Com’è andata la camminata di Mothers’ Call for Peace, madri palestinesi e israeliane unite per la pace

Come annunciato anche da noi di a A glittering magazine, madri palestinesi e israeliane hanno camminato insieme martedì 24 marzo a Roma per la Barefoot Walk, Mothers’ Call for Peace. La camminata a piedi nudi mira a promuovere un’azione globale con due obiettivi precisi: sollecitare i leader mondiali affinché venga posta fine al conflitto israelo-palestinese e far sì che le donne vengano ammesse al tavolo dei negoziati per la pace.

La Barefoot Walk è un’iniziativa di Mothers’ Call, missione congiunta del movimento palestinese Women of the Sun e del movimento israeliano Women Wage Peace. Si fonda su un appello che unisce donne e madri di entrambi i popoli nell’obiettivo di garantire sicurezza, dignità e un futuro ai propri figli (qui). Leggi tutto

22 marzo, Giornata dell’Acqua, l’attrice e cantante Kaze e Amref raccontano “il peso dell’acqua”

La Giornata dell’Acqua, formalmente Giornata mondiale dell’acqua o World Water Day, è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992. Si celebra ogni 22 marzo per ricordare che, nel mondo, 2,2 miliardi di persone non hanno ancora accesso ad acqua potabile gestita in modo sicuro. Solo in Africa sono 845 milioni (Joint Monitoring Programme – OMS/UNICEF).

In Africa Sub-Sahariana, tra il 70% e il 76% del carico della raccolta d’acqua è affidato a donne e bambine. La mancanza di servizi igienici sicuri nelle scuole è la causa principale dell’abbandono scolastico delle ragazze adolescenti, costrette a lasciare la scuola anche a causa delle mestruazioni.

Ogni giorno, circa 1.000 bambini e bambine sotto i cinque anni muoiono globalmente a causa di malattie diarroiche legate ad acqua e igiene non sicure. Leggi tutto

Barefoot Walk for Peace, madri palestinesi e israeliane a Roma per la pace il 24 marzo

In un tempo segnato dall’inasprirsi del conflitto in Medio Oriente, mentre migliaia di donne e bambini continuano a pagare il prezzo più alto, A glittering magazine desidera segnalare un’iniziativa internazionale che mette al centro le voci delle madri.

Madri palestinesi e madri israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma il giorno martedì 24 marzo. Uniranno le loro voci nella Barefoot Walk, Mothers’ Call for Peace, l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

A guidare il cammino simbolico saranno Reem Al-Hajajreh e Yael Admi, candidate al Premio Nobel per la Pace. Insieme attraverseranno la città a piedi nudi in un gesto potente e universale. Il percorso partirà dall’Ara Pacis e si concluderà alla Terrazza del Pincio, trasformando Roma in un palcoscenico internazionale di dialogo e speranza. Leggi tutto

MILOVE per Visita Sospesa, un umano incontro tra bellezza e cura

Per noi di A glittering magazine è sempre un piacere tornare a parlare di progetti di cuore, bellezza e cura. Con gioia, quindi, torniamo a parlare di MILOVE, raccontandovi l’esito che il progetto ha avuto e i frutti che sono stati raccolti durante l’evento, precisamente un charity shop, che si è tenuto in Piazza Alvar Aalto dal 20 al 23 novembre 2025.

Abbiamo raccolto 95.664 euro. È una cifra che, detta così, potrebbe sembrare solo un risultato. Ma c’è un filo che non si è interrotto quando l’evento è finito: nei giorni successivi, sono arrivate altre donazioni legate a MILOVE. E così il totale è diventato 104.664 euro.

Ed è qui che quel numero cambia forma. Questo ricavato andrà a sostenere l’iniziativa Visita Sospesa® di Welcomed e potrà trasformarsi, nel 2026, in visite mediche, percorsi riabilitativi e supporto psicologico per bambini, ragazzi e famiglie che, da soli, non riuscirebbero ad accedervi. Leggi tutto

Un Cuore di Maglia per i neonati in Terapia Intensiva Neonatale

Speranza è una parola importante. Mi rendo conto di quanto io la usi spesso, di quanto tutti noi la usiamo spesso. L’ho appena usata per parlare di un progetto di reinserimento dei detenuti nella società. L’ho usata un paio di settimane fa per dare notizia di MAMI, un progetto decisamente agli antipodi.

