L’arte come invocazione di memoria e solidarietà: intervista ad Andrea Tagliapietra per una Burano controcorrente

DI ALICE TARABOI

 

Pittura, scultura, performance e video arte: sono le pratiche abbracciate da Andrea Tagliapietra, artista veneziano classe 1976. Inaugurata a inizio agosto, quella che Tagliapietra ha presentato a Burano è una mostra cruda, che sbatte in faccia al visitatore la realtà del mondo senza perdere tempo in fronzoli decorativi.

Il titolo dell’esposizione è Miserere. È stata ospitata dalla Cappella di Santa Barbara di Burano, isola della laguna di Venezia, dal 1° agosto al 6 settembre 2026. Insieme all’artista Mariarosa Vio, Tagliapietra ha costruito una narrazione che ci è tristemente fin troppo familiare. Qui, infatti, la sacralità del luogo ecclesiastico si è legata agli episodi della storia del mondo contemporaneo. Leggi tutto

Le credenze vernacolari nell’era dei dispositivi tecnologici: intervista a Irene Mathilda Alaimo

Come si trasformano le credenze vernacolari nell’era dei dispositivi tecnologici? Lo racconta Irene Mathilda Alaimo, artista capace di riconnettere il contemporaneo con la ritualità. A intervistarla è Alice Taraboi, specializzata in Arti Visive e Studi Curatoriali.

 

Classe 2000, Irene Mathilda Alaimo è una giovane artista visiva di cui non si parla abbastanza.
Le sue opere, legate al misticismo e alla spiritualità, incarnano la comunione tra passato e presente, riconnettendo il contemporaneo con le ritualità che gli sono proprie.
Nata a Roma, Irene vive attualmente tra Venezia e la sua città natale, dopo essersi diplomata all’Accademia di Belle Arti di Urbino e aver conseguito la laurea magistrale in Arti Visive allo IUAV di Venezia. Nell’ultimo anno, è stata selezionata come artista in residenza dalla Fondazione Bevilacqua La Masa, con la curatela di Camilla Mozzato. Leggi tutto

Ridefinire il Gioiello 2026, intervista ad Angela Favaro per il premio A glittering magazine

C’è un progetto che, da ben quindici anni, porta avanti un appassionato lavoro di ricerca attorno al gioiello contemporaneo, approfondendone vari aspetti. Ideato e diretto da Sonia Patrizia Catena, Ridefinire il Gioiello dedica l’edizione 2026 a una riflessione sulla montagna intesa come paesaggio naturale e anche come luogo simbolico e archetipo.

Dopo la fase di selezione, il progetto è ora entrato nel vivo con una mostra aperta fino al 27 settembre al Museo del Bijou di Casalmaggiore, in provincia di Cremona. L’esposizione riunisce 47 gioielli d’artista nati dal dialogo tra memoria e contemporaneità, materia e visione. Alcune creazioni sono state ispirate proprio dai bijou esposti nelle teche del Museo. Casalmaggiore è stato uno dei distretti italiani specializzati nella bigiotteria e, tra le proprie chicche storiche, conserva anche pezzi dedicati alla montagna. Leggi tutto

Nanometrozero, il progetto della famiglia Pepe tra biodiversità, filiera nanometrica e trasparenza

In occasione della 19esima edizione di TASTE, abbiamo avuto il piacere di scoprire realtà che ci sono entrate nel cuore. Una di queste è sicuramente Nanometrozero. D’impatto, siamo rimasti colpiti dalla genuinità della famiglia Pepe: stretta di mano forte e rassicurante, sorriso sincero e occhi che si riempivano di commozione parola dopo parola. Genuinità e bontà riflesse anche nei prodotti di questa realtà.

Essendo rimasti totalmente colpiti e non volendo tenere questa meraviglia solo per noi, abbiamo deciso di intervistare la famiglia Pepe. Un “a tu per tu” che arriva dritto all’anima. E che ci ha fatto ancor più innamorare di questa realtà virtuosa che è indubbiamente un esempio da seguire. Leggi tutto

Studio Tondini, estetica delle geometrie e lusso funzionale da indossare

Con un briciolo di presunzione, sostengo da sempre che, se noi donne fossimo realmente in grado di allearci e di collaborare tra noi, il mondo sarebbe decisamente un posto migliore.

