Un respiro che si fa arte

Euphoяia – Art is in the Air al Balloon Museum – Milano

Nella vasta navata dell’Area MilanoSesto a Sesto San Giovanni, dal 18 ottobre 2025 al 15 marzo 2026, prende forma un’esperienza immersiva che supera il semplice «vedere». La mostra itinerante Euphoяia – Art is in the Air ci invita a entrare in un universo in cui l’aria — invisibile, impalpabile, vitale — diventa materia, forma, presenza.

L’aria che si fa corpo

Camminando tra i cinquemila metri quadrati di installazioni gonfiabili, palloni, bolle sonore e tunnel sospesi, si percepisce subito che l’aria non è solo un elemento passivo: è protagonista. Opere come la gigantesca My Room is Another Fish Bowl di Philippe Parreno — palloncini‐pesce che fluttuano osservando il pubblico — ribaltano la prospettiva: non siamo noi a guardare, ma l’installazione che ci scruta. Leggi tutto

C’è aria d’arte al Balloon Museum

Alzati. Esegui. Lavora. Produci. Mangia. Muoviti. Veloce.

Divorati da un turbinio futuristico dettato dalla quotidianità, spesso ci dimentichiamo di respirare. Non respiriamo, non ci fermiamo, non prendiamo aria.

L’aria, libero elemento sfuggente, che non conosce catene, che nutre l’anima.

L’aria, mi manca l’aria. Ho bisogno di cambiare aria. Non si muove un filo d’aria. Mandare tutto all’aria.

Sì, forse è proprio il caso di ripartire dall’aria, di rieducarci all’elemento intangibile che viene spesso dato per scontato. C’è un luogo dove possiamo imparare nuovamente a farlo ed è proprio il Balloon MuseumLeggi tutto

Scultori della forma, Azzedine Alaïa e Cristóbal Balenciaga in mostra a Prato

La Fondazione Museo del Tessuto di Prato e la Fondazione Azzedine Alaïa di Parigi si sono unite per una collaborazione speciale. Il frutto di tale collaborazione è una mostra dedicata a due icone assolute della moda francese: si intitola Azzedine Alaïa e Cristóbal Balenciaga. Scultori della forma ed è curata da Olivier Saillard, storico del costume.

Inaugurata a Prato solo pochi giorni fa e aperta fino al 3 maggio 2026, l’esposizione è stata appositamente pensata per gli spazi della ex fabbrica Campolmi, sede del Museo del Tessuto.

Il progetto si avvale del patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia nonché della partecipazione dei Balenciaga Archives di Parigi e giunge in Italia per la prima volta dopo essere già stato concretizzato nel 2020 nella capitale francese. A realizzare la mostra era stata, naturalmente, la Fondazione Azzedine Alaïa che aveva voluto ascoltare il desiderio espresso da un altro grandissimo della moda: il conte Hubert de Givenchy. Leggi tutto

Giorgio Armani, il Sarto dell’Immateriale: l’eredità di Armani Privé

Come Armani Privé ha scolpito l’eternità del minimalismo italiano

Ci sono stilisti che vestono i corpi, altri che vestono i sogni. Giorgio Armani ha fatto entrambe le cose, ma senza mai cedere all’effimero. A poche settimane dalla sua scomparsa, la mostra per i 20 anni di Armani Privé, allestita all’Armani/Silos di Milano, non si è rivelata soltanto una celebrazione della haute couture: è stata un testamento silenzioso, un ultimo atto d’amore verso un’estetica che ha ridefinito i confini della moda italiana.

La tesi è semplice, ma rivoluzionaria nella sua portata: Armani non ha inventato un look — ha fondato un linguaggio. Un codice sottile, essenziale, che ha attraversato decenni con la stessa forza di una poesia sussurrata. Una lingua dell’equilibrio e della sottrazione, dove l’abito non urla ma afferma. Se come suggeriva Coco Chanel: “La semplicità è la nota fondamentale di ogni vera eleganza”, Armani ha trasformato questa idea in sistema, in dottrina, in forma mentis. Leggi tutto

Pellizza da Volpedo a Milano: la mostra che racconta l’Italia del Quarto Stato

C’è un’Italia che marcia compatta verso il futuro, fissata in un’icona che tutti conosciamo: Il Quarto Stato.

