Ricordi dell’estate 2014: parte 4, Manu versus Francia

L’aspettavo non con gioiosa trepidazione bensì con timore e infine è arrivata: la neve. Ebbene sì, sabato mattina mi sono alzata e, guardando fuori dalla finestra, sono rimasta a bocca aperta: nevicava. Aiuto!

Non è un mistero che io non ami l’inverno e che ami ancora di meno la neve, soprattutto in città. Capisco che esulti chi è in montagna e sono felice per costoro, lo giuro, ma non mi convincerete mai sul fatto che la bianca amica sia bella anche in luoghi come Milano dove diventa subito grigia e crea solo un inenarrabile pantano.

Avevo dunque bisogno di escogitare velocemente un piano B, pensare a qualcosa che mi distogliesse dalla neve e dal terrore che si accumulasse. Atteggiamento classico, insomma: quando siamo in una posizione scomoda, quando sperimentiamo qualcosa che non ci fa a sentire a nostro agio, la reazione più facile e immediata è quella di pensare a qualcosa che ci riporti alla nostra comfort zone.

E, pensando a ciò che per me poteva essere una buona comfort zone, è stato istintivo e naturale tirare fuori gli ultimi ricordi di quest’estate: io, turista (quasi) per caso, in giro per la Francia. Momenti che hanno catturato la mia attenzione durante le scorribande tra Moulins, la Bretagna, Parigi, Lione, Menton e Sospel.

Ecco perché il post si chiama Manu versus Francia.

Chi ha vinto? Direi lei, la Francia: come capita ogni volta, è riuscita nuovamente a mettermi K.O. con la sua bellezza. Leggi tutto

Caro Babbo Natale ti scrivo (così mi distraggo un po’)

Da giovanissima non avevo mezze misure né sfumature: con gli anni ho imparato che i punti di vista – soprattutto i propri – sono fatti per essere messi in discussione, rivisti e anche sovvertiti, se e quando è necessario.

Lo scorso anno, più o meno di questi tempi, avevo raccontato di non amare particolarmente le feste comandate con la conseguenza che non sono entusiasta all’idea di distribuire consigli per i regali, nello specifico per Natale.

Non ho cambiato idea sulle festività e continuo a pensare che tutto ciò che ho da dire sia già più o meno contenuto nel mio lavoro quotidiano e nei post che pubblico giorno dopo giorno qui sul blog, tuttavia, visto che mi sono arrivate diverse richieste, ho voluto mettermi in discussione e rivedere questo mio punto di vista almeno parzialmente, anche perché inizio a sentirmi un po’ come il malefico Grinch: quasi tutti sembrano essere presi dall’atmosfera natalizia che ormai si sta insinuando ovunque, quindi… che sia io la guastafeste? Leggi tutto

Happy birthday (anche se lo detesto) to me

Di una persona che scrive per passione e per lavoro si potrebbe essere portati a pensare che non resti mai senza parole e che sappia sempre cosa dire.

In realtà non è così, anzi, volete sapere cosa capita a me? Di solito mi inceppo e bisticcio con le parole proprio quando si tratta di spiegare con chiarezza le mie emozioni e i miei sentimenti.

Tutto ciò mi fa sorridere, lo trovo buffo, ma in fondo è ciò che succede in tanti mestieri: c’è un detto che racconta che il ciabattino, dopo aver aggiustato le calzature di tutti, va in giro con le scarpe rotte. Eh, la saggezza popolare…

Scrivo 364 giorni all’anno celebrando il talento e la bravura altrui: l’unico giorno che dovrei dedicare a me stessa, il 365°, quello del mio compleanno, uno in tutto l’anno, non so cosa dire.

La verità è che da bambina aspettavo con impazienza il 26 novembre: oggi, da adulta, lo cancellerei dal calendario. Quest’anno, intanto, l’ho cancellato da Facebook.