Ne ho avuto la piacevole conferma intervistando Roberta Tondini, fondatrice di Studio Tondini, marchio che coniuga perfettamente estetica delle geometrie e lusso funzionale, dando vita a creazioni dal fascino eterno, borse che vanno oltre i trend di stagione.

Dalle parole di Roberta Tondini emerge un’intelligenza vivida, unita a una visione avanguardista e concreta. Traspare una figura di una brillantezza eccellente. Si sente forte la presenza di una donna in grado di leggere l’universo al femminile, pensandolo realmente da donna per ogni donna. Leggi tutto

Crazy Cat Café, dove i gatti sono i veri padroni di casa

Da gattara professionista, non potevo non visitare il Crazy Cat Café in occasione del suo decimo compleanno.

Questo locale è ciò che di più accogliente e familiare si possa trovare se si è amanti dei gatti. In una Milano caotica, frenetica, che vive a ritmo di business, questo è il rifugio ideale per una pausa con tanto di fusa. Ed è proprio al termine di un’intensa giornata milanese che ho suonato per la prima volta il campanello del Crazy Cat Café. “Il campanello per entrare in un locale?” chiederete voi. Sì, il campanello e se ne capisce il senso poetico e profondo non appena la porta viene aperta.

Si viene accolti proprio come se si andasse a trovare un amico, un familiare. Si viene accolti con calore e capendo di entrare in un luogo lontano dall’ordinario, in cui i veri padroni di casa sono propri dei meravigliosi felini. Leggi tutto

La principessa e il mare

L’atmosfera e l’arrivo della principessa

Durante l’ultima Milano Fashion Week, un angolo – o per meglio dire un intero piano – di Corso Venezia 47 è stato trasformato nel palazzo reale di Bangkok dove l’aria vibra di luce e d’incenso. È diventato il momentaneo atelier Sirivannavari, uno spazio dove i tessuti appesi ai manichini sembrano creature sospese, pronte a prendere vita.

Sirivannavari Nariratana Rajakanya, principessa della Thailandia, emana un’aura che si percepisce ancor prima che parli. Quando è entrata durante la presentazione della sua nuova collezione, i suoi movimenti hanno trasmesso una calma quasi monastica, ma si è intravista anche una qualità sorprendentemente concreta: la consapevolezza di aver scelto di dedicarsi con impegno a generare bellezza. Leggi tutto

Marilyn dea diva e donna nella nuova biografia di Chiara Pasqualetti Johnson

Il primo giugno 1926, al County Hospital di Los Angeles, nasceva Norma Jeane Mortenson Baker. Quella bambina non era destinata a un’infanzia felice, ma era destinata a diventare una diva, una delle più famose di tutti i tempi. Norma Jeane era destinata a diventare Marilyn Monroe.

A distanza di quasi cento anni, la casa editrice White Star celebra l’eterna icona hollywoodiana con un nuovo volume illustrato di grande formato. Si intitola Marilyn. Dea. Diva. Donna e propone un ritratto sorprendente di Monroe oltre il mito. A firmarlo è la giornalista e scrittrice Chiara Pasqualetti Johnson.

Il libro è un racconto intimo, appassionato, ben documentato, costruito attorno a più di 120 immagini. Si tratta di scatti dei tanti grandi nomi della fotografia che hanno immortalato Marilyn tra cui Ted Baron, Douglas Kirkland, Richard Miller, Philippe Halsman, Earl Theisen, Earl Leaf, Slim Aarons, Larry Barbier, Ed Feingersh, Milton Greene, Richard Avedon, Elliott Erwitt, Lawrence Schiller. Alcune immagini sono celeberrime, altre poco note, selezionate nel corso di un’accurata ricerca iconografica, e riguardano il lato più intimo di Marilyn. Leggi tutto

A tu per tu con Mariagioia Maffucci, la natura del gioiello

Molto spesso, per dare un autentico tocco personale ad un look, abbiamo bisogno dell’aiuto prezioso di un gioiello. Sempre più spesso è necessario che quel gioiello ci rappresenti nella nostra totalità. Altrettanto spesso trovare il gioiello che calzi a pennello la nostra personalità non è facile né scontato. A volte abbiamo paura di osare troppo, altre volte troppo poco, non sentendoci rappresentati da quell’accessorio che va a mettere un punto alla frase che indossiamo.