Messo a punto da Mainetti Italia, MAMI nasce dal desiderio di portare conforto ai neonati prematuri nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale (TIN). Consiste in speciali guanti che hanno la funzione di avvolgere i piccoli e di farli sentire protetti e coccolati, soprattutto quando i genitori non possono essere presenti. Per realizzare il progetto, Mainetti ha realizzato uno studio attento ai minimi dettagli: è stato usato il tessuto migliore ed è stata attuata una politica di realizzazione a chilometro zero.

Un prodotto veramente e totalmente Made in Italy, insomma, che può essere realizzato anche grazie alla collaborazione con l’associazione di volontariato Cuore di Maglia. Ed è proprio di loro che desidero parlare oggi. Leggi tutto

Il progetto MAMI per i neonati prematuri delle Unità Intensive Neonatali

L’ho confessato in altre occasioni: la sofferenza dei bambini mi tocca profondamente.

Il solo pensiero mi è intollerabile, che si tratti di sofferenze e privazioni causate dalla guerra, dalla povertà, dalla malattia. Non ci sono graduatorie o classifiche quando si tratta di bambini. Trovo ugualmente atroce qualsiasi violazione e qualsiasi sopruso venga commesso su di loro, da chiunque e in qualsiasi luogo. Lo stesso vale per le malattie.

Non so se tale empatia derivi in qualche modo dal fatto di essere stata una bambina che ha conosciuto la sofferenza fisica. È stato un incidente, terribile, a mettere a repentaglio la mia vita. Ma ce l’ho fatta, sono stata salvata, dai miei genitori e dai medici, e ho potuto crescere e avere una vita piena. Leggi tutto

L’Ape Maia Experience parte dal Teatro San Babila a Milano

Dall’11 al 14 dicembre 2025, al Teatro San Babila di Milano, debutta L’APE MAIA EXPERIENCE, quattro giorni di festa tra musical, arte, divertimento e sostenibilità. Si tratta di un evento speciale che celebra i 50 anni della piccola ape più amata di sempre con il suo primo musical e una mostra ricca di meraviglia. Sul palcoscenico del teatro di Corso Venezia 2/A andrà infatti in scena la prima nazionale de L’APE MAIA – IL MUSICAL con testo e regia di Michele Visone. Nel foyer sarà allestito uno spazio speciale, a ingresso libero. Presenti le MAIA ART FIGURES e una preview della mostra L’APE MAIA 50 ANNI IN VOLO, organizzata in collaborazione con Fondazione Franco Fossati e WOW Spazio Fumetto. Leggi tutto

MILOVE, moda e solidarietà per le famiglie fragili di Milano

Ci sono tematiche e notizie che ci spingono a guardare ancor di più attraverso il cuore. Esistono momenti in cui bisogna sospendere il tempo, ascoltare, leggere e condividere. Ed è con immenso piacere che oggi condividiamo il comunicato stampa relativo all’iniziativa MILOVE.

“Dal 20 al 23 novembre torna il charity shop che devolve il 100% dei ricavi a Visita Sospesa® per aiutare bambini e famiglie in difficoltà di Milano. Leggi tutto

A tu per tu con Luca Trapanese: lui è “Nato per te”

Il 15 giugno al Teatro Excelsior di Empoli ed il 16 giugno al Teatro Manzoni di Milano, andrà in scena Luca Trapanese con “Nato per te – L’amore non chiede permesso”. Con l’occasione abbiamo avuto l’onore ed il piacere di intervistarlo.

È stato uno scambio a tu per tu denso di emozioni, di verità, di vita. Luca Trapanese è ormai da anni un simbolo ed è conosciuto per la sua storia personale, in particolare per il suo impegno verso la disabilità e per essere diventato il papà di Alba.

Luca Trapanese è anche molto altro e, con estrema gentilezza e disponibilità, ci ha dato modo di scoprirlo in questa intervista colma di umanità.