E poi scrivi un post qui?, penserete magari voi e non posso darvi torto: ultimamente sono la regina delle contraddizioni e dell’incoerenza. E spesso mi sento esattamente come una pallina dentro un flipper: sballottata. Leggi tutto

Antonella Fenili e la poesia della collezione Chapeau

Sono un’estimatrice del passato, ma questo non comporta affatto che sia anche una nostalgica né che viva ancorata a ciò che è stato, anzi, è tutto il contrario: vivo il presente con grinta e guardo al futuro con speranza. E con curiosità.

Alcuni sono confortati dal passato perché lo considerano una dimensione conosciuta, familiare e quindi priva di rischi; altri invece lo subiscono come se fosse un peso o una zavorra. Non è il bisogno di sicurezza ad attrarmi verso ciò che è stato, anche perché l’ignoto non mi ha mai spaventata e trovo anzi noiose e pericolose le certezze assolute: inoltre, non sono incline al rimpianto né al rancore, cosa che mi permette di godere dei ricordi belli e di cercare di far pace con quelli brutti.

I ricordi mi accompagnano dunque come un bagaglio al quale tengo molto e che considero prezioso, tanto da farmi vedere il passato come uno scrigno ricco di valori, come un pozzo dal quale possiamo attingere. Leggi tutto

100 happy days: parte 3, ho vinto la sfida con me stessa

Ultimamente ho spesso in mente un vecchio adagio che dice “un dolore condiviso è dimezzato, mentre la felicità condivisa è raddoppiata”.

Più passa il tempo e più mi accorgo che è proprio così, come in una sorta di osmosi. Anche per questo mi è piaciuto partecipare al gioco 100 happy days, perché mi sono resa conto che aver condiviso i miei momenti felici ha fatto bene a me e talvolta perfino anche ad altre persone.

Alla fine ce l’ho fatta, sono arrivata al mio centesimo giorno felice: in cosa consiste il gioco-sfida? Nel trovare in ogni giorno un momento che ci abbia resi felici, rappresentandolo attraverso una foto da condividere sui social network.

Sapete, 100 happy days non mi ha affatto delusa in quanto l’ho affrontato – credo – con le aspettative giuste: non credevo, infatti, che mi avrebbe cambiato la vita, mi aspettavo solo un buon esercizio. Così è stato: come ho già scritto in precedenza, se facciamo attività fisica per rendere il nostro corpo più tonico e scattante, perché non fare altrettanto col buonumore e l’ottimismo, perché non allenare anche loro?

Oggi sono ancora più convinta che sia cosa utile e credo che il giochetto mi abbia insegnato alcune cose utili: essere più comprensiva con me stessa, darmi tregua, perdonarmi un po’ di più, tormentarmi di meno, non imputarmi sempre tutte le colpe, tirare il fiato. Leggi tutto

And the winner is Alessandra Vitali, Finny’s Design

Poche cose danno tanta soddisfazione quanto collaborare con persone che abbiano i nostri stessi interessi e la nostra stessa visione. È una cosa che ci fa sentire profondamente compresi e che, allo stesso tempo, consente di crescere e imparare.

È esattamente la sensazione che ho provato quando ho conosciuto Sonia Patrizia Catena, storica e ricercatrice d’arte esperta in design del gioiello contemporaneo. Tra le tante cose delle quali Sonia si occupa, c’è anche la manifestazione Ridefinire il Gioiello di cui è fondatrice e curatrice e nella quale – con mia somma gioia – mi ha coinvolta.

In un post precedente, vi avevo raccontato come questo progetto nato nel 2010 sia volto a delineare un percorso di ricerca in un panorama assai frammentato. Ridefinire il Gioiello si pone infatti l’affascinante obiettivo di diffondere e valorizzare una nuova estetica del monile contemporaneo tramite la ricerca di materiali innovativi e sperimentali, coinvolti in un processo creativo nel quale il valore aggiunto è rappresentato dall’idea.

Il concorso è giunto quest’anno alla sua quarta edizione e Sonia mi ha offerto un’opportunità interessante e stimolante, una nuova sfida per me e per il blog: accedere al materiale dei 40 designer / artisti /orafi, prenderne visione, studiare e analizzare i progetti da un punto di vista critico e scegliere un mio vincitore.

