Pillole dalla mia #MFW: Grinko FW 2018 – 19

Estratti della collezione Grinko FW 2018 – 19 dal mio account Instagram

Il nostro Paese sta vivendo un momento terribile per quanto riguarda la condizione femminile.
Gli omicidi di donne sono estremamente frequenti e spesso si consumano in ambiti familiari.
I delitti e gli episodi di violenza sembrano – se possibile – sempre più efferati, atroci, feroci, barbari, inumani.
La situazione non è migliore fuori casa: violenze sessuali, molestie sul posto di lavoro, disparità di trattamenti economici e di carriera.

Giovedì 8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, pubblicando una foto nel mio account Instagram, ho scritto che, in realtà, credevo non ci fosse granché da festeggiare poiché molto, moltissimo resta ancora da fare e a ricordarcelo sono – purtroppo – grandi tragedie e perfino piccole cose quotidiane e il disastro, ahimè, si spinge ben oltre i nostri confini nazionali.
Senza distinzione né tra Paesi né tra classi sociali, quelle sulle donne continuano a figurare tra le violazioni dei diritti umani più diffuse in tutto il mondo: dalla violenza domestica fino alle mutilazioni genitali, gli stereotipi di genere impattano quotidianamente sulla vita di moltissime donne fin dall’infanzia.
E le statistiche a tal proposito sono a dir poco agghiaccianti.

Eppure, quel giorno ho anche scritto che, nonostante tutto, voglio restare ottimista verso l’umanità.
Perché penso che le persone di buona volontà siano donne e uomini, perché penso che tutte queste persone di buona volontà debbano e possano lavorare insieme per cambiare le cose.
Penso anche che puntare il riflettore sulle questioni aperte serva a non distrarsi, a focalizzare, a non dimenticare; penso che ognuno di noi possa fare la propria parte per cambiare le cose nel quotidiano, attraverso ciò che sa fare meglio.
E penso che la moda sia uno di quegli ambiti che può giocare un ruolo positivo, sfruttando la propria voce potente e la propria visibilità, la forte attrattiva che esercita su tante persone: la moda può e deve sfruttare quel potere comunicativo che io le riconosco da sempre per parlare di questioni davvero importanti.

Ecco perché, in un momento storico in cui parlare del concetto di women empowerment nonché di movimenti sostenuti da hashtag quali #Metoo e #Timesup diventa assolutamente fondamentale, io decido di parlarvi ancora una volta dello stilista Sergei Grinko che, in occasione della recente Milano Fashion Week, ha dato un titolo assai eloquente a collezione e sfilata: “That’s enough! Stop violence against women”.

Ebbene sì, Sergei si occupa di moda e la moda è ciò che sa fare meglio e così, da sempre, con coraggio e intelligenza, si è impegnato a legare la sua visione stilistica a tematiche sociali e politiche.

Con la collezione Grinko FW 2018 – 19, lo stilista ha voluto esprimere la sua indignazione per il presente ma, nel contempo, ha anche voluto dare voce alla speranza che le nuove generazioni sappiano creare uno scenario futuro più equo e dignitoso, uno scenario in cui uomini e donne possano vivere in reale armonia.

Esattamente come voglio sperare anch’io.

Ed è alle nuove generazioni che Sergei pensa con i suoi abiti attraversati da un’energia impetuosa e irriverente, applicando alla tradizione artigianale italiana un’attitudine decisamente moderna e che desidera scardinare il passato: in quest’ottica, decostruisce la silhouette in nome di una visione più sciolta nella quale si gioca con i generi, mischiando abiti femminili e capi dal sapore maschile, per un risultato libero e rilassato.

La collezione Grinko FW 2018 – 19 propone così elementi che trasmettono grinta: frange che diventano un fil rouge su capi e accessori richiamando un’attitudine un po’ western, tessuti naturali rivestiti da effetti metallici, spavalde immagini 3D declinate su tessuti innovativi progettati in esclusiva per la maison e tinte decise tra cui figurano bordeaux, marrone e grigio. Ritrovate tutti gli elementi in un piccolo video che ho girato a fine sfilata.

Da varie stagioni, Sergei ha fatto propria la tendenza a unire collezioni uomo e donna in un’unica sfilata e l’ha fatto anche stavolta: l’emozione è diventata palpabile quando, alla fine, sono entrati un ragazzo e una ragazza, fianco a fianco, con outfit coordinati e uniti dallo slogan “Stop violence against women”.

Bravo Sergei: ti ho sempre stimato, come persona e come stilista, fin dalla prima volta che ci siamo incontrati.
Buona parte della mia stima risiede nel fatto che sei una persona capace di agire; sai lottare per ciò in cui credi, attivamente.

Quando scrivo di credere nelle persone di buona volontà penso a persone come te: non ti sei tirato indietro e stai facendo la tua parte affinché le tue meravigliose bambine, Emma e Sophia, possano vivere in uno scenario in cui le donne non debbano avere costantemente paura.

Come persona e come donna, io ti dico il mio personale grazie.

Manu

Qui trovate il sito di Sergei (e qui tutta la collezione Grinko FW 2018 – 19), qui la sua pagina Facebook, qui Instagram e qui Twitter.

Se volete leggere i miei articoli sulle precedenti collezioni di Sergei: qui trovate un assaggio della sua collezione nel mio reportage complessivo sulla primavera / estate 2018; qui trovate un assaggio della sua collezione nel mio reportage complessivo sull’autunno / inverno 2017-18; qui trovate l’articolo sulla collezione autunno / inverno 2016-17: qui quello sulla collezione primavera / estate 2016; qui quello sulla collezione autunno / inverno 2015-16; qui quello sulla collezione primavera / estate 2015; qui quello sulla collezione autunno / inverno 2014-15; qui quello sulla collezione primavera / estate 2014; qui quello sulla collezione autunno / inverno 2013-14.

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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici di vita quotidiana e di web, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, cliché, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso, mi occupo di consulenze sempre in ambito moda e/o comunicazione e infine porto avanti con entusiasmo questo blog. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo - uno dei miei comfort food - oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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