Milano Fashion Week, pubblicata la prima bozza del calendario SS 2026

La moda ha lo sguardo costantemente rivolto al futuro. E così, mentre (quasi) tutti noi ci accingiamo alle vacanze estive, il sistema moda internazionale guarda già a settembre che, tra l’altro, è uno dei mesi più importanti per il settore. È il mese in cui, ogni anno, vengono presentate le collezioni per la primavera / estate dell’anno successivo. In questo caso, quelle della SS 2026.

Camera Nazionale della Moda Italiana ha appena diffuso la prima bozza del calendario delle sfilate della Milano Fashion Week® Women’s Collection in programma dal 23 al 29 settembre 2025. Al momento, il calendario prevede 55 sfilate fisiche e 4 digitali.

Ad aprire le danze delle sfilate fisiche sarà Diesel con la sfilata che si terrà martedì 23. A chiudere sarà invece Giorgio Armani: domenica 28 settembre, la sfilata celebrerà anche i cinquant’anni del brand.

Sarà una edizione ricca di debutti, precisamente i debutti di numerosi direttori creativi. Prime volte, sì, ma di professionisti di lunga e consolidata esperienza. E l’elenco consente anche di fare una sorta di ripasso di un periodo che è stato particolarmente ricco di cambiamenti, un continuo valzer di poltrone e nomine. Leggi tutto

RIUSCI, originalità ed empatia da indossare

Acquistare un capo di abbigliamento può sembrare qualcosa di estremamente semplice e rapido. Oggigiorno basta un click ed il gioco è fatto. Ci troviamo a comprare qualsiasi cosa senza fermarci realmente a riflettere, molto spesso essendo anche insoddisfatti di ciò che abbiamo acquistato. Con la necessità di fare in fretta e con l’ingordigia di avere tutto e subito, non prestiamo la dovuta attenzione e, quindi, riempiamo l’armadio di cose che, molto probabilmente, non metteremo mai.

Ci siamo fatti coinvolgere dal grande gioco del fast fashion, confondendo il necessario col vezzo. Alcune volte, però, occorrerebbe soffermarsi, approfondire, cercare meglio, dedicando più tempo ad acquisti consapevoli. Forse, in questo mare magnum, potremmo avere il piacere di imbatterci in RIUSCI, un brand dall’animo toscano che, senza parlare, riesce ad insegnarci molto. Leggi tutto

Caporalato in ambito moda, ultimi casi e possibili soluzioni

Ci sono casi in cui preferirei avere torto. Lo dico sul serio, giuro.

Penso a quando apro uno di quei cosiddetti vasi di Pandora, ovvero quando scoperchio verità che fanno male. Preferirei essere smentita. Preferirei di gran lunga poter dire «ok, mi sono sbagliata, questa volta».

E invece no. Sembra quasi che ci sia un oscuro impegno, un accanimento. Non solo le peggiori previsioni risultano esatte, forse perché mi esprimo dopo aver ben osservato e dopo essermi accuratamente documentata. Viene addirittura dimostrato anche quel detto secondo il quale al peggio non esiste limite.

È ciò che sta accadendo da quando ho scritto l’articolo su ipocrisia e arroganza della moda. Per essere precisa l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di articoli su tali argomenti. L’articolo in questione, datato 2 luglio, parte dalla questione attuale dei dazi minacciati da Trump per focalizzarsi su una grande e scottante questione: la delocalizzazione e il suo vero prezzo, in termini sociali, culturali e, conseguentemente, anche economici. Leggi tutto

Ipocrisia e arroganza versus moda e lusso: qualche riflessione

Lo dichiaro subito, a scanso di equivoci. Non ho nessuna intenzione di scendere nel merito di ciò che sta accadendo nel mondo a seguito delle decisioni di Donald Trump sui dazi commerciali. Preferisco che a farlo sia chi si intende davvero di finanza e geopolitica.

Ciò di cui desidero parlare oggi è però in stretta connessione. È la grande ipocrisia nella quale abbiamo vissuto.