Il tema del concorso di quest’anno è I Cinque Sensi. I partecipanti hanno dunque progettato o meglio riprogettato il gioiello tramite gusto, vista, olfatto, tatto, udito. Da qui il titolo “Ridefinire il Gioiello in tutti i Sensi, con tutti i Sensi”. Leggi tutto

Vintage a Belgioioso: ispirazioni, destini e Roberta di Camerino

Ieri, in macchina, ascoltavo la radio più o meno distrattamente: a un certo punto, è andata in onda la pubblicità e uno slogan ha catturato tutta la mia attenzione. Mi pare fosse di una casa automobilistica e diceva pressapoco “il futuro è di chi ha un grande passato”.

Mi è sembrato un segno: stavo infatti guidando per raggiungere il Castello di Belgioioso, sede della manifestazione Next Vintage, un appuntamento al quale sono molto fedele.

Non è un mistero che io ami il vintage: ne parlo spesso e lo apprezzo per tanti motivi, non ultimo quello del valore del passato che continua a vivere grazie al passaggio di un oggetto dal vecchio al nuovo proprietario.

È come se gli oggetti riuscissero a legare passato, presente e futuro con un filo rosso. E lo fanno con un alto contenuto di personalità, visto che sostengo con convinzione il fatto che scegliere un oggetto che abbia già avuto una sua storia richieda personalità e che un po’ di questa nostra personalità finisca poi col permeare l’oggetto stesso.

Mi piace l’idea che una borsa, un abito, un gioiello diventino un racconto, il racconto della storia dei suoi proprietari: a ogni passaggio, si aggiunge un capitolo. Leggi tutto

100 happy days: sfida con me stessa / parte 2

Prima delle vacanze, vi avevo raccontato di un piccolo progetto che ho intrapreso. È una sfida con me stessa ed è quella di 100 happy days: consiste nel trovare in ogni giorno un momento che ci abbia resi felici, rappresentandolo attraverso una foto.
Beh, oggi, giovedì 4 settembre, sono arrivata al 68° giorno, incredibilmente. Perché dico “incredibilmente”? Perché, come avevo spiegato nel primo post, non ero affatto sicura di riuscire a tenere fronte all’impegno preso e sono sincera nel dirlo. Non è facile trovare un motivo per cui essere felice, ogni singolo giorno e tutti i giorni, ma finora ci sono riuscita.
E ho realizzato che, in fondo, questo è soprattutto un ottimo esercizio: abitua a soffermarsi su ciò che di buono ci accade, a sottolinearlo.
Sono un’ottimista da sempre, ma ultimamente ero in un momento che definirei un po’ buio: la mia positività si era appannata, mettiamola così, esattamente come accade a un vetro quando qualcuno ci alita sopra. Leggi tutto

Jumbled: uno stile di vita che unisce due menti creative

Questo è il penultimo post prima delle vacanze estive. Volevo quindi qualcosa di speciale per concludere la stagione alla grande, qualcosa che riassumesse tutti i valori nei quali credo: l’ho trovato. La storia che vi racconto oggi racchiude tutto ciò che amo di più, contiene gli elementi sui quali spingo con forza ogni volta che posso: la bellezza delle persone e del loro talento. Vi racconto la storia di Jumbled, di Simone Borioni e di Fabiola Grisci.

Simone e Fabiola fanno coppia nella vita e nelle attività che portano avanti in parallelo, un vero e proprio progetto, un modo di pensare, di sentire e di fare che li unisce: ad accomunarli è la medesima passione e la cura che mettono in ogni singola cosa che fanno.

