Ad Artem presenta ScopriMI per far (ri)scoprire Milano a cittadini e visitatori

Vedere la propria città – o una città che si ama – con occhi diversi. È proprio questa la proposta di Ad Artem che presenta ScopriMI, il nuovo progetto che invita cittadini e visitatori a osservare Milano con uno sguardo nuovo.

ScopriMI nasce dall’esperienza educativa e dalle numerose visite guidate organizzate negli anni sul territorio cittadino da Ad Artem con il patrocinio del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Milano. Attraverso nove tour esperienziali guidati, ScopriMI invita a osservare con uno sguardo più consapevole per trovare angoli nascosti, dettagli e storie che testimoniano la straordinaria ricchezza del patrimonio culturale del capoluogo meneghino. Leggi tutto

Com’è andata la camminata di Mothers’ Call for Peace, madri palestinesi e israeliane unite per la pace

Come annunciato anche da noi di a A glittering magazine, madri palestinesi e israeliane hanno camminato insieme martedì 24 marzo a Roma per la Barefoot Walk, Mothers’ Call for Peace. La camminata a piedi nudi mira a promuovere un’azione globale con due obiettivi precisi: sollecitare i leader mondiali affinché venga posta fine al conflitto israelo-palestinese e far sì che le donne vengano ammesse al tavolo dei negoziati per la pace.

La Barefoot Walk è un’iniziativa di Mothers’ Call, missione congiunta del movimento palestinese Women of the Sun e del movimento israeliano Women Wage Peace. Si fonda su un appello che unisce donne e madri di entrambi i popoli nell’obiettivo di garantire sicurezza, dignità e un futuro ai propri figli (qui). Leggi tutto

Ridefinire il Gioiello decima edizione, inaugurata la mostra a Casalmaggiore

Ci siamo: dopo la fase di selezione (che avevamo annunciato qui), Ridefinire il Gioiello entra ora nel vivo con la mostra che è stata aperta al Museo del Bijou di Casalmaggiore, in provincia di Cremona.

Ideato e diretto da Sonia Patrizia Catena e dedicato alla valorizzazione del gioiello contemporaneo, Ridefinire il Gioiello compie quindici anni e arriva alla sua decima edizione. Tale importante traguardo viene celebrato dedicando il tema 2026 a una riflessione profonda sul tema della montagna intesa non solo come paesaggio naturale, quanto piuttosto come luogo simbolico e come archetipo. La decima edizione si configura dunque come una nuova cima da raggiungere, un invito a guardare oltre e ad alzare lo sguardo, traducendo la montagna non come immagine da riprodurre, ma come energia e metafora da interpretare. Leggi tutto

A Cernobbio c’è la mostra diffusa e open air TRACCE di Davide Dall’Osso

Chi avrà l’opportunità di trovarsi a Cernobbio, ora e nei prossimi mesi, incapperà in ballerine, cavalli, volti monumentali che fanno parte della mostra diffusa TRACCE di Davide Dall’Osso. Cittadini e turisti potranno incontrare le sue sculture fino al 4 ottobre 2026, camminando per le strade o percorrendo il lungolago della cittadina situata in provincia di Como.

Le sculture di Dall’Osso fanno parte di Ombre e Presenze, un progetto triennale ideato dal Comune di Cernobbio e dalla Galleria GALP. È concepito come un percorso di ricerca artistica dedicato ai temi della presenza e dell’assenza, della materia e della sua dissoluzione nello spazio. Il progetto si articola in tre mostre di arte diffusa: dopo la prima edizione del 2025 dedicata a Stefano Bombardieri, il secondo capitolo è ora affidato a Dall’Osso. Leggi tutto

La mostra sui Tarocchi con il Mazzo Colleoni (riunito) è ora aperta a Bergamo

L’avevamo annunciato a inizio febbraio tra le pagine del nostro magazine (qui): Accademia Carrara di Bergamo si stava preparando a inaugurare la mostra TAROCCHI. Le origini, le carte, la fortuna. La mostra è ora aperta fino al 2 giugno 2026 e propone un percorso espositivo che va dal Quattrocento al Novecento. Al centro c’è la storia dei Tarocchi, dal lusso delle corti rinascimentali fino alla creatività contemporanea.