Oggi, quell’Italia torna a raccontarsi a Milano con la grande mostra Pellizza da Volpedo. I capolavori, allestita alla Galleria d’Arte Moderna (GAM) di Villa Reale dal 26 settembre 2025 al 25 gennaio 2026.

Un evento che ha il sapore della riscoperta. Perché, da più di un secolo, Milano non dedicava una grande monografica a Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907), artista divisionista e pittore del sociale, che seppe trasformare contadini e lavoratori in protagonisti di una tela universale.

L’eredità di un’Italia in cammino

Parlare di Pellizza significa parlare di un’Italia che si affacciava al Novecento con le sue contraddizioni: il sogno del progresso, le lotte per i diritti, la dignità delle masse popolari.

Il Divisionismo, con i suoi fili di luce, diventa nelle mani del pittore alessandrino più che una tecnica pittorica. Il suo è un linguaggio morale, uno strumento che restituisce splendore a volti segnati dalla fatica. Leggi tutto

Il rapporto tra Arte e Natura come fil rouge dell’autunno in Accademia Carrara a Bergamo

Il rapporto che intercorre tra Arte e Natura: è questo il tema che caratterizza tutta la nuova stagione espositiva di Accademia Carrara di Bergamo. Un autunno dedicato a un progetto composito, nato anche in relazione ai Giardini PwC, lo spazio verde riqualificato (è stato inaccessibile fino al 2024) di 3.000 metri quadrati che si configura come un’estensione del museo. Prende così sempre più corpo la stretta relazione tra i Giardini e il programma culturale della Carrara.

In occasione di Landscape Festival, avevo già parlato (qui) di Orti Tintori, il progetto di Paolo Chiasera che ha inaugurato la stagione. Il suo lavoro comprende due installazioni, collocate tra interno ed esterno di Accademia Carrara.

L’opera in interno si intitola I Giardini di Sardegna, Cipro, Gerusalemme e Bergamo. È una pittura a olio di grandi dimensioni, oltre 26 metri. Chiasera la allestisce dal 2014 in vari musei, come una sorta di architettura mobile che accoglie sulla sua superficie le collezioni museali che incontra. In Carrara, accoglie alcune opere di solito custodite nei depositi. Tra le opere selezionate figurano quelle di Guercino, Andrea Fantoni, Carlo Antonio e Giulio Cesare Procaccini.

All’esterno, nei Giardini PwC, c’è invece l’installazione intitolata Orto tintorio di Bergamo che è stata realizzata seminando due piante storicamente utilizzate per la produzione di pigmenti pittorici. In prossimità della semina, per propiziarne la crescita, è stato interrato un piccolo bronzo segnalato da due stendardi dipinti a olio su tela, realizzati con pigmenti ricavati dalle stesse essenze. Leggi tutto

Jeff Koons Balloons & Wonders a Fiorenzuola d’Arda: la mostra che meritiamo

New York, 15 maggio 2019: bastano giusto alcuni minuti affinché un artista riesca a raggiungere un nuovo record stupefacente. Si tratta di Jeff Koons e di una sua opera che risale al 1986, intitolata Rabbit. È in acciaio inossidabile specchiato e rappresenta un coniglietto gonfiabile: alta oltre un metro, fa parte di un ciclo di tre esemplari.

All’epoca, l’opera di Koons aveva già avuto ampio spazio nel dibattito della critica a proposito dell’arte contemporanea ed era considerata da alcuni una sorta di spartiacque per la ridefinizione del concetto di scultura. Grazie a tutto ciò, quel 15 maggio, Rabbit viene battuta da Christie’s per oltre 91 milioni di dollari. Ed è così che Jeff Koons supera tutti i record per la quotazione di un lavoro di un artista ancora vivente.

Tale record è uno dei motivi per cui ogni mostra collegata a Koons diventa un vero e proprio evento. Non fa eccezione Jeff Koons Balloons & Wonders, la mostra inaugurata a Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza, nel cuore dell’Emilia. Leggi tutto

Leonora Carrington, contemporanea a più di un secolo dalla sua nascita

Siamo all’inizio di una stagione particolarmente ricca dal punto di vista espositivo. Si inaugurano mostre interessanti, in tutta Italia. E mi riferisco al contenuto artistico e culturale e anche al dialogo che tali eventi riescono a instaurare con la contemporaneità. È il caso di Leonora Carrington, la grande retrospettiva recentemente inaugurata a Milano.