Da anni leggiamo il tuo nome sul web, un po’ ovunque, scoprendo la tua e la vostra storia, ma Luca Trapanese chi è?

Eh, Luca trapanese chi è? In realtà, Luca Trapanese, rispetto alla storia che lo ha fatto conoscere, cioè questo ragazzo, uomo, single, gay, napoletano che ha adottato per la prima volta una neonata di 27 giorni, è una persona che ha avuto una vita abbastanza rumorosa. Leggi tutto

World Press Photo of the Year 2025: Mahmoud Ajjour, 9 anni, ferito a Gaza

Ci sono due notizie recenti che hanno particolarmente attirato la mia attenzione.

La prima notizia è la morte di Fatima Hassouneh, palestinese, 24 anni, artista, fotogiornalista e attivista per i diritti femminili.

Fatima è morta a Gaza, assieme a tutta la sua famiglia, in un bombardamento dell’esercito israeliano. Collaborava con l’associazione Terre des Hommes, per testimoniare la situazione a Gaza e anche per il progetto She Leads a favore delle donne. Era protagonista di “Put Your Soul on Your Hand and Walk”, documentario della regista Sepideh Farsi che verrà presentato al prossimo Cannes Film Festival in Acid, sezione “parallela” in cui i film sono selezionati da registi della Association for the Diffusion of Independent Cinema. Alla presentazione avrebbe dovuto partecipare anche Fatima.

Dal 7 ottobre 2023, il numero di giornalisti, fotoreporter e operatori della comunicazione uccisi a Gaza è altissimo. Secondo CPJ – Committee to Protect Journalists, sono stati 176 i giornalisti e gli operatori dei media uccisi, 168 palestinesi, due israeliani e sei libanesi. Si aggiungono 93 giornalisti feriti, 2 dichiarati dispersi e 84 arrestati. I giornalisti uccisi hanno pagato con la loro vita (e spesso anche con quella dei loro cari, come nel caso di Fatima) un preciso impegno. Quello di testimoniare i fatti dall’interno e impedire una narrazione unilaterale.

Ed è anche per questo motivo che la seconda notizia assume ancora più rilevanza. Leggi tutto

Un motivo speciale per sostenere Buzzi Ospedale dei Bambini Milano…

Dalla pagina Fb dell’Associazione OBM Ospedale dei Bambini Milano – Buzzi Onlus

Ci sono questioni che toccano profondamente le mie corde più intime.
Tra tali questioni figura la malattia e, in particolare, l’approccio alla malattia e al dolore fisico.
Ho conosciuto il dolore in più occasioni e l’ho provato sulla mia pelle, letteralmente, soprattutto a causa di un grave incidente che ho subito da bambina: tutt’oggi porto le cicatrici indelebili, i segni di un’ustione che quasi mi privò della vita.
Credetemi se dico che, nonostante fossi piccolissima, il trauma è stato tanto forte che piccoli frammenti di quella terribile esperienza sono impressi nella mia memoria, sprazzi di dolore e momenti di angoscia (ero stata ricoverata in camera asettica e avevo paura) che sono perfino più profondi delle cicatrici fisiche che, da adulta, non ho infine voluto togliere.
Sostengo (sorridendo) di essere stata ricompensata per quel tragico incidente attraverso la fortuna di un’ottima salute; eppure, ho conosciuto la malattia attraverso tante (troppe…) persone care che fanno parte della mia vita. Alcune non ci sono più, purtroppo, ma sono presenti più che mai nel mio cuore.
L’ustione ha segnato la mia pelle e ha anche forgiato il mio animo: la mia soglia del dolore è abbastanza alta e sopporto piuttosto bene la sofferenza fisica ma, per paradosso, se sono disposta a sopportarla su me stessa, mi è invece difficilissimo accettarla in coloro che amo.
Un conto è soffrire in prima persona, un altro è veder soffrire coloro che amiamo: per quanto mi riguarda, preferisco di gran lunga essere io a provare dolore… non so, forse così ho l’illusione di poterlo controllare e di poterlo vincere ancora, così come è già stato. Leggi tutto

Creatività a quattro mani tra mamma e figlia con byMo design

Avviso: state per leggere l’ennesima delle storie di talento che amo raccontare qui in A glittering woman ed è una di quelle che hanno tutti gli elementi che preferisco.