Perché parlo di ipocrisia? Torniamo a Trump e al fatto che i dazi da lui proposti potrebbero, tra l’altro, colpire il settore in cui mi muovo, ovvero tessile e abbigliamento, con tariffe elevatissime. La tensione economica che ne deriva sta generando scossoni a livello planetario e ha riacceso un dibattito: la reale geografia produttiva di moda e lusso.

È cosa nota a tutti come, negli ultimi mesi, numerosi fabbricanti cinesi abbiamo pubblicato video in cui denunciano proprio l’ipocrisia di un sistema che continua a vendere Made in Europe pur affidando, in realtà, la produzione ai loro stabilimenti. Leggi tutto

Hallyu, in mostra a Zurigo l’onda coreana diventata fenomeno mondiale

La musica permea profondamente la nostra vita.

È praticamente ovunque. Saliamo in auto e accendiamo l’autoradio. Entriamo in un negozio o in un locale e, molto spesso, ci accoglie un sottofondo musicale. Canticchiamo, a volte quasi senza accorgercene, i motivi (o tormentoni) del momento. Quasi ognuno di noi ha un brano musicale collegato a un momento specifico della propria esistenza oppure a una persona. E forse non esiste una sola persona al mondo che non sia in grado di citare almeno un nome di cantante o musicista. È forse l’unica arte per cui accade tutto ciò: per esempio, molte persone sono invece completamente disinteressate alla pittura o alla scultura.

Ascoltiamo musica per rilassarci, per divertirci, per trovare ispirazione, per avere compagnia. La ascoltiamo quando siamo allegri e quando siamo tristi. Usiamo infatti l’espressione colonna sonora: una colonna è qualcosa che ha una funzione fondamentale. Sostiene e, allo stesso tempo, abbellisce. Leggi tutto

David Sassoon: l’eleganza silenziosa

Lo stilista delle principesse che ha cucito l’eleganza senza mai tradire un segreto

Il 9 aprile 2025 si è spento a Londra a 92 anni David Sassoon, lo stilista britannico che ha vestito Lady Diana per oltre settanta occasioni pubbliche. Il suo nome è sinonimo di eleganza aristocratica, ma anche di riservatezza assoluta. Un sarto del silenzio. Un poeta dell’abito che non ha mai tradito i segreti delle donne più potenti e osservate del pianeta.

Chi era David Sassoon: origini e carriera

Nato a Londra nel 1932 da una famiglia sefardita irachena, Sassoon sognava il palcoscenico. Ma fu il padre, inflessibile, a dirgli: «Fatti un mestiere serio». Così David si formò al Chelsea College of Art e al prestigioso Royal College of Art, prima di essere notato da Belinda Bellville, couturière dell’aristocrazia inglese. Leggi tutto

MP Moda e Fondazione Centro Anch’io insieme per la Milano Fashion Week

Sabato 1° marzo 2025, durante la Milano Fashion Week, sono stata invitata all’Acquario Civico per una sfilata particolare. A organizzarla è stata la scuola MP Moda per presentare una sfilata collettiva tra creatività, sartoria e sperimentazione.

Il tema conduttore è stato esplicitato fin dal titolo – New Liberty – con l’intento di esplorare il connubio tra design classico ed estetica moderna. Il riferimento è naturalmente all’Art Nouveau, o stile Liberty, ovvero il movimento artistico e filosofico che si sviluppò tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento e che influenzò le arti figurative, l’architettura e le arti applicate. Le linee sinuose e i motivi floreali che hanno caratterizzato tale movimento sono stati reinterpretati e riletti attraverso materiali innovativi e con una forte attenzione alla sostenibilità – da cui l’aggettivo new.

Ogni micro collezione contenuta all’interno della sfilata collettiva è dunque frutto di un intenso lavoro di ricerca sui codici visivi dell’Art Nouveau, reinterpretati con uno sguardo proiettato verso futuro e sperimentazione. Facendo affidamento su immaginazione e creatività, tutti gli studenti hanno provato a riscrivere in chiave moderna un’epoca che ha segnato la storia del design e della moda. In particolare, hanno esaltato il lato sartoriale, secondo la propria percezione e in rapporto ai propri personali codici interpretativi. Lo scopo? Esprimere il proprio punto di vista. Leggi tutto

L’appuntamento con Elio Fiorucci è alla Triennale di Milano

Elio Fiorucci ha scritto un gran capitolo della storia della moda e del costume, a livello italiano e internazionale.