Fino all’11 gennaio 2026, le sale di Palazzo Reale ospitano un’importante mostra – la prima in Italia – con oltre 60 opere di Leonora Carrington (1917 – 2011). Il progetto testimonia la straordinaria vita professionale e il percorso biografico di un’artista cosmopolita. Nata nel Lancashire, Carrington visse a Firenze, Parigi, nel sud della Francia, in Spagna, a New York, in Messico. Lì si stabilì definitivamente e lì è stata a lungo celebrata come una delle artiste più importanti, accanto a Frida Kahlo e Remedios Varo.

La mostra rientra nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 e offre uno sguardo profondo sulla produzione artistica e sull’identità intellettuale di Carrington attraverso un articolato percorso tra dipinti, disegni, fotografie e materiali d’archivio. Viene esplorato l’intero arco della sua vita creativa, dalle origini in Europa fino al radicamento in Messico, sua seconda patria. L’intento – a mio avviso raggiunto – è restituirle lo spazio che merita all’interno della storia dell’arte moderna e contemporanea. Quello di figura centrale del Surrealismo e delle avanguardie artistiche internazionali. Leggi tutto

Collezione Gori, dove l’arte ambientale è di casa

Pensando ad un’opera d’arte, la nostra mente, di getto, si trova catapultata in un museo, nella sua concezione più classica. Non sempre, però, il nostro pensiero ci orienta nella giusta direzione. Uscendo dagli schemi, spostando il nostro punto di vista, potremmo scoprire una stupefacente collezione di opere d’arte in cui immergersi totalmente. Questo stupore ce lo dona proprio la collezione Gori, in cui è possibile ammirare 50 installazioni all’aria aperta dislocate tra un parco ottocentesco e campi di ulivi.

Visitare questo luogo incantato, situato a Santomato, a pochi minuti da Pistoia, ci consente di fare un viaggio artistico nello spazio e nel tempo.

Sì, perché dal 1980 qua sono stati ospitati artisti che hanno creato opere per il parco nel parco. Pur sembrando un concetto complesso ed astratto, in realtà, non c’è niente di più semplice da spiegare. Ogni artista che veniva invitato a Celle, prima ancora di progettare l’opera, sceglieva la sua precisa collocazione nello spazio. Da lì iniziava un processo creativo intenso, generato con la consapevolezza che quella sarebbe stata per sempre l’immutabile dimora dell’opera stessa. Leggi tutto

Come Londra omaggia Elsa Schiaparelli

Al V&A Museum una mostra dedicata a Elsa Schiaparelli: “Fashion Becomes Art”

Londra, primavera 2026 – Il Victoria and Albert Museum (V&A) di Londra presenta Fashion Becomes Art, una mostra evento dedicata alla stilista italiana Elsa Schiaparelli. Per la prima volta nel Regno Unito, una retrospettiva celebrerà l’eredità di una delle figure più rivoluzionarie della storia della moda.

L’esposizione guiderà i visitatori in un viaggio affascinante, dalla Parigi degli anni Venti fino alle collezioni contemporanee firmate da Daniel Roseberry, con una retrospettiva imperdibile sulla moda come forma d’arte.

Elsa Schiaparelli, il genio visionario tra moda e surrealismo

Nata a Roma nel 1890, Elsa Schiaparelli visse un’adolescenza turbolenta. Dopo varie avventure giovanili, si trasferì a Parigi dove il suo incontro con il couturier Paul Poiret segnò l’inizio di una carriera straordinaria. Leggi tutto

Fatte su misura: a Milano l’esposizione che fonde arte, legalità, ingegneria

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ha inaugurato il 21 giugno 2025 Fatte su misura, esposizione che fonde arte, legalità e ingegneria. E restituisce al pubblico un’auto d’epoca coinvolta in un’indagine giudiziaria internazionale.

Il secondo piano del Museo si trasforma. La galleria, un tempo neutra, diventa teatro e confessionale. Le luci scolpiscono le curve come farebbero in un set cinematografico.

Ma non c’è finzione, stavolta. C’è giustizia. Storia. C’è una macchina – un’Alfa Romeo 8C 2900 B Berlinetta Touring del 1938 – che non è solo un’icona dell’ingegneria italiana: è una testimone. Leggi tutto

Domenica 15 giugno 2025, WOW Spazio Fumetto termina la sua attività

WOW Spazio Fumetto di Milano chiude. La notizia era nell’aria da un po’, ma ora è realtà. Una triste realtà.

