Paola Baronio, giornalista, omaggio a Giorgio Armani

Giorgio Armani se n’è andato in una giornata di fine estate, di una bellezza luminosa, come è stata la sua moda.

L’ho sempre amato e, mentre leggevo gli articoli e i post che lo celebravano, sentendomi sempre più triste, ricordavo la frase di Marcel Proust secondo il quale «nella vita della maggior parte delle donne, qualsiasi cosa, anche il più grande dolore, fa sempre capo alla messa in prova di un abito nuovo».

Ho realizzato che, nel mio piccolo, gli abiti di Armani hanno vestito i momenti più importanti della mia vita, dal completo scelto per il mio matrimonio con la consulenza della mia migliore amica fino alla giacca con la quale avevo festeggiato il mio primo contratto da giornalista.

Quella giacca, poi, mi ha accompagnato in tante occasioni speciali, ma anche nella vita di tutti i giorni. Leggi tutto

Il dolore all’improvviso: Giorgio Armani si spegne a 91 anni

Oggi è arrivata la notizia che mai, mai, mai il nostro magazine avrebbe voluto dover condividere: Giorgio Armani, Re Giorgio, si è spento all’età di 91 anni.

Non siamo in grado, in questo momento, di aggiungere molto altro perché – secondo noi – questo deve essere il momento del silenzio. Verrà poi il tempo delle riflessioni e degli omaggi. Per ora c’è spazio solo per il dispiacere, immenso, e per una sensazione di vuoto.

Ci limitiamo a condividere qui sotto le parole piene di amore e di rispetto diffuse dal Gruppo Armani.

Segnaliamo che la camera ardente sarà allestita a partire da sabato 6 settembre e sarà visitabile fino a domenica 7 settembre, dalle ore 9 alle ore 18, a Milano, in via Bergognone 59, presso l’Armani/Teatro. Il suo teatro.

Per espressa volontà del Signor Armani, i funerali si svolgeranno in forma privata a Rivalta, nel piacentino, e saranno celebrati lunedì 8 settembre, giorno in cui ci sarà il lutto cittadino a Piacenza (la città in cui è nato), Milano (la città in cui ha vissuto e lavorato) e Pantelleria (l’isola che amava). Naturalmente, i suoi negozi in Italia resteranno chiusi durante le esequie. Leggi tutto

Sicer rafforza l’impegno ESG tra sostenibilità ambientale e sociale

Sono un’ottimista. O lo sono stata. Negli ultimi anni, crescendo, mi rendo conto di essermi in effetti spostata verso un atteggiamento più neutro e cauto. Da realista, diciamo.

Eppure, la voglia di ottimismo c’è ancora. E così, dopo due articoli riguardanti i peccati della moda (delocalizzazione, appropriazione culturale, caporalato), mi sono resa conto di aver bisogno di una boccata di aria pulita. Di aver bisogno di una ventata di positività. Di una notizia che fosse diametralmente opposta a quelle di cui mi sono occupata con quegli articoli. Per me stessa ma anche per voi, cari amici lettori.

Ecco perché, tra i tanti comunicati stampa ricevuti nell’ultima settimana, ho deciso di dare voce a uno che parla di impegno ESG.

ESG è l’acronimo di environmental, social, corporate governance: esprime l’approccio di un’azienda verso obiettivi che trascendono la mera massimizzazione dei profitti. Tali obiettivi comprendono il raggiungimento di specifici traguardi ambientali e, dal punto di vista sociale, l’integrazione di principi di equità e inclusione. Leggi tutto

ADLER Lodge Alpe: vicino alle stelle

Le notti che non si dimenticano: lo stargazing secondo ADLER Lodge ALPE

C’è un luogo – e non è leggenda – dove la notte ha ancora il coraggio di essere buia. Dove le stelle, anziché contendersi un angolo del cielo con i riflessi invadenti della civiltà, si prendono la scena con l’eleganza sobria e antica di un teatro a luci spente. Questo luogo, che sembra uscito dalla penna di un poeta romantico con il passo lento e la coperta sulle spalle, si chiama ADLER Lodge ALPE ed è una perla discreta incastonata nell’altopiano dell’Alpe di Siusi, nel cuore della Val Gardena.