Dopo più di un secolo, sono state finalmente riunite le carte del Mazzo Colleoni (1455 – 1490 circa), il più completo al mondo tra i Tarocchi antichi giunti fino a noi. L’occasione di questa eccezionale riunione ha avviato un progetto altrettanto unico con indagini scientifiche che approfondiscono la storia, gli artisti, i committenti, le tecniche. La curatela del progetto è di Paolo Plebani, conservatore di Accademia Carrara. Leggi tutto

Con K-NOW! Korean Video Art Today, la scena artistica contemporanea della Corea del Sud al MASI Lugano

La sua capacità di raccontare il mondo che diventa globalizzato attraverso l’avvento della televisione e delle tecnologie digitali lo ha reso un modello fondamentale per tutte le successive generazioni di artisti interessati ai nuovi media. È Nam June Paik (1932 – 2006), artista statunitense di origine sudcoreana che ha lavorato in diversi ambiti artistici. Il suo nome resta legato soprattutto alla videoarte di cui è stato uno dei pionieri. Già nel 1963, Nam June Paik realizzava Exposition of Music-Electronic Television, mostra che viene oggi considerata come il primo atto concreto di pratica della videoarte.

Lontana da un utilizzo passivo del mezzo tecnologico, la videoarte si serve dei medium digitali per precise finalità comunicative e non si ferma a una pura documentazione della realtà. La tecnologia diventa parte del processo creativo o, ancora, diventa il mezzo di presentazione. Leggi tutto

Otto marzo a modo nostro: il talento di Lamunt, designed by Women for Women

8 marzo ovvero Giornata internazionale della donna o, ancora meglio, Giornata internazionale dei diritti della donna. Cosa significa celebrarla a modo nostro? Significa che, oltre ad aver dato notizia dell’arrivo a Milano del MUPA, il Museo del Patriarcato (vedere l’articolo precedente), scegliamo di celebrare il talento delle donne. Lo facciamo condividendo la storia di un brand che si chiama LaMunt e che porta avanti un ideale molto preciso: designed by women for women.

Il percorso di LaMunt è nato dall’ascolto e dal confronto costante con donne che vivono la montagna ogni giorno. Il brand è nato infatti cinque anni fa da un bisogno reale. Nell’abbigliamento tecnico da montagna, lo sguardo femminile è rimasto per lungo tempo sullo sfondo, potendo contare su capi pensati per altri consumatori e per altre priorità. È proprio da questa consapevolezza che ha preso forma l’intuizione di Ruth Oberrauch, fondatrice di LaMunt: creare un progetto che partisse dalle esigenze delle donne. Leggi tutto

A Milano arriva il MUPA, Museo del Patriarcato di ActionAid con focus sulle discriminazioni nello sport

Si sono da poco spenti i riflettori sui Giochi Olimpici Invernali e, a breve, torneranno a riaccendersi sui Giochi Paralimpici. Tra le cose positive che Milano Cortina 2026 ha portato con sé, possiamo sicuramente annoverare la valanga – quasi letteralmente! – di vittorie accumulate dalle atlete, a partire dalle nostre splendide Azzurre. Spero che questa eco non si spenga. E spero che non sia solo una bella illusione. È per questo che, ben volentieri, ho deciso di dare spazio alla notizia dell’arrivo a Milano del MUPA, il Museo del Patriarcato lanciato a Roma lo scorso 25 novembre per iniziativa di ActionAid.

In occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, il MUPA torna a raccontare la società patriarcale dei nostri giorni. A ospitarlo, dal 7 al 21 marzo, sarà la Fabbrica del Vapore. Ventisette opere – di cui quattro inedite – tra cimeli, reperti, diorami, installazioni interattive e testimonianze formano una mostra che invita a osservare con sguardo critico i comportamenti e le narrazioni che, ancora oggi, alimentano la violenza maschile sulle donne. Lo scopo è smascherare i meccanismi culturali che determinano proprio quei comportamenti e quelle narrazioni. Leggi tutto

Da Paul Poiret a Jonathan William Anderson, la moda veste ancora la cultura

L’argomento principe di questo periodo è, giustamente, uno e soltanto uno: i Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. La nostra Francesca Soba, per esempio, sta lavorando a un articolo che parla dei successi delle atlete di varie nazionalità e non solo delle nostre meravigliose Azzurre. Io mi concentro invece su un altro punto, ovvero il rapporto tra Olimpiadi e moda.

Penso di poter affermare che, tra i tanti aspetti della cerimonia di inaugurazione (e tralasciamo le varie polemiche, per carità), siamo rimasti tutti più o meno affascinati dalle divise ufficiali delle varie nazioni. Molti importanti brand globali hanno firmato le uniformi dei team, creando un punto di incontro tra design, tecnologia e identità culturale. L’abbigliamento olimpico è diventato il racconto visivo di ogni Paese in un intreccio tra performance e stile. E così ciò che si indossa diventa, ancora una volta, un veicolo comunicativo immediato e di grande impatto. Leggi tutto

Mikayel Ohanjanyan in mostra a Carrara al mudaC con “Legami: Ties That Bind”

In Toscana, posizionata tra il Mar Ligure e le Alpi Apuane, sorge Carrara, città di rilevanza internazionale per l’estrazione, la lavorazione e il commercio di un prestigioso tipo di marmo che prende il nome proprio da questo luogo.