L’annuncio ufficiale è arrivato martedì 10 giugno attraverso i canali dello spazio culturale.

«È con grandissimo dispiacere che la Fondazione Franco Fossati annuncia il definitivo abbandono degli spazi di WOW Spazio Fumetto di Milano gestito con grande passione e successo per ben 14 anni.»

Chiarisco subito alcune cose.

Esiste una questione burocratica ed economica molto complessa e nel merito della quale non voglio e non posso addentrarmi. Non sono sufficientemente preparata dal punto di vista legale per occuparmi di questo aspetto e non è da me essere superficiale.

Tuttavia, in qualità di professionista che si occupa di cultura, desidero mettere il focus su un punto che considero fondamentale.

Quale? Non è possibile né tacere né fare finta di nulla davanti all’agonia di un progetto che di cultura si è occupato. Per molti anni e facendolo bene. Posso testimoniarlo poiché ho personalmente visitato varie mostre organizzate da Wow Spazio Fumetto. Ne ho ospitate tante altre in A glittering calendar, la rubrica che dedico agli eventi. Leggi tutto

Hallyu, in mostra a Zurigo l’onda coreana diventata fenomeno mondiale

La musica permea profondamente la nostra vita.

È praticamente ovunque. Saliamo in auto e accendiamo l’autoradio. Entriamo in un negozio o in un locale e, molto spesso, ci accoglie un sottofondo musicale. Canticchiamo, a volte quasi senza accorgercene, i motivi (o tormentoni) del momento. Quasi ognuno di noi ha un brano musicale collegato a un momento specifico della propria esistenza oppure a una persona. E forse non esiste una sola persona al mondo che non sia in grado di citare almeno un nome di cantante o musicista. È forse l’unica arte per cui accade tutto ciò: per esempio, molte persone sono invece completamente disinteressate alla pittura o alla scultura.

Ascoltiamo musica per rilassarci, per divertirci, per trovare ispirazione, per avere compagnia. La ascoltiamo quando siamo allegri e quando siamo tristi. Usiamo infatti l’espressione colonna sonora: una colonna è qualcosa che ha una funzione fondamentale. Sostiene e, allo stesso tempo, abbellisce. Leggi tutto

Art Déco: il trionfo della modernità

Milano riscopre l’eleganza che fece girare il mondo

C’è un’eleganza antica eppure eternamente giovane che, come un profumo raro, ogni tanto torna ad avvolgere il mondo: è l’Art Déco. Ed è proprio questo spirito a pervadere il cuore di Milano, dove il sontuoso Palazzo Reale ospita la mostra “Art Déco: Il trionfo della modernità”. L’esposizione è un viaggio colto e affascinante tra le pieghe scintillanti di un’epoca che, tra le due guerre mondiali, cambiò per sempre l’idea di bellezza.

Il Déco, nato alla grande esposizione di Parigi nel 1925 — e già nel nome un abile gioco di marketing ante litteram — fu il sigillo di una modernità lussuosa, geometrica, disinvolta. In queste sale milanesi, sotto gli stucchi dorati e i soffitti che ricordano una città orgogliosa del suo passato ducale, si compone una sinfonia di linee spezzate, curve seducenti, materiali preziosi. Leggi tutto

Fondazione Rovati Milano ospita The Beatles il mito oltre la celebrità

Lo scrivo a chiare lettere e con grande convinzione: la Fondazione Luigi Rovati è una delle istituzioni culturali più interessanti oggi presenti a Milano. Apprezzo molto l’approccio che li caratterizza e sono particolarmente felice di annunciare che, presso la loro sede di corso Venezia 52, è stato appena inaugurato un nuovo progetto espositivo articolato in tre mostre distinte. Si tratta di Echoes origini e rimandi dell’art rock britannico a cura di Francesco Spampinato.

Il ciclo prende avvio dalla ricerca sulle convergenze e le contaminazioni tra arte visiva e musica rock nel Regno Unito degli anni Sessanta e Settanta: è il fenomeno comunemente definito come art rock. Celebri artisti, fotografi e illustratori recuperano le istanze delle avanguardie artistiche per dare forma all’immaginario visivo di band e musicisti straordinari. Lo fanno attraverso copertine iconiche, servizi fotografici, performance multimediali, strategie di comunicazione innovative e che rappresentano un punto di snodo sia nella cultura pop sia nella storia dell’arte contemporanea. È l’origine di autentici ed eterni miti del rock. Leggi tutto

L’appuntamento con Elio Fiorucci è alla Triennale di Milano

Elio Fiorucci ha scritto un gran capitolo della storia della moda e del costume, a livello italiano e internazionale.