Siamo a 1.800 metri di altitudine, là dove l’aria diventa carezza e la fretta si perde come nebbia all’alba. A dominare il paesaggio, le severe e affascinanti cime del Sassolungo e del Sassopiatto, che – perdonate la confidenza – sembrano fare da sentinelle a un piccolo paradiso terrestre. Lì, ADLER Lodge Alpe non è da considerarsi un rifugio alpino, anche perché non lo è, ma un invito garbato a riscoprire una dimensione perduta: quella del silenzio, della meraviglia, del cielo. Leggi tutto

Fatte su misura: a Milano l’esposizione che fonde arte, legalità, ingegneria

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ha inaugurato il 21 giugno 2025 Fatte su misura, esposizione che fonde arte, legalità e ingegneria. E restituisce al pubblico un’auto d’epoca coinvolta in un’indagine giudiziaria internazionale.

Il secondo piano del Museo si trasforma. La galleria, un tempo neutra, diventa teatro e confessionale. Le luci scolpiscono le curve come farebbero in un set cinematografico.

Ma non c’è finzione, stavolta. C’è giustizia. Storia. C’è una macchina – un’Alfa Romeo 8C 2900 B Berlinetta Touring del 1938 – che non è solo un’icona dell’ingegneria italiana: è una testimone. Leggi tutto

Naturart Village, dove il green è tutto da vivere

Il 31 maggio scorso Naturart Village ha finalmente aperto le porte, diventando un punto di riferimento green nel cuore della Toscana.

Realizzato dalla Giorgio Tesi Group, si trova in un’area ormai in disuso nei pressi della città di Pistoia che adesso profuma di una vita tutta nuova e di una storia ancora tutta da scrivere.

Questo progetto parla di sostenibilità a tutto tondo, non solo per la sua anima green. È da apprezzare la riqualificazione di un’area in disuso e la scelta di non edificare partendo da zero in un’area verde. Va sottolineato anche l’utilizzo dei materiali, anch’essi sostenibili e con una forte attenzione all’ambiente. Inoltre è importante considerare l’impatto sulla comunità: l’apertura del Naturart Village ha generato un centinaio di posti di lavoro. Quest’ultimo è un fattore particolarmente rilevante, considerando il periodo storico in cui viviamo.

Entrando all’interno del Naturart Village non si può che rimanere a bocca aperta, perché ogni spazio è stato progettato alla perfezione. Leggi tutto

Quando la Vespucci incontra la 1000 Miglia

Un incontro simbolico nel cuore di Livorno

Il 7 giugno 2025, nel porto di Livorno, è andato in scena qualcosa di più di una conferenza stampa. È andato in scena un rito. A bordo dell’Amerigo Vespucci, la più bella nave del mondo — e non è retorica, lo dicono i marinai di ogni latitudine — è stato annunciato il passaggio della 1000 Miglia 2025 all’interno dell’Accademia Navale. Due icone, una del mare, l’altra dell’asfalto, si sono strette la mano sotto il cielo salmastro della costa toscana.

Un veliero, un tempio galleggiante

Varata nel 1931, la Nave Scuola Amerigo Vespucci non è solo un vascello: è una cattedrale sul mare. Tre alberi maestosi, vele come ali, la prua che taglia l’acqua con l’orgoglio di chi sa da dove viene. Porta il nome dell’esploratore che ha dato il nome all’America, e non per caso. Questa nave educa i giovani ufficiali della Marina Militare, ma anche chi la guarda. Insegna la bellezza della disciplina, la dignità della divisa, l’eternità dei valori. Leggi tutto

A tu per tu con Luca Trapanese: lui è “Nato per te”

Il 15 giugno al Teatro Excelsior di Empoli ed il 16 giugno al Teatro Manzoni di Milano, andrà in scena Luca Trapanese con “Nato per te – L’amore non chiede permesso”. Con l’occasione abbiamo avuto l’onore ed il piacere di intervistarlo.