È stato un autentico innovatore, un pioniere, un precursore, un anticipatore, uno sperimentatore. Ha lanciato tendenze. Ha reso popolari e desiderabili capi e oggetti molto tempo prima che diventassero poi comuni.

Nel 1967 ha aperto il suo negozio a Milano che è stato il primo concept store in Italia. Il suo denim ha fatto storia così come i suoi celeberrimi angeli e i suoi piccoli gnomi colorati. Indimenticabile la commistione che ha saputo creare con l’arte e con artisti del calibro di Keith Haring. Nel 1983 Fiorucci ha affidato all’artista statunitense la decorazione del negozio in San Babila, precisamente in Galleria Passarella. Il risultato? Un happening indimenticabile.

È stato anche tra i primi nella moda a parlare di ecologia, di ambiente, di causa animalista. Ed è stato tra i primi ad accogliere l’unicità di ogni individuo ben oltre qualsiasi definizione.

Ero troppo piccola nel 1983 perché io possa avere un ricordo diretto e personale della performance di Keith Haring a Milano. Ma, nel decennio successivo, credo di essere entrata nel negozio in San Babila almeno un centinaio di volte. Leggi tutto

Franco Moschino il genio visionario – 5 motivi per visitare la mostra

È stata inaugurata da poco e resterà aperta fino al 19 dicembre 2024. Mi riferisco a Franco Moschino il genio visionario, la mostra ospitata da MyOwnGallery / Superstudio Più a Milano. (AGGIORNAMENTO: PROROGATA FINO ALL’8 GENNAIO 2025!)

A trent’anni dalla sua scomparsa, questa mostra patrocinata dal Comune di Milano vuole ricordare la carica innovativa, la contemporaneità e la vitalità creativa di Franco Moschino. L’esposizione è un’esperienza immersiva nel suo universo immaginifico attraverso le iconiche fotografie di Stefano Pandini che catturano la visione ironica e provocatoria dello stilista, definizione riduttiva che Moschino non amava.

Irriverente, visionario, ironico e inarrestabilmente controcorrente, Franco Moschino è stato l’enfant terrible della moda italiana. Un genio poliedrico capace di scardinare le convenzioni del fashion system con un sorriso beffardo. Uno stilista (pardon) rivoluzionario ma anche un pubblicitario provocatore, un pittore anticonformista, un filosofo ribelle, un pacifista e precursore del movimento eco-friendly.

Moschino, classe 1950, aveva fondato nel 1983 il marchio che portava il suo nome. In soli dieci anni, ha costruito uno dei marchi più innovativi al mondo, lasciando alla sua scomparsa – avvenuta il 18 settembre 1994 – un’eredità che ancora oggi ispira le nuove generazioni di creativi.

Questo perché, grazie al suo linguaggio visionario e irriverente, ha saputo coniugare moda, arte e provocazione, lasciando un segno indelebile nel panorama della moda internazionale. Leggi tutto

Lamberto Losani SS 2025 e Saverio Palatella, eredità emotiva tradotta in tessuti e filati

Immaginate un marchio d’eccellenza che fa maglieria Made in Italy fin dal 1940. E immaginate un designer eclettico con una expertise immensa proprio nell’ambito della maglieria. Quando marchio e designer si incontrano, nasce qualcosa come la collezione Lamberto Losani SS 2025 con la direzione artistica di Saverio Palatella.

Milanese di nascita, Saverio Palatella ha trovato il suo codice espressivo nella maglieria. La sua carriera nella moda è iniziata nei primi Anni Ottanta, quando ha frequentato a Parigi la École Berçot, prestigiosa scuola internazionale di fashion design. Oggi, Palatella è uno degli esperti più rispettati. È riconosciuto dalla stampa di settore e dai buyer più importanti per aver saputo trasformare la maglieria al punto da proporre quella che possiamo chiamare a pieno titolo tricot couture. Ha collaborato con vari artisti sviluppando progetti teatrali, musica, cortometraggi e video arte.

