zone più belle della Toscana: è una delle quattro vallate principali della provincia di Arezzo ed è quella in cui scorre il primo tratto del fiume Arno. Leggi tutto

Belle (ri)scoperte che amo condividere: Musée Christian Dior a Granville

Durante il mese di agosto, in occasione delle vacanze, sono tornata in Bretagna e Normandia, due regioni francesi che amo immensamente e che, anche stavolta, sono state molto generose nei miei confronti regalandomi moltissimi spunti quanto a bellezza, conoscenza e cultura.

Attraverso un post recente ho condiviso la scoperta di un posto splendido che si chiama Petit Écho de la Mode e che si trova a Châtelaudren, cittadina situata nel dipartimento della Côtes-d’Armor in Bretagna: un tempo era la sede di un giornale dal titolo omonimo e oggi, grazie a un’opera di ristrutturazione molto intelligente e molto ben condotta, è un centro culturale polivalente che ruota attorno alla storia e alla tradizione di quella rivista.

Stavolta, desidero condividere la scoperta – o meglio la riscoperta – di un altro luogo di grande ispirazione in Normandia: si tratta della casa di infanzia di uno dei più grandi couturier di tutti i tempi e che ospita ora un museo proprio a lui dedicato.

Mi riferisco a Christian Dior che nacque a Granville il 21 gennaio 1905: la villa di famiglia in cui Monsieur Dior ha trascorso anni felici ospita oggi un museo nel quale io non tornavo dal 2012 e che quest’anno ho voluto nuovamente visitare.

Granville si affaccia sullo splendido golfo di Saint-Malo: la villa in cui si trova il Musée Christian Dior è costruita sul promontorio roccioso, con una vista mozzafiato, ed è circondata da un giardino incantevole.
È sempre bello tornare in questo luogo colmo di grazia e di pace: stagione dopo stagione, ospita tra l’altro mostre sempre diverse e che mirano a tenere costantemente vivo il ricordo nonché la straordinaria eredità del grande couturier. Leggi tutto

Belle scoperte che amo condividere: Le Petit Écho de la Mode

Come a tutti (credo), capita anche a me di vedermi affibbiare nomignoli e soprannomi vari.
Tempo fa, qualcuno ha fatto un paragone tra me e un “cane da tartufo” e devo dire che l’ho trovato particolarmente simpatico, divertente e calzante.
In effetti, con un cane da tartufo ho in comune pazienza, scrupolosità e perseveranza; la differenza pratica è che, al posto di preziosi, profumati e succulenti tuberi bianchi e neri, io cerco cose belle e buone tra vari ambiti che comprendono moda e arte, senza confini né paletti né pregiudizi. E spero quindi di avere anche lo stesso fiuto di un cane da tartufo.
Questo paragone mi piace, insomma, perché racconta la caratteristica che di me preferisco, quella di piccola ricercatrice del bello, di ostinata cultrice di tutto ciò che profuma di crescita, miglioramento e positività.

Credo pertanto che per far ripartire il blog dopo le vacanze non esista miglior modo del condividere una scoperta fatta durante le mie rigeneranti vacanze e di condividerla con tutti voi, miei carissimi amici che mi fate il dono e l’onore di leggere queste pagine virtuali.

Durante il mese di agosto, sono tornata in Bretagna e Normandia, due regioni francesi che amo immensamente e che, anche stavolta, sono state molto generose nei miei confronti regalandomi moltissimi spunti quanto a bellezza, conoscenza e cultura: in particolare, desidero condividere con voi la scoperta di un posto splendido che si chiama Petit Écho de la Mode.

Si trova a Châtelaudren, cittadina situata nel dipartimento della Côtes-d’Armor in Bretagna, e un tempo era la sede di un giornale dal titolo omonimo: oggi, grazie a un’opera di ristrutturazione molto intelligente e molto ben condotta, è un centro culturale polivalente che ruota attorno alla storia e alla tradizione di quella rivista. Leggi tutto

Perché a qualcuno potrebbe o dovrebbe «fregare» di andare a Lione

Sì, lo so: si parla da moltissimo tempo della ferrovia Torino – Lione, generalmente definita TAV (da treno ad alta velocità sebbene sarebbe in realtà una linea mista) e che andrebbe ad affiancare la linea storica già esistente tra la città italiana e quella francese.
Se ne parla spesso, tra infinite polemiche e malintesi, tra pro e contro, tra favorevoli e contrari; eppure confesso che, quando ho deciso di passare un paio di giorni proprio a Lione, non sapevo nulla della esternazione del nostro Ministro Toninelli.
Mi era sfuggito che, durante la trasmissione Coffee Break su La7, la mattina dello scorso 4 febbraio, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo Conte avesse dichiarato «Chi se ne frega di andare a Lione, lasciatemelo dire».
L’ho scoperto solo quando, instagrammando foto delle mie giornate lionesi, una persona simpatica e sempre piacevolmente ironica ha commentato: «Toninelli ti chiederebbe ‘ma che ci fai mai a Lione’… tu la risposta ce l’hai».