È stato uno scambio a tu per tu denso di emozioni, di verità, di vita. Luca Trapanese è ormai da anni un simbolo ed è conosciuto per la sua storia personale, in particolare per il suo impegno verso la disabilità e per essere diventato il papà di Alba.

Luca Trapanese è anche molto altro e, con estrema gentilezza e disponibilità, ci ha dato modo di scoprirlo in questa intervista colma di umanità.

Da anni leggiamo il tuo nome sul web, un po’ ovunque, scoprendo la tua e la vostra storia, ma Luca Trapanese chi è?

Eh, Luca trapanese chi è? In realtà, Luca Trapanese, rispetto alla storia che lo ha fatto conoscere, cioè questo ragazzo, uomo, single, gay, napoletano che ha adottato per la prima volta una neonata di 27 giorni, è una persona che ha avuto una vita abbastanza rumorosa. Leggi tutto

Il lusso che si fa mecenate: Zegna e Bvlgari tra bellezza e responsabilità

In un’epoca in cui tutto sembra sciogliersi come cera al sole, in cui le parole perdono peso e l’arte rischia di diventare solo un filtro in Instagram o una posa da vernissage, due nomi dell’eccellenza italiana – Bvlgari e Zegna – si ribellano al nulla. Sì, si ribellano. Perché oggi sostenere l’arte è un atto di rivolta. Di dignità. Di memoria. È dire no alla bruttezza che ci assedia. È rifiutare il cinismo di chi vede nell’arte solo un costo o una decorazione.

Contro l’amnesia del presente

Chi sono questi due marchi? Non solo imprese. Non solo lusso. Sono identità. Bvlgari è Roma, è la pietra incastonata nel tempo, è l’oro che racconta storie. Zegna è Biella, è la lana che diventa eleganza, è la montagna che si fa cultura. Ma soprattutto – oggi più che mai – sono testimoni di una verità scomoda: l’impresa ha un’anima. E un dovere. Quello di coltivare la bellezza. Non quella effimera, vendibile, modaiola. Ma quella vera. Quella che educa, che punge, che salva. Leggi tutto

L’eleganza ribelle di un’identità in bilico: il Made in Italy

Da qualche parte, c’è un’Italia che non fa rumore, eppure tiene in piedi l’onore di una nazione che troppo spesso dimentica chi è. È l’Italia che cuce, scolpisce, assembla, dipinge, crea. Quella che non urla in TV, che non sgomita nei talk show, ma che ogni giorno mette le mani nella materia e ne tira fuori bellezza. È l’Italia del Made in Italy, tre parole che all’estero valgono come una firma d’artista, ma che in patria rischiano di diventare un marchio svuotato, venduto a pezzi come i souvenir nei vicoli di Venezia.

Cos’è il Made in Italy?

Il Made in Italy non è solo una questione commerciale. È una questione culturale, identitaria, quasi spirituale. È il filo sottile ma tenace che lega il Rinascimento alla moda di Milano, l’ingegno leonardesco alla robotica emiliana, la cucina povera napoletana ai ristoranti stellati di Tokyo. È lo stile come linguaggio, la bellezza come dovere civile, la cura del dettaglio come forma di rispetto. Eppure, siamo arrivati a un punto in cui tutto questo rischia di dissolversi. Non perché non valga più. Ma perché il mondo attorno si muove troppo in fretta per accorgersene. Leggi tutto

Una missione per due, l’opera lirica che celebra l’inclusione attraverso l’arte

Ricevo e volentieri condivido – Sabato 24 maggio è il giorno del debutto di Una missione per due. È un’opera lirica che celebra l’inclusione attraverso l’arte e va in scena al Teatro La Nuova Fenice di Osimo, in provincia di Ancona.

Lo spettacolo coinvolge quasi 600 partecipanti tra studenti, professionisti e ragazzi con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale. È il cuore pulsante di Opera fai da te, progetto nato dalla sinergia virtuosa tra Accademia d’Arte Lirica di Osimo, Istituto Comprensivo Caio Giulio Cesare di Osimo-Offagna e Fondazione Lega del Filo d’Oro.