Dal 2017, Carrara è Città Creativa dell’Unesco e la sua Accademia di Belle Arti è il fulcro della formazione per tanti studenti appassionati di arte in ogni sua declinazione. E, tra le perle della città, figura anche il mudaC, acronimo di Museo delle Arti Carrara.

Inaugurato nel 2006, è un centro museale dedicato alla scultura e alla sua evoluzione stilistica e materica. Le opere che raccoglie testimoniano lo sviluppo artistico della città dagli anni Cinquanta del Novecento ai giorni nostri. Il mudaC ospita infatti lavori di artisti di fama nazionale e internazionale che hanno lavorato ed esposto a Carrara. Anche la sede odierna è particolare: il museo ha trovato casa nel complesso di San Francesco che, costituito dalla Chiesa e dall’annesso Convento, fu edificato nel XVII secolo per volontà di Carlo I Cybo Malaspina, principe di Massa e marchese di Carrara. Leggi tutto

Anatomia di una icona, dal rosso Valentino all’eternità

Chi è colui o colei che usiamo definire icona? È una persona che fa qualcosa di così emblematico, di così unico da diventare rappresentativo di quel qualcosa stesso. Significa dunque essere capaci di incarnare, di impersonare quel qualcosa fino a diventare quasi un tutt’uno, sfidando anche il tempo. È proprio per questi motivi che Valentino Ludovico Clemente Garavani, noto semplicemente come Valentino, può essere definito una icona. Perché ha fatto cose che lo hanno reso unico e inconfondibile, tanto da creare un tutt’uno tra ciò che è stato e ciò che ha fatto. Un esempio? Il colore che porta il suo nome, il rosso Valentino.

Quel rosso è una sfumatura ben precisa e che ha una storia diventata mitica. Accade che, mentre si trovava a teatro per vedere un’opera lirica, l’attenzione di un giovane Valentino ancora studente venne completamente catturata da una donna avvolta in un abito in velluto rosso. Lo sguardo del couturier rimase affascinato dall’intensità di una sfumatura così accesa, intensa, fuori dagli schemi. Leggi tutto

I Macchiaioli arrivano a Palazzo Reale a Milano, due motivi per visitare la mostra

Il Comune di Milano ha appena inaugurato una mostra che rappresenta l’occasione di scoprire – o riscoprire – uno dei movimenti più affascinanti della pittura europea. L’ampia retrospettiva si intitola I Macchiaioli ed è dedicata alla corrente che è stata l’espressione artistica degli ideali del nostro Risorgimento.

Prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e Civita Mostre e Musei, la mostra è aperta a Palazzo Reale dal 3 febbraio al 14 giugno 2026 (PROROGATA AL 5 LUGLIO 2026). A curare la mostra sono Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca, tre dei più autorevoli esperti italiani del movimento. Il loro progetto espositivo permette di valorizzare una pagina fondamentale di storia dell’arte. Ed è una pagina fondamentale anche dal punto di vista morale, civile e culturale, visto che ha contribuito a costruire le radici e l’identità dell’Italia unita. Leggi tutto

Rosa Genoni in Valtellina, un progetto che va alle origini del Made in Italy

Si avvicina l’inizio dei XXV Giochi olimpici invernali o Milano Cortina 2026, l’evento che catalizzerà l’attenzione globale a partire dal 6 febbraio. Entra nel vivo anche il calendario culturale che accompagna l’evento sportivo e, tra gli eventi interessanti, ne figura uno particolarmente legato alla storia del costume e della moda: si tratta di Rosa Genoni in Valtellina, alle origini del Made in Italy.

Rosa Genoni (1867-1954), tiranese di nascita, torna nelle sue terre di origine grazie alla reinterpretazione artistica della ricamatrice Barbara Trestini Trimarchi, sua concittadina. Il progetto Rosa Genoni in Valtellina è un evento diffuso che avrà luogo tra Sondrio, Tirano, Grosio, Bormio, ideato e curato da Elisabetta Invernici, storica del costume e giornalista. Si parte da Sondrio con l’inaugurazione di sabato 24 gennaio per poi concludere nello stesso luogo domenica 22 febbraio 2026. Leggi tutto

Louis Vuitton festeggia i 130 anni della tela LV Monogram

1896 – 2026: sono trascorsi esattamente centotrenta anni dalla nascita di uno degli elementi più distintivi di Louis Vuitton, ovvero la tela LV Monogram.

Ho letto un’intervista interessante fatta a Pietro Beccari, presidente e amministratore delegato di Louis Vuitton e della divisione moda del gruppo LVMH. A firmarla è Paola Pollo per il Corriere della Sera. Tanti elementi, in questa intervista, hanno catturato la mia attenzione.