A Lione ci sono andata per accompagnare mio marito che doveva partecipare a un concorso internazionale di modellismo: per la precisione, Enrico costruisce e dipinge figurini e miniature storiche e fantasy.
E ci sono andata, anzi, tornata volentieri in quanto serbavo un ottimo ricordo della città che avevamo già visitato nel 2014: l’ho riscoperta anche più piacevole di quanto già fosse nei miei ricordi, con un’atmosfera vitale e frizzante che mi piace molto.

Parrebbe quindi, caro Ministro Toninelli, che vi sia qualche folle al quale andare a Lione interessi e che trova addirittura varie motivazioni per farlo.

Ora – non ho alcuna intenzione di scendere nel merito della questione della ferrovia Torino – Lione.
Né voglio parlare di politica o – meglio ancora – non desidero schierarmi pro o contro nessun partito.
E non avevo minimamente pensato di scrivere un post sul mio breve soggiorno ma, riguardando le foto che ho scattato a Lione, mi sono detta che l’esternazione del Ministro Toninelli era davvero infelice e ingiusta quanto fuori luogo.
Di conseguenza, se avete voglia di venire con me, ho il desiderio di condividere con voi qualche parola e qualche foto, senza alcuna polemica ma solo per elencare i motivi (oltre a quelli personali e soggettivi che ho finora citato) per i quali a qualcuno (o a molti) potrebbe invece «fregare» – eccome! – di andare a Lione.

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Pensieri (in questo caso quasi ordinati) da Kokkari…

Stavolta Kokkari mi ha tirato un bel colpo basso…
Camminavo per raggiungere Calma Beach e, svoltato l’angolo in cui la vista si apre completamente, mi si è parata davanti la piccola baia in una calma assoluta.
Perfettamente immobile.
Perfettamente cristallina e trasparente.
Per un istante, il mio cuore si è fermato – lo giuro.
Ancora pochi passi e sono arrivata in spiaggia, mi sono spogliata in un attimo e sono entrata in acqua.
L’acqua era fresca e ho iniziato a nuotare pianissimo, senza quasi muovere la superficie liquida attorno. Dopo pochi lentissimi movimenti, avevo metri d’acqua sotto di me, acqua così trasparente che potevo vedere ogni dettaglio sul fondo, le pietre e la vegetazione e i pesci, a occhio nudo e senza nemmeno mettere la testa sotto la superficie.
Poi, a un certo punto, l’acqua mi ha come ipnotizzata: non galleggiavo, ero semplicemente sospesa nel vuoto. Come se non fossi più in acqua ma a mezz’aria. Non c’era più nulla, nemmeno il mio corpo e i suoi naturali confini fisici.
Avevo provato questa sensazione tanto intensa e assoluta una volta soltanto, dieci anni fa, in Polinesia. Solo lì avevo visto un’acqua così quieta e trasparente da sparire, lasciando me e i pesci in uno spazio rarefatto, fuori dal tempo e dallo spazio.
Ho immerso la testa sott’acqua per fondere in una sola cosa il mare e le lacrime che mi rigavano il volto già da un po’. Sale con sale, così che nessuno potesse vederle più, anche se le lacrime continuavano a sgorgare senza che io potessi fare nulla per fermarle.
Mi sono lasciata andare e ho allineato il corpo con la superficie: così sospesa, mi sono fatta cullare…
Te lo ridico: che colpo basso mi hai tirato, Kokkari.
Mi hai aperto il cuore in quattro quando non me lo aspettavo, quando ero senza difese. Senza aculei come il riccio di ieri a Mykali.
Ora prenditi pure quel che resta del mio cuore, tanto era comunque già tuo.

Manu

{Sono appena rientrata da Samos e ho voluto condividere con voi questi pensieri, scritti qualche giorno fa e pubblicati nel mio profilo Instagram insieme alla foto che ho scattato in tale occasione.
Non so, volevo condividere il tutto anche qui