Partiamo?
C’era una volta…
No, scusate: ci sono oggi due donne, precisamente una già adulta (che si chiama Laura) e una ancora bambina (che si chiama Viola).
A legarle è uno dei rapporti più intensi che esistano: sono mamma e figlia.

Dalla mente creativa di Laura Moalli, designer e fondatrice del marchio byMo design, nasce You are my Person: potrei forse descriverla come una linea di t-shirt, ma sarebbe limitativo poiché è il risultato di un lavoro a quattro mani e due cuori, quelli di Laura stessa e di Viola, la sua bambina di 9 anni.

Le t-shirt, in cotone bianco e rigorosamente Made in Italy, variano per la lunghezza delle maniche: lunghe, a tre quarti oppure corte.
Ciò che le rende particolari è il fatto di essere dedicate espressamente alle mamme e alle loro bambine: ogni modello, infatti, è disponibile sia per la mamma sia per la figlia, a partire dai 2 fino agli 11 anni, e Laura deve ringraziare la sua bambina perché le stampe che ornano le maglie sono la riproduzione dei disegni che Viola ha realizzato qualche anno fa, quando aveva tra i 5 e i 7 anni.
Viola è dunque una giovane artista in erba che Laura ha saputo riconoscere e coinvolgere in un progetto che, adesso, è il loro. Leggi tutto

Confidenze tra zia e nipote tra amore, logica e moda

Scenario: lettone, coccole e conversazioni serali tra una zia (io) e una nipote (la mia, Alissa, 7 anni e classe prima elementare appena finita).
«Zia, tu vai alle sfilate?»
«Sì, amore mio.»
«Ma le organizzi anche?»
«No, mi limito ad andarci, le guardo e poi racconto come sono state.»
«Ah, ma allora fai il giudice?»
Rimango interdetta per un attimo: faccio il giudice? Non avevo mai visto la cosa da questo punto di vista…
In effetti, semplificando parecchio, un giudice decide ed emette giudizi sulla base di prove e leggi: non faccio forse qualcosa di simile valutando il lavoro di uno stilista?
Mi chiedo se devo svelare alla cucciola le mie teorie: non mi piace emettere giudizi bensì semplici opinioni, mi piace essere costruttiva, parlo solo di ciò che amo lasciando che altri si occupino di ciò che non piace a me. Non per mancanza di coraggio, ma perché credo che tutti abbiano diritto a una possibilità. E via discorrendo, bla bla bla…
Ma no, meglio tacere – per una volta. Leggi tutto

Milano dalle app di Art Stories ai libri di Ada Cattaneo

In questi giorni, sono letteralmente galvanizzata dall’atmosfera che respiro: non solo sento la primavera in me, ma la noto attorno, la osservo invadere Milano, la mia città.

Stavolta non mi riferisco solo al risveglio della natura, ai cespugli e agli alberi fioriti che punteggiano ogni aiuola spezzando allegramente il ritmo monotono di cemento e asfalto: mi riferisco maggiormente al fermento culturale che sta animando le ultime settimane (e voglio escludere certi brutti episodi dei quali non ho alcuna voglia di parlare in questa sede).

Prima è stata la volta della Design Week, adesso è in corso l’Expo: inoltre, sono finalmente stati terminati i lavori sulla Darsena e nella Galleria Vittorio Emanuele II. Giorgio Armani e Miuccia Prada, due stilisti da sempre fortemente legati al capoluogo lombardo, hanno inaugurato i loro spazi dedicati ad arte, moda e cultura, l’Armani/Silos e la nuova sede della Fondazione Prada.

Amo da sempre il luogo in cui sono nata e cresciuta e trovo che, pur in mezzo a innegabili limiti e difetti, offra moltissimo: non apprezzo chi se ne lamenta a vanvera, soprattutto chi qui è stato accolto e ha trovato un lavoro, ma ammetto che, nell’ultimo decennio, anch’io ho sofferto di una certa negatività che si era impossessata della città e di noi abitanti.