I suoi prodotti sono un esempio di design e artigianalità e incarnano il valore del vero Made in Italy. Sempre all’avanguardia, la sua raffinata cifra stilistica è data dall’utilizzo di fibre pregiate e dall’attenzione estrema per i dettagli. Ed è noto per le sue consulenze di design per vari marchi tra cui Lamberto Losani.

Lamberto Losani è un nome che è sinonimo di esperienza, manualità, tradizione ma anche innovazione, sperimentazione e contaminazioni creative. Questi elementi hanno portato l’azienda a esportare il cashmere Made in Umbria in tutto il mondo. Leggi tutto

Grinko SS 2025 The body remembers

«Ricordo benissimo la prima volta in cui ho visto una collezione firmata da Sergei Grinko.»

Iniziava così un mio articolo datato ottobre 2021 e dedicato a Sergei Grinko, alla sua evoluzione e alla collezione SS 2022. In quel pezzo, raccontavo che la prima volta era stata nel settembre del 2011, dieci anni prima, quando Sergei sfilava nell’ambito del progetto New Upcoming Designers di Camera Moda. Tra tanti giovani talenti, ero rimasta letteralmente fulminata proprio da lui e dalle sue creazioni nelle quali avevo visto l’inizio di un viaggio affascinante e suggestivo.

Quell’attacco e quell’articolo mi sono tornati in mente qualche giorno fa.

Stavo ammirando la collezione Grinko SS 2025 e proprio Sergei mi ha chiesto se, in questo suo nuovo lavoro, io riuscissi a vedere una riconoscibilità rispetto al suo percorso. Ho sorriso, tra me e me, e ho risposto ciò che pensavo – e che penso – sinceramente: sì, la vedo.

La collezione Grinko SS 2025 è una nuova dimostrazione di ciò di cui lui è sempre stato capace: costruire un percorso coerente nel quale instillare la sua visione, da sempre cosmopolita, e la sua creatività. Leggi tutto

Letter to the Future – Yohji Yamamoto, Poeta del Nero, in mostra a Milano

Alla Galleria di 10 Corso Como a Milano è in corso Yohji Yamamoto / Letter to the Future, uno speciale progetto espositivo che rende omaggio all’emblematico designer giapponese classe 1943.

Il progetto è curato da Alessio de’ Navasques in un climax ascendente e immersivo nel quale gli abiti sono protagonisti in un flusso in cui ogni forma, taglio e geometria trasmette un’idea che va oltre il tempo. La mostra, infatti, propone un percorso di corrispondenze tra una serie di riflessioni dello stilista – stampate a parete – e una selezione di capi, a dimostrare la relazione esistente tra corpo e abito e il superamento della dimensione cronologica.

Mi fa piacere sottolineare che l’ingresso alla mostra è libero e gratuito. È aperta tutti i giorni con orario 10:30-19:30 fino a martedì 30 luglio 2024 (consiglio di andare entro lunedì 29 in quanto sono in corso importanti lavori di ristrutturazione dell’edificio e, probabilmente, le operazioni di smontaggio verranno lievemente anticipate).

Vista la sua importanza, la mostra è inclusa fin dalla sua inaugurazione dello scorso maggio nella mia rubrica A glittering calendar. Finalmente, giovedì 26 luglio, sono riuscita ad andare a visitarla. Dopo aver vissuto una grande emozione, ho sentito l’urgenza di condividere una serie di pensieri con chi mi fa il dono di leggere questo spazio web. Leggi tutto

Eleganza in uniforme, moda e storia militare in mostra a Pinerolo

Ricevo e volentieri condivido – Il Museo Storico dell’Arma di Cavalleria di Pinerolo, in provincia di Torino, ospita Eleganza in uniforme: un racconto di moda e storia militare. La mostra, aperta fino al 14 novembre 2024 con ingresso gratuito, offre l’opportunità di esplorare la connessione tra moda femminile e uniformi militari dal 1849 al 1943, attraverso la storia della Scuola di Cavalleria.