L’obiettivo? Rendere la cultura accessibile e partecipata.

«Abbiamo accolto con entusiasmo l’opportunità di coinvolgere bambini e giovani adulti con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale in questa esperienza corale in cui ciascuno può essere protagonista con le sue potenzialità. Progetti come questi rappresentano un’occasione preziosa per promuovere una cultura dell’inclusione fondata sul rispetto, sull’empatia e sulla valorizzazione delle diversità. Sono la dimostrazione di come ogni persona, con le proprie abilità e unicità, possa contribuire in modo significativo alla creazione di qualcosa di importante e condiviso». Leggi tutto

Caprarola balla grazie a Benedetta Bruzziches e alla sua idea di cultura d’impresa

Viviamo in un momento storico in cui tutti i brand – e soprattutto quelli del segmento lusso – dovrebbero interrogarsi circa l’impatto che generano nei territori in cui operano.

Ripensare al significato di responsabilità d’impresa è infatti fondamentale. Il valore di un marchio non si misura, oggi, esclusivamente attraverso i prodotti, ma anche attraverso la capacità di generare benessere, cultura, senso di appartenenza. In questo scenario, le aziende possono trasformarsi in veri e propri agenti di cambiamento, capaci di rigenerare il tessuto sociale ed economico di un luogo.

Serve un ritorno alle origini, a quando i grandi imprenditori affiancavano, alle loro aziende e ai loro affari, opere sociali e assistenziali volte a migliorare il benessere della comunità. Penso, per esempio, a Ermenegildo Zegna (1892 – 1966) e Adriano Olivetti (1901 – 1960). Loro e altri uomini dello stesso calibro credevano in grandi valori. Credevano che fosse possibile creare un equilibrio tra profitto aziendale e solidarietà sociale. La loro organizzazione del lavoro comprendeva dunque un’idea di felicità collettiva che generava efficienza. Purtroppo, con il passare del tempo, anziché diventare la norma, uomini e imprenditori come Zegna e Olivetti sono rimasti eccezioni. Leggi tutto

Franco Moschino il genio visionario – 5 motivi per visitare la mostra

È stata inaugurata da poco e resterà aperta fino al 19 dicembre 2024. Mi riferisco a Franco Moschino il genio visionario, la mostra ospitata da MyOwnGallery / Superstudio Più a Milano. (AGGIORNAMENTO: PROROGATA FINO ALL’8 GENNAIO 2025!)

A trent’anni dalla sua scomparsa, questa mostra patrocinata dal Comune di Milano vuole ricordare la carica innovativa, la contemporaneità e la vitalità creativa di Franco Moschino. L’esposizione è un’esperienza immersiva nel suo universo immaginifico attraverso le iconiche fotografie di Stefano Pandini che catturano la visione ironica e provocatoria dello stilista, definizione riduttiva che Moschino non amava.

Irriverente, visionario, ironico e inarrestabilmente controcorrente, Franco Moschino è stato l’enfant terrible della moda italiana. Un genio poliedrico capace di scardinare le convenzioni del fashion system con un sorriso beffardo. Uno stilista (pardon) rivoluzionario ma anche un pubblicitario provocatore, un pittore anticonformista, un filosofo ribelle, un pacifista e precursore del movimento eco-friendly.

Moschino, classe 1950, aveva fondato nel 1983 il marchio che portava il suo nome. In soli dieci anni, ha costruito uno dei marchi più innovativi al mondo, lasciando alla sua scomparsa – avvenuta il 18 settembre 1994 – un’eredità che ancora oggi ispira le nuove generazioni di creativi.

Questo perché, grazie al suo linguaggio visionario e irriverente, ha saputo coniugare moda, arte e provocazione, lasciando un segno indelebile nel panorama della moda internazionale. Leggi tutto

Landscape Festival 2024, Facing the crisis: a Bergamo si parla di paesaggio e soluzioni

Esistono parole alle quali diamo connotazioni non del tutto corrette.