Mi sembra che ora le cose stiano cambiando e che ci siano elementi concreti affinché Milano torni a essere una delle capitali della vita culturale e sociale italiana. Sono orgogliosa di stare qui e cercherò di godere di tutto ciò, di avere una parte attiva e di dare il mio piccolo contributo, nella speranza che questo fermento non si arresti.

Sapete, questa atmosfera ritornata vivace mi porta a un’ulteriore considerazione: non occorre andare dall’altra parte del mondo per scoprire cose nuove, spesso è sufficiente guardare con occhi diversi ciò che è sempre stato attorno a noi. Basta attingere alla bellezza che ci circonda, cosa in fondo non difficile in Italia. Leggi tutto

Mukako e la scatola che restituisce tempo

Ultimamente, quando qualcuno mi chiede di dare una definizione del mio blog, sorrido.

Un po’ perché ho sempre provato antipatia per le definizioni, un po’ perché mi chiedo io stessa come si dovrebbe definire un blog che, piuttosto che di un genere unico e prestabilito, tende piuttosto a occuparsi del talento e del saper fare qualsiasi forma essi assumano.

Ogni volta in cui scrivo di detestare la suddivisione per generi e i limiti che spesso ci imponiamo da soli sono serissima e gli articoli presenti su questo blog ne sono una prova lampante e concreta: qualche giorno fa, per esempio, ho parlato di un progetto di design che include perfino dei sex toy, oggi mi accingo a parlare di infanzia, anzi, di primissima infanzia, di tutti quei bambini che ancora necessitano dei pannolini.

So perfettamente che qualcuno si chiederà “pannolini su un blog che comunque parla principalmente di moda?” e so altrettanto bene che se qualcuno tra i miei amici di lungo corso, quelli che mi conoscono bene, sta leggendo queste righe, probabilmente esploderà in una sonora e fragorosa risata: la Manu e i neonati, tutto nello stesso articolo? Quasi più buffo della possibilità che i pannolini stiano su un blog di moda.

In effetti, tra gli amici, sono piuttosto nota per una certa allergia verso i bambini, allergia che ammetto di nutrire: non sono ai livelli di Erode, intendiamoci, ma in effetti non sono madre, non ho mai desiderato esserlo e non dimostro particolare pazienza o slancio verso i pargoli.

Però è altrettanto vero che sono zia e che ho una nipotina che adoro (e alla quale ho cambiato qualche pannolino) ed è vero che alcune mie care amiche sono mamme e che quindi so bene quanto sia difficile e non economico destreggiarsi tra pannolini, pappe e quant’altro. Leggi tutto

Art Stories: la bellezza dell’Italia raccontata ai bambini

Sono profondamente convinta di un fatto: i presupposti per diventare adulti curiosi verso la vita e aperti verso il mondo si devono creare nell’infanzia e questo è un compito che spetta alle figure preposte all’educazione, ovvero famiglia e scuola. Se si vuole costruire una casa solida, a contare sono le fondamenta: allo stesso modo, quella infantile è l’età fertile durante la quale si pongono le basi per diventare gli adulti che saremo.

Tra i ricordi che serbo gelosamente, ci sono proprio quelli d’infanzia e devo dire che sono stata una bambina molto fortunata: sia i miei genitori sia gli insegnanti che ho incontrato hanno sempre coltivato e spronato in me fantasia, creatività, sete di conoscenza. Devo dire grazie a loro se sono cresciuta amando l’arte e i viaggi e se sono curiosa – anziché essere spaventata – verso tutto ciò che non conosco. Ricordo con gioia le gite, con mamma e papà e con la scuola, i musei e le mostre, l’abbonamento alla biblioteca di zona, i laboratori creativi, le prime volte al cinema e a teatro. Ricordo la sorpresa, lo stupore, l’entusiasmo.

Oggi i mezzi si sono fatti infiniti e sono favorevole a qualsiasi strumento venga usato con garbo, testa e misura.