La prima curiosità che ho avuto nei loro confronti è stato il nome. Non conoscevo questo termine inglese e, cercando sul dizionario il verbo jumble, ho trovato la definizione “to mix in a confused mass, put together without order”, ovvero fare un miscuglio, mettere alla rinfusa. Jumbled mi è così diventato immediatamente simpatico, perché il miscuglio e la rinfusa io li immagino come nuclei di creatività senza fine. Non per nulla, uno dei miei aforismi preferiti è quello del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche: “bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante”. Leggi tutto

A Belgioioso per il vintage: curiosità e la mostra su Gianfranco Ferré

Next Vintage Belgioioso: provate a dire queste tre parole a chiunque sia appassionato di moda e di vintage e verrete ricompensati con un ampio sorriso. La mostra-mercato che si svolge tutti gli anni, in aprile e in ottobre, è un importante punto di riferimento per tutti coloro che amano la moda intesa come storia del costume e dunque come linguaggio carico di significati: io non manco mai, è un appuntamento fisso ed è la terza volta che ne parlo qui sul blog.

Mercoledì sono stata a Belgioioso per l’anteprima stampa della nuova edizione: ho deciso di prendermi i miei tempi e di farmi un regalo, dedicandomi essenzialmente a studiare e a chiacchierare. Mi sono concentrata su alcune persone che ormai sono diventate amiche e mi sono piacevolmente imbattuta in un paio di conoscenze novelle che spero possano diventare a loro volta amicizie. Sono affascinata dal fatto che tutte queste persone siano legate da un filo comune: sono appassionate di ricerca e sono instancabili nel loro lavoro. Mi sono anche deliziata con una mostra meravigliosa, dedicata al grandissimo Gianfranco Ferré. Leggi tutto

Ricordi di sale e di mare: Menton, Roquebrune-Cap-Martin, Éze

La sera di Natale, dopo aver trascorso la giornata coi nostri cari, Enrico e io ci siamo fermati sul divano, per regalarci un momento di relax prima di andare a dormire. Abbiamo acceso la tv, girovagando per i canali. Siamo rimasti ipnotizzati davanti a un documentario, non ricordo nemmeno più su quale rete: ciò che conta è che parlava della Polinesia e in particolare della coltivazione della perla nera. So che molte persone, in questo periodo, sognano – giustamente – la settimana bianca, le montagne, la neve, il fuoco nel caminetto, la cioccolata calda: non ci posso far nulla se, indipendentemente dalla stagione, per me la meta da sogno è sempre e comunque il mare. Non mi importa la stagione, non mi importa di latitudine e longitudine, non mi importa se ci sia il sole o se tiri tempesta, non mi importa se siano i mari caldi o le fredde scogliere del nord: io al mare ci starei ogni giorno della mia vita.

E così mi sono ritrovata a pensare: quand’è l’ultima volta che sono stata al mare? È stato a settembre, un week-end in Francia, in Costa Azzurra, tra Menton, Roquebrune-Cap-Martin ed Éze. La motivazione ufficiale? Il modellismo: abbiamo approfittato del fatto che Enrico dovesse partecipare a un concorso. Come ho spiegato in una precedente occasione, la mia adorata metà fa parte dell’AMIS, ovvero l’Associazione Milanese di Uniformologia, del Soldatino e del Figurino Storico: è un appassionato collezionista nonché pittore di figurini storici e fantasy. La motivazione ufficiosa? Ritagliarci ancora qualche giorno al mare e in Francia, paese che noi amiamo molto e che negli anni abbiamo girato in lungo e in largo. Non ci dispiace mai avere una scusa per tornarci. Leggi tutto

Glittering woman va in TV a “Avanti un altro”

Vi descrivo questa scena: ero a casa e stavo lavorando a un nuovo pezzo per un magazine. Mi ha telefonato un amico, Giuseppe: mi ha detto che era stato convocato da Mediaset per partecipare a una puntata speciale di “Avanti un altro”, nota trasmissione di Canale 5 condotta da Paolo Bonolis.

Non ho fatto in tempo a congratularmi che Giuseppe mi ha detto il perché della sua telefonata: gli avevano chiesto se avesse qualcuno da portare con sé e a lui ero venuta in mente io, in quanto la puntata sarebbe stata dedicata alla moda e soprattutto al glitter.