È stato un autentico innovatore, un pioniere, un precursore, un anticipatore, uno sperimentatore. Ha lanciato tendenze. Ha reso popolari e desiderabili capi e oggetti molto tempo prima che diventassero poi comuni.

Nel 1967 ha aperto il suo negozio a Milano che è stato il primo concept store in Italia. Il suo denim ha fatto storia così come i suoi celeberrimi angeli e i suoi piccoli gnomi colorati. Indimenticabile la commistione che ha saputo creare con l’arte e con artisti del calibro di Keith Haring. Nel 1983 Fiorucci ha affidato all’artista statunitense la decorazione del negozio in San Babila, precisamente in Galleria Passarella. Il risultato? Un happening indimenticabile.

È stato anche tra i primi nella moda a parlare di ecologia, di ambiente, di causa animalista. Ed è stato tra i primi ad accogliere l’unicità di ogni individuo ben oltre qualsiasi definizione.

Ero troppo piccola nel 1983 perché io possa avere un ricordo diretto e personale della performance di Keith Haring a Milano. Ma, nel decennio successivo, credo di essere entrata nel negozio in San Babila almeno un centinaio di volte. Leggi tutto

We Are The World, la mostra di Dario Goldaniga parla (anche) di recupero

Segnalo volentieri che, fino al 2 febbraio 2025, Fabbrica Eos presenta We are the world, mostra personale dedicata allo scultore Dario Goldaniga.

L’esposizione è ospitata dalla Galleria V. Guidi alla Cascina Roma di San Donato Milanese con la collaborazione della Galleria Luigi Proietti e del Comune di San Donato Milanese.

Con oltre trenta opere esposte, la mostra ha l’obiettivo di fare luce sulla carriera dell’artista milanese classe 1960, offrendo una panoramica completa della sua produzione iniziata intorno alla fine degli anni Novanta nel solco della tecnica tradizionale della fusione a cera persa.

Goldaniga ha poi caratterizzato il suo lavoro con un utilizzo completamente nuovo e originale del bronzo, unendo successivamente una spiccata sensibilità verso il concetto di recupero.

I motivi per cui ho deciso di parlare di questa mostra sono almeno tre.

Il primo: trovo particolarmente interessante che il concetto di recupero possa essere applicato all’arte. In un momento in cui argomenti come sostenibilità e circolarità sono prioritari, mi piace che anche l’arte entri in questa discussione. Leggi tutto

Etruschi del Novecento, una mostra per due città, Rovereto e Milano

Sono stata a Rovereto, in provincia di Trento, per la presentazione alla stampa di una mostra molto interessante. Si tratta di Etruschi del Novecento ed è un’esposizione che nasce dalla collaborazione tra il museo trentino Mart e la Fondazione Luigi Rovati di Milano.

Obiettivo dei due musei è offrire una visione complessiva del vasto e articolato fenomeno che fu la riscoperta della civiltà etrusca nel secolo scorso.

Il tutto avviene attraverso un progetto in due tappe diverse e complementari a cura di un unico team curatoriale. Tocca prima al Mart dove la mostra è ora in corso a Rovereto fino al 16 marzo 2025. L’esposizione si sposterà poi a Milano, alla Fondazione Luigi Rovati, dal 2 aprile al 3 agosto 2025.

Il progetto racconta in particolare come l’arte etrusca abbia influenzato, a più riprese, la cultura visiva del XX secolo.

Alcune scoperte sensazionali portarono alla diffusione di numerosi studi e pubblicazioni. Nel 1916, per esempio, venne ritrovato l’Apollo di Veio, una grande scultura in terracotta dipinta oggi conservata al Museo di Villa Giulia a Roma. Tali scoperte portarono alla diffusione di numerosi studi e pubblicazioni. E furono gli stessi archeologi a parlare di “rinascenza etrusca” e a contribuire alla divulgazione di quegli studi. Leggi tutto

error: Sii glittering... non copiare :-)