Spiegando il successo della tela LV Monogram, Beccari usa parole che amo, come durabilità e tradizione e, contemporaneamente, parla di versatilità, di dinamismo e del bisogno di essere contemporanei. Parla di bellezza che attraversa il tempo. Racconta anche che Louis Vuitton non vuole «solo vendere prodotti» ma vuole essere anche «una marca culturale e un lifestyle» – e su questo concetto tornerò poi, lo prometto.

Arriva poi la frase fondamentale, pronunciata quando Paola Pollo fa notare come la moda non stia vivendo un momento facile, nemmeno per celebrare un anniversario importante come questi centotrenta anni. Leggi tutto

The Gentleman – Stile e gioielli al maschile, un’esplorazione del rapporto tra uomo e ornamento

Palazzo Morando, il museo milanese dedicato al costume e alla moda, ospita la mostra intitolata The Gentleman – Stile e gioielli al maschile, aperta nelle sale espositive del primo piano da venerdì 16 gennaio a domenica 27 settembre 2026.

Attraverso pezzi originali e documenti, i due curatori della mostra, la storica del gioiello Mara Cappelletti e Gian Luca Bovenzi per la parte moda, invitano a riflettere sul significato culturale e simbolico dell’ornamento maschile.

Perché visitare questa mostra? Perché l’ornamento maschile è un ambito talvolta trascurato, sebbene rappresenti un importante e interessante capitolo della costante evoluzione del costume.

In passato, l’immagine esteriore è stata estremamente rappresentativa della condizione o della posizione sociale di ogni uomo e ogni donna. Comprendere il rango di una persona era facile: bastava osservare i suoi abiti oppure i gioielli che indossava. Pensiamo, per esempio, ai ritratti di re e regine: uno degli elementi più immediatamente riconoscibili del loro status era proprio un gioiello, ovvero la corona. Leggi tutto

Dal riciclo al progetto: con Alisea la grafite diventa design

«Bad news is good news» ovvero «le cattive notizie sono buone notizie». È un modo di dire anglosassone che è diventato molto famoso, soprattutto in tempi recenti. Lascia intendere come tutto ciò che è negativo sia in grado di catalizzare maggiore attenzione e, quindi, spiega anche perché tanti giornali sembrino particolarmente propensi a dare maggior risalto alle cattive notizie.

Non faccio parte di tale scuola di pensiero. Nonostante io sia diventata più cautamente ottimista rispetto al passato, non smetterò mai di privilegiare e sottolineare ciò che di positivo, bello e virtuoso esiste. E faccio questa scelta anche oggi, decidendo di raccontare la storia di Alisea.

Fondata da Susanna Martucci nel 1994 a Vicenza, Alisea trasforma materiali di scarto in oggetti di design attraverso processi innovativi. In particolare, l’azienda ha portato la grafite rigenerata nei più importanti musei del mondo, prima attraverso Perpetua, matita di design dalla durata pressoché infinita, e recentemente con dionisio®, diffusore acustico per smartphone che non ha bisogno di elettricità. Leggi tutto

Il 2025, l’anno in cui la moda ha salutato Giorgio Armani

In questi giorni, archiviando definitivamente l’anno appena terminato, non si può fare a meno di ricordare che il 2025 è stato l’anno in cui la moda e il mondo intero hanno salutato Giorgio Armani.

Gli articoli su di lui sono stati innumerevoli, ovunque, e molti erano ciò che in giornalismo viene definito coccodrillo. Credo che non tutti sappiano che i tempi dell’informazione sempre più stretti costringono tante redazioni giornalistiche a tenere archivi di articoli commemorativi già pronti da usare all’occorrenza, i cosiddetti coccodrilli, appunto. Può sembrare una cosa di dubbio gusto, me ne rendo conto. Eppure questo è solo l’ennesimo segno di quanto chi si occupa di informazione viva nel terrore di arrivare tardi sulla notizia. Leggi tutto

Il 2025 della moda, un bilancio tra tante domande e poche risposte

Il 2025 è stato un anno complesso e turbolento.

La moda è da sempre uno specchio della società e dunque non fa altro che restituirci il riflesso della situazione globale, perché è molto più di ciò che indossiamo. Per esempio, è un’industria che dà lavoro a moltissime persone in ogni parte del mondo.

Anche per il sistema moda, dunque, è stato un anno particolarmente impegnativo e segnato da stravolgimenti strutturali, tra vendite e acquisizioni più o meno inaspettate e continui cambiamenti di direttori creativi. Non mancano poi i peccati capitali, dal caporalato al greenwashing passando per questioni come l’appropriazione culturale.

In questo editoriale di fine anno, provo a ricapitolare le questioni lasciate aperte da un 2025 che ha posto molte domande e offerto poche risposte.

Il 2026 eredita un compito: cercare le risposte a queste e altre domande. Leggi tutto

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