Ecco, a questo punto sono entrata in panico: cosa dovevo fare?

Vi spiego: per mia indole non sono affatto propensa a esibirmi. Non ridete: è vero, ho un blog, ma se avete letto o leggerete qualche altro mio post noterete che difficilmente ci sono io in prima linea. Sì, si parla dei miei gusti, dei miei pensieri, della mia visione ma i post incentrati sulla mia persona sono praticamente nulli e sono pochi quelli in cui appaio in foto. Chi mi conosce bene sa che sono spigliata, ma è cosa che mi riesce solo quando mi trovo tra persone che conosco o al limite davanti un pubblico ristretto. Sul mio profilo personale Facebook e su quello Instagram pubblico mie foto, ma lo faccio come quasi tutti coloro che usano i social network. Leggi tutto

Next Vintage Belgioioso edizione ottobre 2013

Il vintage non è un argomento nuovo qui su questo blog: è una delle mie passioni e ve ne ho già parlato in più occasioni. Ho iniziato a sviluppare questo forte interesse alcuni anni fa: ben presto si è trasformato in una passione che ha contagiato anche il mio amore per i bijou, facendo sì che io iniziassi a interessarmi ai gioielli d’epoca o risalenti ad almeno 20 – 30 anni fa. Cosa mi affascina? Il fatto che questi pezzi abbiano già una loro storia e un vissuto ai quali aggiungo nel tempo i miei ricordi personali. Una delle manifestazioni che più attendo ogni anno è il Next Vintage che si svolge al Castello di Belgioioso: ricordate, vi avevo parlato dell’edizione dello scorso aprile qui. Next Vintage si svolge infatti due volte l’anno con un’edizione primaverile e una autunnale: è sempre un’ottima occasione per fare ricerca e per imparare qualcosa di nuovo.

Il termine “vintage” era in uso nel settore vinicolo, coniato in origine per definire i vini vendemmiati e prodotti nelle annate migliori: è poi diventato termine di uso comune e più ampio, nonché sinonimo dell’espressione “d’annata”. Oggi si definiscono vintage tutti quegli oggetti che siamo stati prodotti almeno vent’anni prima del momento attuale: pertanto, essendo nel 2013, è ormai vintage tutto quello che risale a prima del 1993. Proprio così, i primissimi anni ’90 si possono già considerare vintage: il tempo vola, vero? Occhio, dunque, a ciò che buttiamo via: potrebbe essere diventato prezioso, ricercato da appassionati e intenditori. Leggi tutto

I sogni a volte si avverano: metti una mattina con Lino Raggio in Sharra Pagano

Nella sezione Chi sono di questo mio piccolo blog, racconto alcune cose di me e racconto che colleziono bijou da quando avevo 15 anni.

Come scrivo lì, mi piacciono le cose strane, particolari o con un significato intrinseco; amo i materiali più disparati e di sicuro il mio criterio di valutazione non è la preziosità commercialmente attribuita, ma quella che gli oggetti hanno per me.

Non riesco a ricordare di preciso come sia iniziata questa mia passione o mania. Probabilmente era insita in me e credo che soddisfi il mio amore per il bello e soprattutto per il bello senza tempo, in quanto un bel bijou può durare per sempre e non ha problemi di taglie.

Inoltre, a mio avviso un bijou racconta una persona e il suo carattere: può rappresentare personalità e personalizzazione in un’epoca in cui massificazione e omologazione sono pericoli dietro l’angolo. Leggi tutto

Tupi Tupi e il fantastico mondo di Gaia Petrizzi

C’è un aforisma che mi è sempre piaciuto e che dice “bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante”. È del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche ed è molto celebre, tanto che qualcuno ha pensato bene di stamparla sulle solite t-shirt (confesso di averne avuta una e forse ce l’ho ancora seppellita in qualche cassetto).