Penso, per esempio, alla parola crisi alla quale diamo un’accezione fortemente negativa. La usiamo per indicare una condizione traumatica o stressante per un individuo. Oppure per indicare il deterioramento di una situazione che si trasforma in qualcosa che provoca inquietudine e smarrimento. E, ancora, per indicare l’improvviso passaggio dalla prosperità alla depressione.

Eppure, se si va a scavare nell’etimologia, si scopre che kρίσις (krìsis) deriva da kρίνω (krìno) che, in origine, aveva un significato un po’ diverso. Il verbo greco κρίνειν (krìnein) aveva principalmente il significato di separare ed era connesso alla trebbiatura. In pratica, indicava l’attività di separare la granella del frumento dalla paglia e dalla pula; poi, per traslazione, il lemma è passato all’atto dello scegliere.

Crisi, dunque, contiene in sé una scelta fatta dopo una separazione, un taglio. Ho anche scoperto che la semantica del sostantivo kρίσις (krìsis) fu poi ampliata. Fu lo storico Tucidide a ricorrere al significato di soluzione. Si sono poi susseguite ulteriori evoluzioni nell’uso del termine.

A ogni modo, possiamo affermare che crisi dovrebbe indicare un momento non necessariamente o esclusivamente negativo. E potrebbe essere vista, invece, come un momento di passaggio, di cambiamento, di trasformazione. Un’occasione per trovare nuove soluzioni.

È (anche) da questi pensieri che nasce il titolo della XIV edizione di Landscape Festival. Il titolo è Facing the crisis ovvero affrontare la crisi. Leggi tutto

Eleganza in uniforme, moda e storia militare in mostra a Pinerolo

Ricevo e volentieri condivido – Il Museo Storico dell’Arma di Cavalleria di Pinerolo, in provincia di Torino, ospita Eleganza in uniforme: un racconto di moda e storia militare. La mostra, aperta fino al 14 novembre 2024 con ingresso gratuito, offre l’opportunità di esplorare la connessione tra moda femminile e uniformi militari dal 1849 al 1943, attraverso la storia della Scuola di Cavalleria.

I capi presentati sono una quarantina. Si aggiungono inoltre accessori tra cui corsetti e cappelli.

La mostra è curata da Laura Tessaris, storica del costume, con la volontà di esplorare non solo le trasformazioni stilistiche, ma anche le storie umane che si celano dietro le vesti. L’idea è quella di un viaggio nella storia del costume, dalle frivolezze degli abiti da ballo della seconda metà dell’Ottocento fino al rigore dei completi femminili ispirati alle uniformi negli Anni Quaranta.

La chicca? Un abito della contessa Sofia Cacherano di Bricherasio (1867-1950), pittrice e filantropa. Se la famiglia Cacherano di Bricherasio era solita vestire in maniera elegante, quello esposto è un abito da cavallerizza, invernale, pensato per andare in carrozza o a cavallo. Datato 1890, è in lana, con un corpetto beige con finiture di lana tartan marrone e una gonna drappeggiata da un lato, asimmetrica. È un capo, dunque, funzionale per gli spostamenti e non particolarmente elegante. Leggi tutto

Genius Loci, la mostra dedicata a Franco Moschino è ad Abbiategrasso

È un periodo molto particolare. Un periodo di confusione, lo definirei. In vari ambiti e anche nella moda.

È un periodo in cui nella moda, per esempio, si alternano continui e sempre più frequenti cambi di direttori creativi in seno a tanti brand illustri. Anche dal punto di vista culturale vengono proposti prodotti che, anziché fare chiarezza, offrono visioni pasticciate e pasticcione. Giusto per fare un nome: concordo completamente con l’analisi di Giuliana Matarrese (qui) a proposito di The New Look, il biopic di Apple+ che avrebbe potuto (o dovuto) raccontare la vita di Christian Dior.