I capi presentati sono una quarantina. Si aggiungono inoltre accessori tra cui corsetti e cappelli.

La mostra è curata da Laura Tessaris, storica del costume, con la volontà di esplorare non solo le trasformazioni stilistiche, ma anche le storie umane che si celano dietro le vesti. L’idea è quella di un viaggio nella storia del costume, dalle frivolezze degli abiti da ballo della seconda metà dell’Ottocento fino al rigore dei completi femminili ispirati alle uniformi negli Anni Quaranta.

La chicca? Un abito della contessa Sofia Cacherano di Bricherasio (1867-1950), pittrice e filantropa. Se la famiglia Cacherano di Bricherasio era solita vestire in maniera elegante, quello esposto è un abito da cavallerizza, invernale, pensato per andare in carrozza o a cavallo. Datato 1890, è in lana, con un corpetto beige con finiture di lana tartan marrone e una gonna drappeggiata da un lato, asimmetrica. È un capo, dunque, funzionale per gli spostamenti e non particolarmente elegante. Leggi tutto

Moda e tecnologia insieme grazie ad Angelo Caroli e Haltadefinizione

Ricevo e volentieri condivido – Martedì 11 giugno, in occasione di Pitti Immagine Uomo, Angelo Caroli e Haltadefinizione hanno presentato una preview dell’innovativo progetto che consentirà di accedere digitalmente allo straordinario archivio A.N.G.E.L.O. Vintage.

Questo scrigno della storia della moda è frutto di oltre 40 anni di lavoro di Angelo Caroli, autentico pioniere dell’ambito vintage. Apre ora le sue porte al pubblico tramite una modalità di visione innovativa, offrendo uno scorcio del patrimonio di oltre 150.000 capi di abbigliamento e accessori di varie epoche, custoditi tra le mura di un edificio storico di suggestiva bellezza.

I visitatori della rassegna fiorentina Pitti Uomo hanno dunque potuto vivere l’esperienza di visita dell’archivio A.N.G.E.L.O., già destinazione d’eccellenza per la ricerca stilistica, in modalità totalmente digitale, coinvolgente e interattiva attraverso visori Apple Vision Pro.

L’esperienza immersiva a elevato contenuto tecnologico è stata progettata da Haltadefinizione con l’utilizzo di realtà aumentata e mista, scansioni ambientali di ultima generazione e software sviluppati ad hoc. Leggi tutto

Genius Loci, la mostra dedicata a Franco Moschino è ad Abbiategrasso

È un periodo molto particolare. Un periodo di confusione, lo definirei. In vari ambiti e anche nella moda.

È un periodo in cui nella moda, per esempio, si alternano continui e sempre più frequenti cambi di direttori creativi in seno a tanti brand illustri. Anche dal punto di vista culturale vengono proposti prodotti che, anziché fare chiarezza, offrono visioni pasticciate e pasticcione. Giusto per fare un nome: concordo completamente con l’analisi di Giuliana Matarrese (qui) a proposito di The New Look, il biopic di Apple+ che avrebbe potuto (o dovuto) raccontare la vita di Christian Dior.

Insomma, la moda si trova decisamente in stato confusionale, ahimè, sotto tanti punti di vista, ed è sempre più difficile comprendere in quale direzione vada. Specchio dei tempi, direbbe qualcuno. Non è un pensiero infondato e lo condivido.

Ecco, in mezzo a questa confusione che trovo spesso disturbante, restano ben poche certezze. Una di queste è lo studio della storia della moda. E non solo per conoscere il passato, ma anche per cercare chiavi per interpretare il presente e provare a ipotizzare il futuro.