Samos (con il piccolo paese di Kokkari) è il luogo che io chiamo la mia isola felice, metaforicamente (visto che è un modo di dire) ma anche concretamente (visto che è un’isola e che lì mi sento sempre, sempre, sempre felice).
È la quarta volta che Enrico e io ci torniamo e lo scorso anno, rientrando, avevo pubblicato due post, il primo spiegando perché trascorro le vacanze in Grecia e il secondo dando qualche dritta proprio per Samos.
Ai consigli e ai nomi già dati in tali occasioni, aggiungo la pensione di Kokkari in cui abbiamo dormito quest’anno (si chiama Blue Sky, è semplice ma pulitissima e con un prezzo davvero vantaggioso) e le meravigliose spiagge di Kedros e di Kaladakia con la sua incantevole caverna blu.
Trovate tantissime foto di questi e di tutti gli altri luoghi nel mio profilo Instagram.
Concludo con una promessa: settimana prossima, A glittering woman torna con la programmazione abituale.
Parleremo di donne, attraverso un’iniziativa che unisce vari settori e attraverso un importante progetto anti-violenza…}

Villa Litta di Lainate, quando paradiso e stupore sono vicino casa

Ha proprio ragione chi sostiene che, per fare grandi viaggi, non sia affatto necessario affrontare grandi spostamenti.
Così come ha ragione chi sostiene che, talvolta, possa capitare di conoscere meglio luoghi lontanissimi rispetto a luoghi che abbiamo a pochi chilometri da casa.

Della prima teoria, sono io stessa una convinta sostenitrice – le belle scoperte non dipendono dalla distanza, lo credo fermamente – mentre, per quanto riguarda la seconda teoria, ho un pensiero che non pretendo essere verità assoluta ma che è vero per quanto mi riguarda: il fatto che a volte io non riesca a visitare luoghi vicini e facilmente raggiungibili non è questione di alterigia o superbia, bensì un po’ di semplice quanto banale stupidità.

Come tanti, tendo talvolta anch’io a rimandare visite a luoghi vicini nella sciocca illusione che tanto avrò sempre tempo o modo di farlo: sbaglio, invece, poiché il tempo passa impietoso e intanto perdo occasioni preziose.

È esattamente ciò che è accaduto con la splendida Villa Visconti Borromeo Litta di Lainate: da molto tempo ne sentivo parlare e da altrettanto ne rimandavo la visita.
Per fortuna, è arrivato un graditissimo invito (grazie M.T.) e così, grazie a una piccola e comoda trasferta organizzata per giornalisti e blogger da Milano, ho finalmente colmato questa mia imperdonabile mancanza, pentendomi abbondantemente per il ritardo, vista la meraviglia assoluta del luogo nonché la sua particolarità e unicità.

Non solo: giovedì 19 luglio, in occasione di tale visita, ho potuto assistere alla proiezione di un interessantissimo docu-film su Villa Litta, scritto e diretto da Francesco Vitali con la collaborazione di Claudia Botta. Leggi tutto

Vi porto con me a Samos in Grecia con qualche piccola dritta :-)

A volte, il tempo sa essere capriccioso e bizzarro quanto un bimbo un po’ monello.

Qui a Milano sembrava essere arrivato l’autunno annunciato da mattinate piuttosto grigie; oggi, invece, sembrava di essere tornati indietro e pareva di essere a inizio primavera.

E così, dopo il post attraverso il quale ho cercato di spiegare dettagliatamente perché quest’anno (e tante volte in passato) ho scelto la Grecia e l’isola di Samos per le mie vacanze, in un pomeriggio di sole (e vento!) meneghino, mi è venuto il desiderio di scrivere un secondo post con il quale condividere un po’ di dritte e consigli pratici.

Partiamo con un piccolo vademecum di cosa – secondo me – è indispensabile portare con sé per una vacanza su un’isola greca.

Perché, nonostante io creda che il viaggio perfetto non è certo quello in cui si sia seguito un programma scrupolosamente studiato (la rigida programmazione è una cosa che mi provoca sempre una certa allergia, figuriamoci in vacanza), credo comunque che qualche scelta furba prima di partire sia necessaria, proprio per riuscire a garantirci quella sensazione di benessere (e mi riferisco soprattutto a quello dell’anima) che è invece il fulcro di una vacanza ben riuscita.

1 – Mettete in valigia costumi, canottiere, t-shirt, pantaloncini e, in generale, capi comodi e pratici: se l’abbigliamento informale non è di solito consentito a molti di noi nell’arco dei lunghi mesi lavorativi, in Grecia è al contrario praticamente obbligatorio e va bene da mattina a sera. È una buona idea aggiungere un pareo che può servire in tante occasioni, dalla possibilità di proteggere le spalle da sole e vento fino a poter improvvisare una seduta ovunque.

2 – Per le infradito di gomma vale lo stesso principio di cui al punto 1: se in città sono – secondo me – assolutamente da bandire, in Grecia diventano invece assolutamente consigliate e direi necessarie. Se proprio le odiate, vanno bene dei sandali i quali possono risultare perfetti anche per la sera. Comodi, mi raccomando, niente tacco. Leggi tutto

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