Insomma, la moda si trova decisamente in stato confusionale, ahimè, sotto tanti punti di vista, ed è sempre più difficile comprendere in quale direzione vada. Specchio dei tempi, direbbe qualcuno. Non è un pensiero infondato e lo condivido.

Ecco, in mezzo a questa confusione che trovo spesso disturbante, restano ben poche certezze. Una di queste è lo studio della storia della moda. E non solo per conoscere il passato, ma anche per cercare chiavi per interpretare il presente e provare a ipotizzare il futuro.

Certo, le risposte non sono purtroppo da cercare in biopic come quello su Dior (che delusione, lo avevo tanto aspettato…). Le risposte possono invece venire da eventi ben organizzati, come tante belle mostre attualmente in corso. Per esempio, quella su Walter Albini a Prato, della quale mi sono recentemente occupata (qui). Oppure quella su Franco Moschino, ovvero la mostra della quale desidero parlare oggi. Leggi tutto

Parma 360 è il festival che offre 5 ottimi motivi per essere a Parma ora

HOMO DEUS. Sono le parole chiave dell’ottava edizione di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, la manifestazione a cura di Chiara Canali e Camilla Mineo che si tiene a Parma dal 6 aprile al 19 maggio 2024.

Sono stata all’anteprima stampa e, carica di entusiasmo, vorrei condividere il racconto di un’esperienza che – secondo me – è assolutamente da vivere.

Parto proprio dalle parole chiave. Perché vorrei spiegare da dove arrivano visto che simboleggiano anche il tema del festival.

In un’epoca in cui grande prosperità e recenti instabilità si alternano continuamente, l’umanità di oggi e del futuro deve e dovrà affrontare problematiche legate al cambiamento climatico, al mutamento dell’habitat, alla gestione delle risorse. Yuval Noah Harari è uno storico, filosofo e divulgatore (classe 1976) che ha preannunciato alcune delle sfide che daranno forma all’umanità nel XXI secolo, dalla robotica alla biotecnologia, dall’ingegneria genetica all’Intelligenza Artificiale. Harari è l’autore di un saggio intitolato HOMO DEUS Breve storia del futuro e l’edizione 2024 di PARMA 360 parte da queste parole e da questa idea.

Attraverso le opere di alcuni tra i più importanti artisti contemporanei, il festival indaga tematiche legate al superamento della dimensione antropocentrica dell’uomo in favore di una visione tecno-umanistica (o trans-umanista) e datocentrica. Insomma: l’Homo Sapiens ha oramai esaurito il suo percorso storico e, sostituito dall’Homo Deus, dovrà mettere queste nuove tecnologie al servizio del progresso scientifico per la propria sopravvivenza biologica e spirituale. Leggi tutto

Il talento e il genio di Walter Albini in mostra a Prato

Sono particolarmente felice di annunciare che il Museo del Tessuto di Prato celebra lo stilista Walter Albini (1941-1983) con una grande mostra curata da Daniela Degl’Innocenti ed Enrica Morini.

(Aggiornamento 02/09/2024: sono altrettanto felice di annunciare che, a seguito del grande successo di pubblico, il Museo ha deciso di prorogare la mostra fino a sabato 30 novembre 2024.)

Walter Albini. Il talento, lo stilista è il risultato di un intenso lavoro di studio e ricerca condotto sull’intera vicenda professionale di Albini, assoluto protagonista della moda italiana tra la fine degli Anni Sessanta e i primi Ottanta del Novecento. L’omaggio a questo professionista eccezionale è assolutamente doveroso ed è questo il motivo per cui sono felice di annunciare la mostra.

L’attività di ricerca alla base del progetto espositivo (e del catalogo che lo accompagna) nasce in seguito a una cospicua donazione (oltre 1700 pezzi!) che il Museo ha ricevuto a più riprese tra il 2014 e il 2016. Si tratta di un ricco fondo di bijou, bozzetti, disegni, fotografie, documenti, libri, appartenuti proprio ad Albini e che documentano la sua grande capacità creativa e progettuale, dal periodo giovanile fino alla sua scomparsa. Leggi tutto

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