Un punto ideale, che non è necessariamente una fine, bensì può essere un inizio, lo si può trovare nelle creazioni di Mariagioia Maffucci, artigiana toscana dalle mani d’oro. Lei ha la capacità di seminare natura nella propria arte e trasformarla in gioiello. È in grado di creare pezzi artistici da indossare sia nella quotidianità che in occasioni speciali. Ha anche un altro dono: comunica con le sue creazioni tutto ciò che raramente riesce a dire con le parole.

Stavolta, però, abbiamo avuto l’onore di intervistarla, facendoci raccontare a tu per tu tutto (o quasi) su Mariagioia Maffucci, ovvero sé stessa ed il suo brand.  Leggi tutto

Caporalato in ambito moda, ultimi casi e possibili soluzioni

Ci sono casi in cui preferirei avere torto. Lo dico sul serio, giuro.

Penso a quando apro uno di quei cosiddetti vasi di Pandora, ovvero quando scoperchio verità che fanno male. Preferirei essere smentita. Preferirei di gran lunga poter dire «ok, mi sono sbagliata, questa volta».

E invece no. Sembra quasi che ci sia un oscuro impegno, un accanimento. Non solo le peggiori previsioni risultano esatte, forse perché mi esprimo dopo aver ben osservato e dopo essermi accuratamente documentata. Viene addirittura dimostrato anche quel detto secondo il quale al peggio non esiste limite.

È ciò che sta accadendo da quando ho scritto l’articolo su ipocrisia e arroganza della moda. Per essere precisa l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di articoli su tali argomenti. L’articolo in questione, datato 2 luglio, parte dalla questione attuale dei dazi minacciati da Trump per focalizzarsi su una grande e scottante questione: la delocalizzazione e il suo vero prezzo, in termini sociali, culturali e, conseguentemente, anche economici. Leggi tutto

Simone Colombo e Sens Guitars lanciano le chitarra-skate

Oggi parto da un film del 1991. Si intitola Point Break, Punto di rottura nella traduzione italiana, ed è incentrato attorno a una storia di surf e rapine.

Per chi non l’avesse mai visto. Johnny Utah, interpretato da Keanu Reeves, è un investigatore dell’FBI che si infiltra all’interno di un gruppo di surfisti, capitanato da Bodhi ovvero un indimenticabile Patrick Swayze. Lo scopo è smascherare una banda di rapinatori di banche. Ben presto, però, Johnny rimane affascinato dallo stile di vita di Bodhi e i suoi amici. Esattamente come accade a me e – credo – a molti spettatori.

Non importa quante volte io abbia visto quel film: ogni volta in cui lo intercetto, ne rimango irrimediabilmente affascinata. Devo rivederlo, con lo stesso brivido della prima volta, catturata dall’ideale di vita libera e dalla ricerca della mitica onda perfetta.

Anche la storia che sto per raccontarvi oggi comprende surf e mare. Senza rapine, però. Leggi tutto

A tu per tu con Luca Trapanese: lui è “Nato per te”

Il 15 giugno al Teatro Excelsior di Empoli ed il 16 giugno al Teatro Manzoni di Milano, andrà in scena Luca Trapanese con “Nato per te – L’amore non chiede permesso”. Con l’occasione abbiamo avuto l’onore ed il piacere di intervistarlo.

È stato uno scambio a tu per tu denso di emozioni, di verità, di vita. Luca Trapanese è ormai da anni un simbolo ed è conosciuto per la sua storia personale, in particolare per il suo impegno verso la disabilità e per essere diventato il papà di Alba.

Luca Trapanese è anche molto altro e, con estrema gentilezza e disponibilità, ci ha dato modo di scoprirlo in questa intervista colma di umanità.

Da anni leggiamo il tuo nome sul web, un po’ ovunque, scoprendo la tua e la vostra storia, ma Luca Trapanese chi è?