Certo, le risposte non sono purtroppo da cercare in biopic come quello su Dior (che delusione, lo avevo tanto aspettato…). Le risposte possono invece venire da eventi ben organizzati, come tante belle mostre attualmente in corso. Per esempio, quella su Walter Albini a Prato, della quale mi sono recentemente occupata (qui). Oppure quella su Franco Moschino, ovvero la mostra della quale desidero parlare oggi. Leggi tutto

Endelea SS 2024 on demand, il perfetto connubio tra moda e sostenibilità

Quando un progetto è autentico e sincero, quando mantiene nel tempo le sue premesse e promesse; quando avviene tutto ciò, sono felice di tornare a parlarne.

Nel 2022 ho pubblicato un articolo intitolato “Endelea, bellezza e concretezza di un brand davvero etico e sostenibile”.

In quell’articolo raccontavo di Endelea e della sua moda veramente etica e sostenibile partendo dai pensieri, dai valori e dal coraggio della fondatrice Francesca De Gottardo.

Perché sottolineo così fortemente i concetti di moda etica e sostenibile? Beh, perché oggi queste parole sono diventate quasi un trend e non tutto ciò che viene spacciato come etico e sostenibile lo è veramente.

Come avevo raccontato, Endelea è un progetto di natura economica, certo, ma prima di tutto è un progetto sociale e culturale. Non priva un popolo (i Masaai della Tanzania) dei propri elementi identitari. Non depaupera, non spoglia, non si appropria. Rispetta, crea dialogo e crea vantaggio economico alla fonte. Per tutti questi motivi affermo che Endelea è un brand etico. Veramente.

Ma attenzione… Leggi tutto

Francesca Liberatore FW 2024-25, viaggio tra opera d’arte totale e punk

Era il lontano settembre 2011 quando mi venne data la possibilità di assistere per la prima volta a una sfilata di Francesca Liberatore.

All’epoca, ovvero quasi 13 anni fa, Francesca era davvero giovanissima. Eppure, dopo la laurea in una delle università di moda più prestigiose, la Central Saint Martins di Londra, aveva già avuto diverse esperienze negli uffici stile di alcune maison altrettanto prestigiose. Cito Viktor & Rolf ad Amsterdam e Jean Paul Gaultier a Parigi. E aveva anche già vinto il concorso Next Generation (promosso dalla Camera Nazionale della Moda Italiana) grazie alla sua prima collezione individuale.

Quel giorno di settembre 2011, Francesca mi colpì e mi conquistò immediatamente con la sua visione della moda. Lo stesso accadde quando ebbi l’opportunità di vedere nuovamente dal vivo un’altra sua collezione, in febbraio 2014.

Da allora, purtroppo, ammetto di averla persa di vista. Un po’ perché, grazie al concorso mondiale DHL Exported vinto in settembre 2014, Francesca ha sfilato per sette stagioni a New York. E un po’ perché, da quando è tornata sulle passerelle milanesi, altri impegni lavorativi non mi hanno consentito di poter essere presente alle sue sfilate. Leggi tutto

Uomini e tacchi, dal Re Sole fino a Diego Dolcini a Venezia 80

Uomini e tacchi: è un binomio che sorprende? È considerato un ossimoro?

In realtà, la storia d’amore tra uomini e tacchi è lunga e ricca di esempi.

E, come molti altri capi di abbigliamento, i tacchi alti non hanno genere. Anzi, a indossarli in passato sono stati spesso gli uomini, un po’ come accadde per il colore rosa: oggi è considerato femminile da tanti, ma per molto tempo è stato invece associato alla virilità.

Non voglio tediarvi con lunghi racconti storici e quindi mi limiterò a citare pochi esempi.

Il primo è Luigi XIV di Borbone. Il Re Sole ha regnato per ben 72 anni e 110 giorni dal 14 maggio 1643, quando aveva meno di 5 anni, fino alla morte avvenuta nel 1715.

Come ci hanno raccontato a scuola, Luigi XIV era un monarca assoluto. Tutti i poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) venivano da lui esercitati nella convinzione che la sua autorità derivasse direttamente da Dio. E anche l’abbigliamento era espressione del suo potere: tra le altre cose, faceva ampio uso di scarpe con il tacco. Leggi tutto

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