Ho una nipotina che ha appena compiuto sei anni: la adoro e quindi, pur non avendo figli, sono molto sensibile su questo argomento. Mi sorprendo ogni volta che la vedo giocare con le bambole e costruire storie immaginarie, così come sorrido nel vedere le sue piccole dita scivolare leggere e sicure sullo schermo del tablet per giocare con le app a lei dedicate. Mia sorella e mio cognato sono genitori molto attenti e sono felice di vedere come sappiano dosare con intelligenza gli strumenti che mettono in mano ad Alissa. Lei, come tutti i suoi coetanei, sarà un’autentica nativa digitale e auguro a tutti i bimbi di avere familiari che sappiano amministrare per loro e insieme a loro libri, giochi classici e nuove opportunità. Leggi tutto

Knitwits: contro il freddo, l’arma dell’ironia e del divertimento

Ho cercato di ignorarlo fino a quando ho potuto e devo ammettere che lui, a oggi, è stato magnanimo: di chi sto parlando?

Dell’inverno, il momento dell’anno che più detesto: abbiamo avuto un principio di stagione clemente, ma da qualche giorno l’aria si è fatta più pungente, preannunciando il grande freddo.

Sono freddolosa da morire, detesto la neve, soffro a causa delle giornate corte e per la mancanza di luce, non scio e non pratico sport invernali: se mi copro troppo mi sento un piccolo Omino Michelin, se non mi copro abbastanza tremo come una foglia.

Non ho pace, insomma, e sì, sono una di quelle persone che d’inverno hanno le mani perennemente gelate (non vi dico come sono ora che sono seduta qui al pc, le mie dita sembrano dei ghiaccioli).

Mi tocca dunque cercare motivi per amare l’inverno, o quanto meno per cercare di sopravvivere fino al disgelo – sigh: stamattina ne ho trovato uno meraviglioso e si chiama Knitwits.

Conoscete già questo brand americano che sta conquistando grandi e piccini in giro per il mondo?

Tutto è cominciato con la creazione di marionette da dito e il successo è arrivato quando l’azienda ha deciso di portare gioco e divertimento su prodotti moda: è così che sono nati cappelli, paraorecchie e guanti, ognuno animato da personaggi che compongono un vastissimo cast.

Lo zoo KnitWits passa dagli animali della savana a quelli polari: non mancano personaggi di fantasia come lo yeti, il Bigfoot e l’unicorno. Leggi tutto

Bags for Dynamo Camp: Donatella Lucchi e 29 amici insieme per i bimbi

Sapete qual è uno dei miei desideri più grandi a proposito di questo blog? Vorrei riuscire a trasmettere che tutto ciò che pubblico, per quanto diverso e variegato, è legato da un filo immaginario al quale attribuisco il colore rosso.

Perché il rosso? Perché per me è il colore della passione, ovvero l’elemento che come un filo, appunto, unisce tutte le cose di cui parlo: quella messa da chi i progetti li concepisce e quella che ci metto nel farli miei e nel cercare di raccontarveli.

Giovedì 7 novembre sono stata invitata alla presentazione di un progetto nel quale amore e passione scorrono fortissimi: amore per la moda ma anche e soprattutto passione e voglia di fare qualcosa per gli altri nel modo in cui ognuno sa, può e riesce a farlo. So bene che la moda non salva la vita a nessuno ma so anche che, a volte, può servire ad aiutare qualcuno e può attirare l’attenzione su questioni importanti: ecco perché sono molto felice e orgogliosa di ospitare sul mio blog il progetto che vede protagoniste le borse create a sostegno di Dynamo Camp.

A presentare Bags for Dynamo è il marchio Donatella Lucchi Milano, nato dall’esperienza di Donatella Lucchi come fashion designer e da quella di Marta Tea Carpinelli nel campo del marketing e della comunicazione.

Il progetto ha la finalità di sostenere Dynamo Camp, una Onlus che organizza camp di terapia ricreativa, totalmente gratuiti, per i bambini affetti da patologie gravi e croniche, oncoematologiche, neurologiche, sindromi rare, spina bifida e diabete. Leggi tutto

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