Eh, Luca trapanese chi è? In realtà, Luca Trapanese, rispetto alla storia che lo ha fatto conoscere, cioè questo ragazzo, uomo, single, gay, napoletano che ha adottato per la prima volta una neonata di 27 giorni, è una persona che ha avuto una vita abbastanza rumorosa. Leggi tutto

La mia client interview per Bivio Milano che compie 10 anni

Il fatto che io ami e sostenga la moda circolare non è un mistero: ne parlo in questo sito, in vari articoli per altre testate, attraverso i social.

La moda circolare si innesta naturalmente nel concetto di economia circolare: è un cerchio nel quale i materiali continuano a girare senza mai perdere la loro utilità, attraverso riciclo (recycle) oppure rigenerazione (upcycle), ovvero quel tipo di riciclo che permette al nuovo prodotto di valere perfino di più rispetto a prima.

Nell’idea di circolarità, possiamo far rientrare vintage e second hand, due formule che amo particolarmente e che permettono che gli oggetti restino in circolo nella loro completezza.

Dopo decenni di sfrenato consumismo e in un momento storico in cui gira meno denaro rispetto al passato (per esempio rispetto ai goderecci Anni Ottanta), penso che allungare il ciclo di vita di oggetti e capi sia un’ottima idea, a beneficio delle nostre tasche, appunto, e a beneficio dell’ambiente.

Lego dunque l’amore verso vintage e second hand anche a motivazioni etiche tra le quali la sostenibilità, ambientale e sociale poiché la conseguenza di ogni forma di circolarità in ambito abbigliamento è infatti una moda più sostenibile, più etica e più responsabile. E, visto che lavoro proprio in tale ambito, sono particolarmente conscia di quanto sia necessario produrre meglio e meno, per rispetto verso le persone e verso il nostro pianeta.

Ho scritto “anche” parlando di motivazioni in quanto, in aggiunta al lato etico e responsabile, apprezzo il fatto che capi e oggetti godano di una seconda vita perché mi piace la Storia, quella con la S maiuscola, e mi piacciono le storie, quelle piccole e quotidiane di ogni giorno; sono dunque affascinata da tutto ciò che è appunto testimone di Storia, storie e significati e auspico che non vada perso. Leggi tutto

Intervista a Elle alias Ellence: «il mio viaggio creativo è un fluire senza soluzione di continuità»

«Amo l’idea che le mie creazioni non rimangano confinate su una parete o una mensola,
per diventare invece parte di chi le sceglie e dei suoi infiniti viaggi nel mondo.
Il mio viaggio creativo è un fluire senza soluzione di continuità
costellato da inaspettate mete e meravigliosi incontri.»
Parola di Elle, poliedrica fondatrice del brand Ellence

Come ho già avuto modo di raccontare, ho l’onore di avere un piccolo ruolo in Ridefinire il Gioiello, mostra-concorso che dal 2010 si pone l’obiettivo di indagare, diffondere e valorizzare una nuova estetica del gioiello contemporaneo.

Quello di Sonia Catena, fondatrice e curatrice del progetto, è un doppio invito, da una parte alla ricerca e all’impiego di materiali innovativi e sperimentali e, dall’altra, allo sviluppo di un processo creativo nel quale il valore aggiunto sia costituito dall’idea.

A ogni nuova edizione di Ridefinire il Gioiello corrisponde una tematica precisa: quella dell’ottava edizione è l’Irlanda nel quadro di una manifestazione che si chiama Stupor Mundi e che nel 2022 è stata dedicata proprio alla meravigliosa Isola di Smeraldo (se ne volete sapere di più, qui ne ho parlato in dettaglio).

Grazie a un’attenta selezione, sono stati scelti 31 gioielli inediti presentati da altrettanti artist*: si trovano in mostra al Museo del Bijou di Casalmaggiore fino al 21 gennaio 2023 (qui ho raccontato dell’inaugurazione dello scorso 22 ottobre).