Trovo che sia molto adatta a colei di cui voglio parlarvi oggi, Gaia Petrizzi. Interpreto il caos come uno stato fertile e l’espressione “stella danzante” è una delle più poetiche ed evocative che abbia mai sentito. Gaia è proprio così, poetica ed evocativa: penso che dentro di sé abbia un bel caos, uno dei più creativi che abbia mai avuto la fortuna di incontrare.

Il nostro è un incontro avvenuto lo scorso febbraio, in una di quelle tipiche giornate nere in cui mi chiedo perfino perché diavolo abbia messo il naso fuori da casa: neve, freddo, contrattempi, nervoso a mille. Ma siamo nel pieno della Fashion Week milanese e ho l’agenda piena di incontri. E quindi devo andare. E mi capita di conoscere lei che cambia il mood a una giornata nata storta. Leggi tutto

SunDay Market allo Spazio Milano c’est chic, domenica 26 maggio

Se avete avuto modo o tempo di leggere alcuni degli articoli precedenti (per esempio questo e questo), penserete senza dubbio che sono in fissa coi mercatini. E non avete torto: come ho già confessato, mercati, mercatini e manifestazioni simili sono una mia passione e per alcuni motivi ben precisi.

In primo luogo, penso che la creatività sia un ingrediente indispensabile e vincente nel contesto storico e sociale in cui stiamo vivendo. Creatività, fantasia, capacità di reinventarsi o di crearsi un lavoro, manualità: sono tutte doti fondamentali in un frangente in cui la parola più ricorrente è “crisi”. In secondo luogo, penso che alcune delle cose più interessanti che la moda possa offrire risiedano proprio tra i giovani talenti. Come tutti i linguaggi, anche la moda deve essere in evoluzione e adattarsi ai tempi: le manifestazioni organizzate per far conoscere coloro non sono ancora famosi diventano quindi luoghi privilegiati per aggiornare e riscrivere codici, nonché ottimi osservatori per capire dove la moda stia andando. E una tendenza è chiara: il “fatto a mano” impazza. Leggi tutto

Una domenica speciale parte 2: il Circo delle Pulci

Eravamo rimasti al racconto della mattinata trascorsa domenica al mercatino di Porta Genova (potete leggerlo qui): ecco il resoconto del pomeriggio, dove in qualche modo sono state ancora presenti… le pulci. Sono infatti passata dal mercato delle pulci al Circo delle Pulci, per la serie “mi piacciono i posti ad alto tasso di creatività e immaginazione”.

Cos’è il Circo delle Pulci? Il nome fa riferimento all’omonimo spettacolo itinerante che ebbe successo tra Ottocento e Novecento e ne riprende tutta la bizzarria in forma moderna. E’ un misto tra un circo e un mercato: da una parte ci sono artisti che si esibiscono dal vivo, dj set, installazioni e piccoli workshop; dall’altra c’è l’area market che propone espositori vintage e hand made; si aggiunge anche una food court che spazia dalle pizze al sushi passando per i cannoli siciliani. Il Circo è itinerante, come da tradizione, e per questa edizione ha scelto una location tipicamente estiva: le piscine Argelati di via Segantini, proprio dietro Ripa di Porta Ticinese. E per fortuna, un sole meraviglioso ha benedetto la giornata, cancellando definitivamente il grigiore invernale grazie all’allegria di questo popolo variegato. Leggi tutto

Next Vintage Belgioioso edizione aprile 2013

Visitare la manifestazione Next Vintage di Belgioioso è un po’ come vivere la stessa esperienza che capita ad Ali Baba nella fiaba che lo vede protagonista insieme ai quaranta ladroni: si entra in una caverna piena di tesori. Peccato che non basti la formula “Apriti, Sesamo!” per portarli via tutti…

Ciò che mi attrae nel vintage è la storia che accompagna oggetti e capi nonché la possibilità di dar loro una seconda vita. La manifestazione che si tiene a Begioioso è una delle più importanti del settore: non me la perdo mai, ha per me lo stesso richiamo di una sirena ammaliatrice.

Pochi giorni fa si è conclusa l’edizione primaverile: vi racconto che cosa mi è piaciuto. Leggi tutto

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