Proprio com’era stato auspicato in fase di lancio del bando di concorso, ogni artista ha esplorato il tema del concorso declinandolo in soluzioni personali, originali e mai scontate, lontane dai cliché e dagli stereotipi: partendo dalle suggestioni che l’Irlanda può creare in ognuno di noi, i gioielli ne ripropongono le bellezze seguendo diversi filoni di ricerca e ispirazione, dalla natura all’architettura, dai colori ai suoni, dalla reinterpretazione dei miti al significato della parola ‘isola’. Leggi tutto

Valentina Viganò e i suoi gioielli, anzi, le sue ‘gioie’

Giusto un paio di settimane fa, vi ho parlato dell’inaugurazione dell’edizione 2018/2019 di Ridefinire il Gioiello, importante concorso del quale, fin dal 2014, sono (orgogliosamente!) media partner.

Nato nel 2010 a cura di Sonia P. Catena, il progetto è cresciuto edizione dopo edizione, diventando negli anni un importante punto di riferimento nella sperimentazione sul gioiello contemporaneo, di design e d’arte nonché un’interessante vetrina per artisti e designer.
Ridefinire il Gioiello promuove creazioni esclusive, selezionate dalla giuria e dai partner per aderenza a un tema sempre diverso nonché per ricerca, innovazione, originalità ideativa ed esecutiva: gioielli tra loro molto diversi per materiali impiegati (naturali, tecnologici, organici, inorganici) vengono uniti di volta in volta grazie a una tematica comune.

L’edizione Ridefinire il Gioiello 2018 / 2019 ha posto un tema interessante e stimolante: ha chiesto agli artisti di pensare e progettare un gioiello in grado di valorizzare e rileggere la memoria delle creazioni esposte al Museo del Bijou di Casalmaggiore.

Fondato nel 1986, questo Museo conserva e valorizza non solo 20 mila pezzi di bigiotteria, ma anche macchinari, utensili, fotografie e cataloghi tutti databili dalla fine dell’Ottocento fino alle soglie del nuovo millennio.
Il museo sorge a Casalmaggiore, delizioso comune della provincia di Cremona, perché la cittadina ha accolto uno storico e importante distretto di bigiotteria sorto tra XIX e XX secolo: il museo ospita dunque reperti e testimonianze provenienti dalle dismesse industrie locali e da numerose donazioni di aziende e collezionisti del settore. Leggi tutto

Alba Folcio, la bellezza genera bellezza, dal gioiello all’arte, senza confini

Pur essendo sempre disposta a mettermi in discussione, esistono questioni sulle quali ho invece opinioni ben salde e difficilmente modificabili: in questi casi, risulto ostinatamente e irriducibilmente convinta, cocciuta come un mulo.

Per esempio, sono fermamente convinta del fatto che solo chi ha la bellezza in sé – come inclinazione naturale e come educazione sentimentale e culturale – sia in grado di restituire altra bellezza.

Più vado avanti e più incontro persone che confermano la mia teoria e oggi desidero parlarvi di una di tali persone: vi prego, fatemi dono di un po’ del vostro tempo e vi racconto tutto, per bene e con ordine.

Come ho narrato in altre occasioni, dal 2014 sono tra i media partner del concorso Ridefinire il Gioiello e, a ogni edizione, attribuisco un premio a un vincitore da me scelto, premio che consiste in un articolo di approfondimento.

Ridefinire il Gioiello è un progetto nato nel 2010 da un’idea dalla curatrice Sonia Patrizia Catena. Negli anni è diventato un importante punto di riferimento nella sperimentazione materica sul gioiello contemporaneo e d’arte nonché un’interessante vetrina per artisti e designer.

È un progetto itinerante che promuove creazioni esclusive, selezionate dalla giuria e dai partner per aderenza al tema, ricerca, innovazione, originalità ideativa ed esecutiva. Gioielli tra loro molto diversi per materiali impiegati vengono dunque uniti da un’unica tematica e per l’edizione 2016/2017 tale tematica è stata quella di libri, racconti e poesie.

I monili sono stati chiamati a diventare parole preziose, piccoli libri d’artista indossabili: frasi oppure versi sono diventati materia tangibile in grado di incantare, sorprendere, meravigliare e conquistare.

Dal 22 al 28 marzo, la sesta edizione di Ridefinire il Gioiello è stata ospite presso lo Spazio Seicentro di Milano dove sono stati presentati 41 gioielli inediti, progettati da artisti italiani e stranieri: durante la serata inaugurale, sono stati proclamati i vincitori selezionati da ogni partner.

Per quanto riguarda me, posso dire di aver accuratamente preso visione di tutti i gioielli e di aver fatto la scelta non senza difficoltà. Come sempre, infatti, ho trovato parecchi lavori interessanti e, dunque, non è stato facile decidere.

Eppure, da subito, ho ristretto la selezione ad alcuni pezzi e, alla fine, mi sono lasciata guidare da diversi criteri inclusi cuore, emozione e istintività, presupposti che – a mio umile avviso – devono oggi condurci nella scelta di un monile contemporaneo. Leggi tutto

Bellezza e poesia nei gioielli di Chiara Lucato

Oggi concludo un viaggio, quello intrapreso per presentarvi alcune delle designer che ho incontrato grazie a Ridefinire il Gioiello, il bellissimo concorso curato da Sonia Catena, storica e ricercatrice d’arte esperta in design del gioiello contemporaneo.

Ridefinire il Gioiello è un progetto che si pone l’obiettivo di diffondere una nuova estetica del monile contemporaneo tramite la ricerca di materiali innovativi e sperimentali: edizione dopo edizione, il concorso ha coinvolto più di 2.000 creativi tra artisti, designer e orafi e per l’edizione 2015 si è posto una nuova sfida, ovvero riuscire a creare un Gioiello dell’Altrove in grado di racchiudere in sé l’esperienza del lontano e dello sconosciuto.

Anche per questa edizione, ho avuto il piacere e l’onore di essere media partner del progetto e ho analizzato i 51 progetti finalisti allo scopo di attribuire un premio a un vincitore da me scelto: come ho spiegato nei precedenti post dedicati a Loana Palmas e Alessandra Pasini, la qualità dei lavori presentati è stata tanto alta da indurmi a nominare tre vincitrici, tre giovani donne dotate di grande talento.

Loana è stata la prima ed è poi toccato ad Alessandra: completo il percorso con Chiara Lucato e col suo pendente Il Cantastorie.

La sua creazione ha saputo catturare la mia attenzione grazie a originalità, bellezza e poesia nonché grazie all’idea intrinseca di movimento e alla volontà di rappresentare una cultura diversa e solo apparentemente lontana: il Giappone. Leggi tutto

Alessandra Pasini e il suo viaggio con Moku

Beato chi sa coltivare un proprio mondo interiore riuscendo ad alimentare il lato più poetico della vita; beato chi sa conservare il proprio lato fanciullesco risultando capace di trattenere il bambino che è in ognuno di noi.

Beato chi sa fare tutto ciò, beati coloro che riescono a mantenere vive le speranze e intatti i sogni.

Sono i pensieri che ha fatto nascere in me Alessandra Pasini, una delle designer che ho incontrato grazie a Ridefinire il Gioiello, il bellissimo concorso curato da Sonia Catena, storica e ricercatrice d’arte esperta in design del gioiello contemporaneo.

Ridefinire il Gioiello è un progetto che promuove la creatività e che si pone l’obiettivo di diffondere una nuova estetica del monile contemporaneo tramite la ricerca di materiali innovativi e sperimentali: edizione dopo edizione, il concorso ha coinvolto più di 2.000 creativi tra artisti, designer e orafi.

I monili hanno sempre raccontato e documentato usi e costumi, spesso con una valenza sociale e antropologica: l’edizione 2015 si è dunque posta proprio questa sfida, ovvero riuscire a creare un Gioiello dell’Altrove in grado di racchiudere in sé l’esperienza del lontano e dello sconosciuto.

Anche quest’anno, ho avuto il piacere e l’onore di essere media partner del progetto e ho analizzato i 51 progetti finalisti allo scopo di attribuire un premio a un vincitore da me scelto: come ho spiegato recentemente nel caso di Loana Palmas, la qualità dei lavori presentati è stata tanto alta da indurmi a nominare tre vincitori, anzi, tre vincitrici, tre giovani donne dotate di grande talento. Leggi tutto

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